Il Pellicano -Televita. Appello ai sindaci sui parametri Isee

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Tutto ha un costo nella vita e anche i servizi alla persona assicurati dal Piano Sociale di Zona ambito territoriale N33 lo hanno, eccome che lo hanno!!! Tutto si basa confrontando il valore ISEE con un minimo vitale stabilito ogni anno dall’INPS considerando il trattamento minimo delle pensioni. Minimo vitale è proprio la definizione giusta perché il valore dello stesso è veramente minimo e diventa molto facile superare questa soglia anche per pochi euro.Un superamento che determina l’obbligo per gli anziani di compartecipazione alla spesa per usufruire di servizi alla persona in certi casi vitali. Anche un minimo di compartecipazione getta l’anziano nel panico perché tutto è aumentato, siamo in piena crisi e il potere di acquisto dell’Euro è sempre minore.

E la situazione non cambierà a partire dal prossimo anno in quanto muterà completamente il modo di produrre il certficato ISEE: verranno probabilmente inserite anche le entrate che non costituiscono reddito, tipo le pensioni sociali o di accompagnamento. E per coloro che possiedono la casa in cui abitano sarà indispensabile inserire nell’ISEE un valore catastale degli stessi che non è più come una volta. Quello che fa riferimento all’imponibile ICI, bensì all’imponibile IMU che considera il valore degli immobili in maniera elevata al 60%.
Una persona anziana, sola, malata e bisognosa di ogni tipo di aiuto per non pagare soldi che a stento possiede rifiuta il servizio. Un rifiuto che lo riconduce nella più totale solitudine, nella più completa situazione di insicurezza, emerginazione e sofferenza!!!

A lanciare il grido d’allarme è la Cooperariva Sociale “Il Pellicano-TELEVITA”, ente gestore per conto del Piano Sociale di Zona dei servizi per gli anziani, che ha chiamato in causa i Sindaci dei Comuni della Penisola Sorrentina che afferiscono al Piano Sociale di Zona. “Non si può rimanere inermi davanti a questo fenomeno che non può non interessare i primi Cittadini che non possono non avere a cuore il benessere di una delle fasce di popolazione più debole e disagiata. A loro è richiesto di non usare come parametro per stabilire un eventuale pagamento dei servizi sociali il minimo vitale stabilito dall’INPS, bensì di innalzare la soglia oltre la quale il servizio non è più erogabile gratuitamente. Ciò per venire incontro seriamente ai bisogni dei concittadini che sono costantemente a rischio. Immaginiamo un vecchietto che rifiuta il servizio d telesoccorso perché, anche se supera il minimo vitale di pochi Euro, è costretto a pagare. Il Telesoccorso è in grado di salvare delle vite in pericolo grazie alla celerità del funzionamento; è in grado di aiutare nell’immediato gli anziani che cadono in casa evitando loro di rimanere ore se non giornate intere a terra. Rinunciando al servizio rimane solo. L’ottimo sistema garantista creato ben 11 anni fa dal Piano Sociale di zona del nostro ambito si sta sgretolando, sfaldando a causa di un sistema che può essere modificato tranquillamente dalle amministrazioni comunali che non possono rimanere sorde, non possono non sentirsi responsabili dell’abbandono in cui stanno ripiombando sempre più anziani. L’appello ai Sindaci è rivolto con forza. Si auspica un intervento immediato che non può non arrivare dinanzi a responsabilità dalle quali non è possibile esulare”.

Tutto ha un costo nella vita e anche i servizi alla persona assicurati dal Piano Sociale di Zona ambito territoriale N33 lo hanno, eccome che lo hanno!!! Tutto si basa confrontando il valore ISEE con un minimo vitale stabilito ogni anno dall’INPS considerando il trattamento minimo delle pensioni. Minimo vitale è proprio la definizione giusta perché il valore dello stesso è veramente minimo e diventa molto facile superare questa soglia anche per pochi euro.Un superamento che determina l’obbligo per gli anziani di compartecipazione alla spesa per usufruire di servizi alla persona in certi casi vitali. Anche un minimo di compartecipazione getta l’anziano nel panico perché tutto è aumentato, siamo in piena crisi e il potere di acquisto dell’Euro è sempre minore.

E la situazione non cambierà a partire dal prossimo anno in quanto muterà completamente il modo di produrre il certficato ISEE: verranno probabilmente inserite anche le entrate che non costituiscono reddito, tipo le pensioni sociali o di accompagnamento. E per coloro che possiedono la casa in cui abitano sarà indispensabile inserire nell’ISEE un valore catastale degli stessi che non è più come una volta. Quello che fa riferimento all’imponibile ICI, bensì all’imponibile IMU che considera il valore degli immobili in maniera elevata al 60%.
Una persona anziana, sola, malata e bisognosa di ogni tipo di aiuto per non pagare soldi che a stento possiede rifiuta il servizio. Un rifiuto che lo riconduce nella più totale solitudine, nella più completa situazione di insicurezza, emerginazione e sofferenza!!!

A lanciare il grido d’allarme è la Cooperariva Sociale “Il Pellicano-TELEVITA”, ente gestore per conto del Piano Sociale di Zona dei servizi per gli anziani, che ha chiamato in causa i Sindaci dei Comuni della Penisola Sorrentina che afferiscono al Piano Sociale di Zona. “Non si può rimanere inermi davanti a questo fenomeno che non può non interessare i primi Cittadini che non possono non avere a cuore il benessere di una delle fasce di popolazione più debole e disagiata. A loro è richiesto di non usare come parametro per stabilire un eventuale pagamento dei servizi sociali il minimo vitale stabilito dall’INPS, bensì di innalzare la soglia oltre la quale il servizio non è più erogabile gratuitamente. Ciò per venire incontro seriamente ai bisogni dei concittadini che sono costantemente a rischio. Immaginiamo un vecchietto che rifiuta il servizio d telesoccorso perché, anche se supera il minimo vitale di pochi Euro, è costretto a pagare. Il Telesoccorso è in grado di salvare delle vite in pericolo grazie alla celerità del funzionamento; è in grado di aiutare nell’immediato gli anziani che cadono in casa evitando loro di rimanere ore se non giornate intere a terra. Rinunciando al servizio rimane solo. L’ottimo sistema garantista creato ben 11 anni fa dal Piano Sociale di zona del nostro ambito si sta sgretolando, sfaldando a causa di un sistema che può essere modificato tranquillamente dalle amministrazioni comunali che non possono rimanere sorde, non possono non sentirsi responsabili dell’abbandono in cui stanno ripiombando sempre più anziani. L’appello ai Sindaci è rivolto con forza. Si auspica un intervento immediato che non può non arrivare dinanzi a responsabilità dalle quali non è possibile esulare”.