Napoli. Colpi di pistola contro la casa e lo studio legale di un consigliere. Centrato con un proiettile anche l’ufficio

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Frattamaggiore. Un avvocato nel mirino. Natale di paura per Camillo Pezzullo, 55 anni, di Frattamaggiore, stimato civilista con una lunga militanza da consigliere comunale, carica tuttora ricoperta. Nella notte tra il 23 e 24 dicembre un commando di delinquenti ha preso di mira a colpi di pistola dapprima le finestre dello studio professionale del legale, poi la sua abitazione, dove è stato centrato il portone di ingresso; infine, l’ultimo proiettile è stato esploso contro la serranda della sede di uno studio di assicurazioni, gestito dal fratello, in un palazzo di proprietà dello stesso professionista. Tutto nel giro di una manciata di minuti. Un raid intimidatorio davvero atipico: mai era stata registrata nella zona un’intimidazione di questo tipo e cioè con il coinvolgimento di un così alto numero di obiettivi. Un modus operandi tipico della criminalità organizzata. Il raid ha avuto inizio in via Francesco Antonio Giordano, poco prima delle due della notte che anticipava la vigilia di Natale. Due malviventi a bordo di un vecchio modello di Fiat Cinquecento di colore rosso sbiadito, con il volto coperto dai passamontagna (secondo i primi accertamenti eseguiti dai carabinieri) hanno esploso un solo colpo contro la serranda della sede dell’assicurazione. Il proiettile di grosso calibro, forse esploso da una pistola a tamburo (sui luoghi degli attentati non sono stati ritrovati bossoli) ha bucherellato la serranda ed infranto i vetri della porta di ingresso e quelli del bancone dove si ricevono i clienti. La vecchia Cinquecento è ripartita a tutta velocità. E dopo circa cento metri ha svoltato a destra, in via Vittorio Emanuele, dove è ubicato a piano terra lo studio del professionista. Qui i due malviventi hanno esploso altri due colpi, centrando le due finestre dei locali. Uno dei proiettili ha perforato il pesante vetro di uno degli infissi, sfiorando il computer dell’avvocato, per poi conficcarsi in uno dei testi giuridici della libreria. Dopo avere «recapitato» anche il secondo inquietante messaggio, l’utilitaria ha percorso l’ultimo tratto di via Vittorio Emanuele, ha svoltato per via Bartolommeo Capasso, per imboccare dopo cento metri il centralissimo corso Durante, dove è stata notata dalla cameriera di una pizzeria che si trovava all’esterno dell’esercizio commerciale per le ultime pulizie di giornata. La Cinquecento ha percorso qualche altra decina di metri del corso Durante, per frenare di botto accanto al portone di ingresso dell’abitazione di Camillo Pezzullo, dove sono stati esplosi altri tre colpi, forse gli ultimi rimasti nel tamburo della colt. Due proiettili si sono conficcati nel legno del portone, che è spesso più di venti centimetri. Il terzo, che nella sua traiettoria ha trovato la parte meno spessa del manufatto di legno, si è conficcato in uno degli sportelli dell’auto dell’avvocato, posteggiata nel cortile interno. La figlia del professionista era appena rientrata a casa dopo una serata trascorsa con gli amici, per salire nell’appartamento è passata proprio davanti all’auto colpita dal proiettile: poteva consumarsi una tragedia. «Sono davvero sconcertato – ha detto al telefono l’avvocato Pezzullo – ma anche preoccupato. Per quanti sforzi di memoria possa aver fatto, ancora non riesco a dare una spiegazione plausibile e collegare a questo grave episodio fatti della mia professione di avvocato civilista. Ne ho parlato con i carabinieri, a loro va il mio grazie per la vicinanza che hanno fatto subito sentire a me e alla mia famiglia e per l’attività investigativa che stanno svolgendo». Quanto alla possibilità che il raid sia collegato all’attività di consigliere comunale, Pezzullo è categorico nell’escluderla: «La mia funzione di consigliere non è di responsabilità diretta in settori caldi». Anche per i carabinieri della stazione di Frattamaggiore, al comando del maresciallo Marcello Montinari, la pista politica al momento non sembra essere quella principale. I militari hanno acquisito le immagini (di ottima resa) di almeno quattro telecamere di videosorveglianza della zona sugli spostamenti della presunta Cinquecento vecchio tipo, seguita però da una Twingo, come auto di appoggio. Proprio come nei raid di camorra. Le indagini sono serrate; l’impressione è che elementi utili potranno emergere da un esame più dettagliato di alcune pratiche professionali dell’avvocato, impegnato anche in diverse procedure fallimentari dove sono coinvolti – hanno accertato i carabinieri – personaggi legati ai clan ma non di Frattamaggiore. (Marco Di Caterino – Il Mattino)

Frattamaggiore. Un avvocato nel mirino. Natale di paura per Camillo Pezzullo, 55 anni, di Frattamaggiore, stimato civilista con una lunga militanza da consigliere comunale, carica tuttora ricoperta. Nella notte tra il 23 e 24 dicembre un commando di delinquenti ha preso di mira a colpi di pistola dapprima le finestre dello studio professionale del legale, poi la sua abitazione, dove è stato centrato il portone di ingresso; infine, l’ultimo proiettile è stato esploso contro la serranda della sede di uno studio di assicurazioni, gestito dal fratello, in un palazzo di proprietà dello stesso professionista. Tutto nel giro di una manciata di minuti. Un raid intimidatorio davvero atipico: mai era stata registrata nella zona un’intimidazione di questo tipo e cioè con il coinvolgimento di un così alto numero di obiettivi. Un modus operandi tipico della criminalità organizzata. Il raid ha avuto inizio in via Francesco Antonio Giordano, poco prima delle due della notte che anticipava la vigilia di Natale. Due malviventi a bordo di un vecchio modello di Fiat Cinquecento di colore rosso sbiadito, con il volto coperto dai passamontagna (secondo i primi accertamenti eseguiti dai carabinieri) hanno esploso un solo colpo contro la serranda della sede dell’assicurazione. Il proiettile di grosso calibro, forse esploso da una pistola a tamburo (sui luoghi degli attentati non sono stati ritrovati bossoli) ha bucherellato la serranda ed infranto i vetri della porta di ingresso e quelli del bancone dove si ricevono i clienti. La vecchia Cinquecento è ripartita a tutta velocità. E dopo circa cento metri ha svoltato a destra, in via Vittorio Emanuele, dove è ubicato a piano terra lo studio del professionista. Qui i due malviventi hanno esploso altri due colpi, centrando le due finestre dei locali. Uno dei proiettili ha perforato il pesante vetro di uno degli infissi, sfiorando il computer dell’avvocato, per poi conficcarsi in uno dei testi giuridici della libreria. Dopo avere «recapitato» anche il secondo inquietante messaggio, l’utilitaria ha percorso l’ultimo tratto di via Vittorio Emanuele, ha svoltato per via Bartolommeo Capasso, per imboccare dopo cento metri il centralissimo corso Durante, dove è stata notata dalla cameriera di una pizzeria che si trovava all’esterno dell’esercizio commerciale per le ultime pulizie di giornata. La Cinquecento ha percorso qualche altra decina di metri del corso Durante, per frenare di botto accanto al portone di ingresso dell’abitazione di Camillo Pezzullo, dove sono stati esplosi altri tre colpi, forse gli ultimi rimasti nel tamburo della colt. Due proiettili si sono conficcati nel legno del portone, che è spesso più di venti centimetri. Il terzo, che nella sua traiettoria ha trovato la parte meno spessa del manufatto di legno, si è conficcato in uno degli sportelli dell’auto dell’avvocato, posteggiata nel cortile interno. La figlia del professionista era appena rientrata a casa dopo una serata trascorsa con gli amici, per salire nell’appartamento è passata proprio davanti all’auto colpita dal proiettile: poteva consumarsi una tragedia. «Sono davvero sconcertato – ha detto al telefono l’avvocato Pezzullo – ma anche preoccupato. Per quanti sforzi di memoria possa aver fatto, ancora non riesco a dare una spiegazione plausibile e collegare a questo grave episodio fatti della mia professione di avvocato civilista. Ne ho parlato con i carabinieri, a loro va il mio grazie per la vicinanza che hanno fatto subito sentire a me e alla mia famiglia e per l’attività investigativa che stanno svolgendo». Quanto alla possibilità che il raid sia collegato all’attività di consigliere comunale, Pezzullo è categorico nell’escluderla: «La mia funzione di consigliere non è di responsabilità diretta in settori caldi». Anche per i carabinieri della stazione di Frattamaggiore, al comando del maresciallo Marcello Montinari, la pista politica al momento non sembra essere quella principale. I militari hanno acquisito le immagini (di ottima resa) di almeno quattro telecamere di videosorveglianza della zona sugli spostamenti della presunta Cinquecento vecchio tipo, seguita però da una Twingo, come auto di appoggio. Proprio come nei raid di camorra. Le indagini sono serrate; l’impressione è che elementi utili potranno emergere da un esame più dettagliato di alcune pratiche professionali dell’avvocato, impegnato anche in diverse procedure fallimentari dove sono coinvolti – hanno accertato i carabinieri – personaggi legati ai clan ma non di Frattamaggiore. (Marco Di Caterino – Il Mattino)