Bagni, regista dell’operazione Strinic: «Non è un fuoriclasse. È sul livello di Ghoulam, non bisogna aspettarsi troppo»

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A Napoli, in pratica, lo ha portato lui. Salvatore Bagni è uno dei più grandi e apprezzati conoscitori di calcio internazionale, capita spesso che sia l’ex centrocampista a detenere la procura italiana di molti giocatori stranieri. Come nel caso di Ivan Strinic. Alcuni club del nostro campionato, Napoli compreso, si affidano alle sue conoscenze ma soprattutto alla sua banca dati. Su Strinic, l’ex mediano azzurro è stato sempre categorico: «È un buon calciatore, forse appena sopra la media. Ma non bisogna credere che il croato sia un fuoriclasse: più o meno siamo sugli stessi livelli di Ghoulam». Chiaro: con Zuniga ko e Ghoulam impegnato in coppa d’Africa, Benitez aveva urgente bisogno di un esterno mancino tenendo conto dei parametri economici del club. Il croato è in scadenza di contratto, oggi sosterrà le visite mediche, firmerà un quadriennale a partire da 1 milione e 500mila euro a stagione. Il pomeriggio di ieri è servito per limare i dettagli dell’operazione. Segnalato da Bagni, Strinic ha incontrato da subito il gradimento di Benitez. Pur essendo un giocatore alla portata del Napoli, il cammino per portarlo in azzurro è stato tortuoso. Il mercato di gennaio, si sa, va a caccia degli svincolati e la sua posizione aveva ingolosito altri club. Innanzitutto lo stesso Dnipro, che gli aveva offerto il rinnovo contrattuale a cifre più sostanziose senza però riscontrare alcun tipo di gradimento da parte del diretto interessato. Un mese fa è andato a vuoto un tentativo non troppo convinto della Dinamo Kiev. In Italia il Milan non lo ha mai cercato, l’Inter ha fatto un timido sondaggio, niente di più. La Fiorentina invece è stata la società che fino all’ultimo ha cercato di strapparlo a De Laurentiis: «Grazie dell’interessamento ma ho già dato la mia parola al Napoli» è stata l’elegante risposta di Strinic ai viola. Eppure a propria insaputa due settimane fa il calciatore veniva segnalato insicura partenza per la Grecia. Colpa di una leggerezza di suo fratello che si era accordato con un procuratore macedone che a sua volta lo aveva promesso a una squadra ellenica: questione di parcelle e di guadagni, ovviamente. È intervenuto Tonci Martic, ribadendo che solo lui può rappresentare i diritti del calciatore. Martic ha così riannodato i fili della trattativa con Bagni e sono stati avviati i contatti decisivi con il ds Bigon per definire il trasferimento in maglia azzurra. (Il Mattino)  

A Napoli, in pratica, lo ha portato lui. Salvatore Bagni è uno dei più grandi e apprezzati conoscitori di calcio internazionale, capita spesso che sia l’ex centrocampista a detenere la procura italiana di molti giocatori stranieri. Come nel caso di Ivan Strinic. Alcuni club del nostro campionato, Napoli compreso, si affidano alle sue conoscenze ma soprattutto alla sua banca dati. Su Strinic, l’ex mediano azzurro è stato sempre categorico: «È un buon calciatore, forse appena sopra la media. Ma non bisogna credere che il croato sia un fuoriclasse: più o meno siamo sugli stessi livelli di Ghoulam». Chiaro: con Zuniga ko e Ghoulam impegnato in coppa d’Africa, Benitez aveva urgente bisogno di un esterno mancino tenendo conto dei parametri economici del club. Il croato è in scadenza di contratto, oggi sosterrà le visite mediche, firmerà un quadriennale a partire da 1 milione e 500mila euro a stagione. Il pomeriggio di ieri è servito per limare i dettagli dell’operazione. Segnalato da Bagni, Strinic ha incontrato da subito il gradimento di Benitez. Pur essendo un giocatore alla portata del Napoli, il cammino per portarlo in azzurro è stato tortuoso. Il mercato di gennaio, si sa, va a caccia degli svincolati e la sua posizione aveva ingolosito altri club. Innanzitutto lo stesso Dnipro, che gli aveva offerto il rinnovo contrattuale a cifre più sostanziose senza però riscontrare alcun tipo di gradimento da parte del diretto interessato. Un mese fa è andato a vuoto un tentativo non troppo convinto della Dinamo Kiev. In Italia il Milan non lo ha mai cercato, l’Inter ha fatto un timido sondaggio, niente di più. La Fiorentina invece è stata la società che fino all’ultimo ha cercato di strapparlo a De Laurentiis: «Grazie dell’interessamento ma ho già dato la mia parola al Napoli» è stata l’elegante risposta di Strinic ai viola. Eppure a propria insaputa due settimane fa il calciatore veniva segnalato insicura partenza per la Grecia. Colpa di una leggerezza di suo fratello che si era accordato con un procuratore macedone che a sua volta lo aveva promesso a una squadra ellenica: questione di parcelle e di guadagni, ovviamente. È intervenuto Tonci Martic, ribadendo che solo lui può rappresentare i diritti del calciatore. Martic ha così riannodato i fili della trattativa con Bagni e sono stati avviati i contatti decisivi con il ds Bigon per definire il trasferimento in maglia azzurra. (Il Mattino)