NORMAN ATLANTIC, CINQUE MORTI

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Cinque corpi sono stati trovati in acqua nelle operazioni di salvataggio della Norman Atlantic. Lo ha detto in conferenza stampa il premier Matteo Renzi, ma su Twitter Kathimerini e il ministro della Marina mercantile greco parlano invece di 4 vittime accertate.

“Nel giro di qualche ora contiamo di terminare le operazioni di salvataggio”, ha detto Renzi. In questo momento sono 407 le persone recuperate, sono rimaste le 22 persone dell’equipaggio a bordo per la ricognizione e la verifica che non ci sia più nessuno sulla nave. Spetta al comandante dichiarare che non ci sia nessuno. Il lavoro della marina, della protezione civile e di tutti è stato davvero impressionante. Esprimo la mia gratitudine e la vicinanza alle famiglie delle vittime”. 

“E’ stato spaventoso, sembrava il Titanic”. Così i primi sopravvissuti hanno raccontato i momenti di terrore vissuti a bordo della Norman Atlantic, iltraghetto italiano partito dalla Grecia e diretto ad Ancona con 478 persone a bordo, e andato in fiamme alle 4.30 di domenica mattina. “Ho visto morire mio marito”, ha raccontato Teodora Douli, 56 anni, greca, moglie del 62enne morto dopo l’incendio divampato a bordo, Gheorgiu Douli. “Eravamo sullo scivolo della nave – ha continuato dall’ospdale di Galatina, dove si trova -, lui era davanti, io dietro. A un certo punto è rimasto impigliato ad un telo di plastica. Alla fine siamo scesi, sia io che mio marito, in acqua. C’era una nave ma era troppo lontana per poterci soccorrere. Siamo rimasti così più di quattro ore, nuotavo, per fortuna non avevo gli stivali. A mio marito usciva sangue dal naso, forse perché aveva battuto la testa alla nave. A un certo punto – ha continuato – è arrivato un soccorritore, ha tentato di tagliare il telo in plastica in cui era rimasto intrappolato mio marito e quando al secondo tentativo c’è riuscito, mio marito è morto tra le sue braccia”.

SPECIALE VIDEO – IL MAYDAY – METEO

Sono racconti di un inferno. “Ho visto quattro persone morte, con i miei occhi, sono sicurissimo, erano davanti a me”, ha detto ai giornalisti un uomo di nazionalità turca, appena sceso dalla nave mercantile che lo ha portato,insieme con altri 48 naufraghi, nel porto di Bari. “Sulla lancia – ha raccontato il sopravvissuto ai giornalisti – avevamo quattro morti, due uomini e due donne, credo, perché al buio non si vedeva bene”. “Molta gente – ha continuato l’uomo – è caduta in mare purtroppo. Ho visto anche una decina di persone che erano a bordo di una lancia che poi sono finite in mare e non so proprio che fine abbiano fatto”. “Sentivamo urlare ‘fire’, ‘fire’, fuoco fuoco e in cinque minuti – ha aggiunto l’uomo – tutta la nave era tra le fiamme. Era buio e c’era molto fumo. C’è stato poco da fare: molta gente è svenuta, siamo rimasti isolati”. 
 

L’arrivo della Spirit of Piraeus: i volti dei naufraghi

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Il bilancio, giallo sui numeri. Secondo la Guardia costiera sono 407 le persone al momento tratte in salvo mentre continua il ponte aereo per soccorrere i passeggeri ancora a bordo della Norman Atlantic. Diversi i numeri della Marina Militare, che non conferma le quattro vittime riferite dal testimone turco e parla di 363 passeggeri di cui 115 ancora a bordo. Ma è giallo sul numero effettivo delle persone presenti sul traghetto. Tra i superstiti già arrivati a Bari, infatti, ci sarebbero anche due clandestini.  

Pessime previsioni meteo. Nelle prossime ore nella porzione di mare di fronte alle coste pugliesi, dove si trova il traghetto in avaria, le condizioni meteo-marine rimarranno pessime: soffieranno venti con raffiche fino 60-70 km/orari, con il mare agitato e onde alte circa 3-4 metri. Lo riferisce il Centro Epson Meteo.

L’incendio e l’allarme. Il traghetto Norman Atlantic, partito da Patrasso e diretto ad Ancona (dove era atteso alle 17), aveva lasciato il porto di Igoumenitsa, di fronte all’isola di Corfù (FOTO), e navigava 33 miglia nautiche al largo della piccola isola di Othonoi quando ha preso fuoco alle 4.30 del mattino per cause da accertare. Il segnale di soccorso è stato inviato subito. Il capitano, Argilio Giacomazzi, 62 anni ligure, ha ordinato l’evacuazione ma le condizioni meteo – le acque dell’Adriatico molto mosse, con il vento a 50 nodi, mare forza 8 e onde alte 5 metri – hanno reso gli aiuti particolarmente complicati. 

Traghetto in  fiamme, il salvataggio dei bambini

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La vittima, un cittadino greco. Oltre all’uomo di nazionalità greca morto cercando di mettersi in salvo gettandosi dalla nave con la moglie, altre quattro persone sono rimaste ferite più gravemente, due passeggeri, un aerosoccorritore della Marina e un militare delle Capitanerie di porto. In ipotermia numerosi bambini e donne trasferiti con gli elicotteri negli ospedali. ”

Le difficili operazioni di soccorso. Verso il traghetto In fiamme, che si trovava a 39 miglia da Otranto e 13 da Valona, sono partiti dalla Grecia e dall’Italia motovedette ed elicotteri della Marina Militare, mentre il comandante e le 56 persone di equipaggio tentavano di domare le fiamme divampate nel garage dove erano stipati oltre 200 automezzi, tra camion e auto. Le porte “taglia fuoco” probabilmente non hanno tenuto. I tecnici marittimi avevano segnalato problemi ad alcuni sistemi di sicurezza ma il traghetto sabato era comunque salpato dal porto greco. I passeggeri, tra cui 22 italiani (altri 22 fanno parte del personale di bordo), sorpresi nel sonno dal fumo e dalle fiamme, si sono precipitati verso le scialuppe di salvataggio ma solo pochi sono riusciti a salirci, prima che un black-out facesse piombare la nave nel buio e senza possibilità di attivare il meccanismo per calare in mare le imbarcazioni soccorso. Decine le persone che, prese dal panico, si sono gettate in mare. Sono state salvate dalla Marina Militare, cinque alla volta. Tra i primi, due bimbi di due e cinque anni insieme alla loro mamma incinta ricoverati in stato di ipotermia.

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“Siamo bruciando”. E mentre in mare aperto proseguivano le operazioni di salvataggio sferzate da un temporale, dal ponte della nave partivano gli appelli disperati degli oltre 300 passeggeri, di diverse nazionalità, rimasti a bordo e che tentavano di sottrarsi al fumo e alle fiamme, ma anche al freddo. “Stiamo bruciando e affondando. Per favore non lasciateci qui” ha detto alla tv greca Nikos Paptheodosiou dal suo telefonino. Solo alle 18 il rimorchiatore Marietta Barretta partito da Brindisi, dopo vari tentativi, ha agganciato la prua della Norman Atlantic. Il comandante è riuscito a girare il traghetto, portando la prua verso l’Albania, viaggiando a favore di vento. Una manovra, condotta in condizioni complicatissime, ma che ha consentito di sgomberare la poppa sulla quale si erano radunati i passeggeri per sfuggire al fumo. 

Via a azioni risarcitorie. La procura di Bari deve indagare le autorità portuali italiane e il Rina, il registro navale italiano, per concorso nel naufragio della Norman Atlantic. Lo chiede il Codacons, che sta preparando una apposita istanza ai magistrati pugliesi che hanno aperto una inchiesta sull’incidente.

L’accusa degli autisti di camion. Una volta stabilizzato il traghetto, alle 19.20 due piloti dell’Aeronautica militare sono riusciti a calarsi dall’elicottero sopra uno dei ponti. In tarda serata il cavo di traino si è spezzato ma è stato sostituito tra mille difficoltà. Le operazioni di soccorso sono andate avanti tutta la notte, per salvare gli altri 300 passeggeri rimasti al gelo con la nave che ha cominciato a inclinarsi. E ieri i camionisti naufraghi del traghetto hanno puntato il dito sul sovraccarico: “La parte alta dei camion faceva attrito col soffitto del garage, i tir erano carichi di olio e schiacciati come sardine. Facile che le scintille siano partite da lì”.

Il documento. Controlli sulla Norman Atlantic: carenze sulla sicurezza 

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La difesa dell’armatore. L’armatore Carlo Visentini, si è detto “estremamente addolorato per la morte del passeggero greco”. “La società confida nel lavoro delle autorità investigative – ha aggiunto – che dovranno trovare le esatte cause dell’incidente, ma è certa della piena efficienza della nave, una nave di recente costruzione, con tutte le certificazioni necessarie ad operare”.

Cinque corpi sono stati trovati in acqua nelle operazioni di salvataggio della Norman Atlantic. Lo ha detto in conferenza stampa il premier Matteo Renzi, ma su Twitter Kathimerini e il ministro della Marina mercantile greco parlano invece di 4 vittime accertate.

"Nel giro di qualche ora contiamo di terminare le operazioni di salvataggio", ha detto Renzi. In questo momento sono 407 le persone recuperate, sono rimaste le 22 persone dell'equipaggio a bordo per la ricognizione e la verifica che non ci sia più nessuno sulla nave. Spetta al comandante dichiarare che non ci sia nessuno. Il lavoro della marina, della protezione civile e di tutti è stato davvero impressionante. Esprimo la mia gratitudine e la vicinanza alle famiglie delle vittime". 

"E' stato spaventoso, sembrava il Titanic". Così i primi sopravvissuti hanno raccontato i momenti di terrore vissuti a bordo della Norman Atlantic, iltraghetto italiano partito dalla Grecia e diretto ad Ancona con 478 persone a bordo, e andato in fiamme alle 4.30 di domenica mattina. "Ho visto morire mio marito", ha raccontato Teodora Douli, 56 anni, greca, moglie del 62enne morto dopo l'incendio divampato a bordo, Gheorgiu Douli. "Eravamo sullo scivolo della nave – ha continuato dall'ospdale di Galatina, dove si trova -, lui era davanti, io dietro. A un certo punto è rimasto impigliato ad un telo di plastica. Alla fine siamo scesi, sia io che mio marito, in acqua. C'era una nave ma era troppo lontana per poterci soccorrere. Siamo rimasti così più di quattro ore, nuotavo, per fortuna non avevo gli stivali. A mio marito usciva sangue dal naso, forse perché aveva battuto la testa alla nave. A un certo punto – ha continuato – è arrivato un soccorritore, ha tentato di tagliare il telo in plastica in cui era rimasto intrappolato mio marito e quando al secondo tentativo c'è riuscito, mio marito è morto tra le sue braccia".

SPECIALE VIDEO – IL MAYDAY – METEO

Sono racconti di un inferno. "Ho visto quattro persone morte, con i miei occhi, sono sicurissimo, erano davanti a me", ha detto ai giornalisti un uomo di nazionalità turca, appena sceso dalla nave mercantile che lo ha portato,insieme con altri 48 naufraghi, nel porto di Bari. "Sulla lancia – ha raccontato il sopravvissuto ai giornalisti – avevamo quattro morti, due uomini e due donne, credo, perché al buio non si vedeva bene". "Molta gente – ha continuato l'uomo – è caduta in mare purtroppo. Ho visto anche una decina di persone che erano a bordo di una lancia che poi sono finite in mare e non so proprio che fine abbiano fatto". "Sentivamo urlare 'fire', 'fire', fuoco fuoco e in cinque minuti – ha aggiunto l'uomo – tutta la nave era tra le fiamme. Era buio e c'era molto fumo. C'è stato poco da fare: molta gente è svenuta, siamo rimasti isolati"
 

Il bilancio, giallo sui numeri. Secondo la Guardia costiera sono 407 le persone al momento tratte in salvo mentre continua il ponte aereo per soccorrere i passeggeri ancora a bordo della Norman Atlantic. Diversi i numeri della Marina Militare, che non conferma le quattro vittime riferite dal testimone turco e parla di 363 passeggeri di cui 115 ancora a bordo. Ma è giallo sul numero effettivo delle persone presenti sul traghetto. Tra i superstiti già arrivati a Bari, infatti, ci sarebbero anche due clandestini.  

Pessime previsioni meteo. Nelle prossime ore nella porzione di mare di fronte alle coste pugliesi, dove si trova il traghetto in avaria, le condizioni meteo-marine rimarranno pessime: soffieranno venti con raffiche fino 60-70 km/orari, con il mare agitato e onde alte circa 3-4 metri. Lo riferisce il Centro Epson Meteo.

L'incendio e l'allarme. Il traghetto Norman Atlantic, partito da Patrasso e diretto ad Ancona (dove era atteso alle 17), aveva lasciato il porto di Igoumenitsa, di fronte all'isola di Corfù (FOTO), e navigava 33 miglia nautiche al largo della piccola isola di Othonoi quando ha preso fuoco alle 4.30 del mattino per cause da accertare. Il segnale di soccorso è stato inviato subito. Il capitano, Argilio Giacomazzi, 62 anni ligure, ha ordinato l'evacuazione ma le condizioni meteo – le acque dell'Adriatico molto mosse, con il vento a 50 nodi, mare forza 8 e onde alte 5 metri – hanno reso gli aiuti particolarmente complicati. 

La vittima, un cittadino greco. Oltre all'uomo di nazionalità greca morto cercando di mettersi in salvo gettandosi dalla nave con la moglie, altre quattro persone sono rimaste ferite più gravemente, due passeggeri, un aerosoccorritore della Marina e un militare delle Capitanerie di porto. In ipotermia numerosi bambini e donne trasferiti con gli elicotteri negli ospedali. "

Le difficili operazioni di soccorso. Verso il traghetto In fiamme, che si trovava a 39 miglia da Otranto e 13 da Valona, sono partiti dalla Grecia e dall'Italia motovedette ed elicotteri della Marina Militare, mentre il comandante e le 56 persone di equipaggio tentavano di domare le fiamme divampate nel garage dove erano stipati oltre 200 automezzi, tra camion e auto. Le porte "taglia fuoco" probabilmente non hanno tenuto. I tecnici marittimi avevano segnalato problemi ad alcuni sistemi di sicurezza ma il traghetto sabato era comunque salpato dal porto greco. I passeggeri, tra cui 22 italiani (altri 22 fanno parte del personale di bordo), sorpresi nel sonno dal fumo e dalle fiamme, si sono precipitati verso le scialuppe di salvataggio ma solo pochi sono riusciti a salirci, prima che un black-out facesse piombare la nave nel buio e senza possibilità di attivare il meccanismo per calare in mare le imbarcazioni soccorso. Decine le persone che, prese dal panico, si sono gettate in mare. Sono state salvate dalla Marina Militare, cinque alla volta. Tra i primi, due bimbi di due e cinque anni insieme alla loro mamma incinta ricoverati in stato di ipotermia.

"Siamo bruciando". E mentre in mare aperto proseguivano le operazioni di salvataggio sferzate da un temporale, dal ponte della nave partivano gli appelli disperati degli oltre 300 passeggeri, di diverse nazionalità, rimasti a bordo e che tentavano di sottrarsi al fumo e alle fiamme, ma anche al freddo. "Stiamo bruciando e affondando. Per favore non lasciateci qui" ha detto alla tv greca Nikos Paptheodosiou dal suo telefonino. Solo alle 18 il rimorchiatore Marietta Barretta partito da Brindisi, dopo vari tentativi, ha agganciato la prua della Norman Atlantic. Il comandante è riuscito a girare il traghetto, portando la prua verso l'Albania, viaggiando a favore di vento. Una manovra, condotta in condizioni complicatissime, ma che ha consentito di sgomberare la poppa sulla quale si erano radunati i passeggeri per sfuggire al fumo. 

Via a azioni risarcitorie. La procura di Bari deve indagare le autorità portuali italiane e il Rina, il registro navale italiano, per concorso nel naufragio della Norman Atlantic. Lo chiede il Codacons, che sta preparando una apposita istanza ai magistrati pugliesi che hanno aperto una inchiesta sull'incidente.

L'accusa degli autisti di camion. Una volta stabilizzato il traghetto, alle 19.20 due piloti dell'Aeronautica militare sono riusciti a calarsi dall'elicottero sopra uno dei ponti. In tarda serata il cavo di traino si è spezzato ma è stato sostituito tra mille difficoltà. Le operazioni di soccorso sono andate avanti tutta la notte, per salvare gli altri 300 passeggeri rimasti al gelo con la nave che ha cominciato a inclinarsi. E ieri i camionisti naufraghi del traghetto hanno puntato il dito sul sovraccarico: "La parte alta dei camion faceva attrito col soffitto del garage, i tir erano carichi di olio e schiacciati come sardine. Facile che le scintille siano partite da lì".

La difesa dell'armatore. L'armatore Carlo Visentini, si è detto "estremamente addolorato per la morte del passeggero greco". "La società confida nel lavoro delle autorità investigative – ha aggiunto – che dovranno trovare le esatte cause dell'incidente, ma è certa della piena efficienza della nave, una nave di recente costruzione, con tutte le certificazioni necessarie ad operare".