SALERNO Traffico illegale di rifiuti al porto

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Sequestrate 20 tonnellate di rifiuti nel porto di Salerno. La spazzatura era stipata in un rimorchio diretto in Sicilia. Gli uomini della Capitaneria di Porto, diretta dal comandante Gaetano Angora, hanno accertato che, contrariamente alla documentazione di accompagnamemto (i rifiuti per viaggiare hanno specifici codici), nel rimorchio non c’era la cosiddetta frazione organica, cioè gli scarti alimentari destinati agli impianti di compostaggio per essere trasformati in ammendante per l’agricoltura, bensì rifiuti costituiti da frazione organica, ma anche da plastica, metalli, carta.

La Capitaneria di Porto ha accertato che la documentazione posta a corredo di tutte le pratiche era falsa. Oltre alle certificazioni, infattim anche le attestazioni erano false e i rifiuti viaggiavano accompagnati da un rapporto di analisi che non era compatibile ai rifiuti effettivamente trasportati. Per questo motivo sono stati denunciati alla Procura della Repubblica i titolari delle ditte e delle società che hanno partecipato , a vario titolo, nel traffico di rifiuti, contestando la gestione illecita di rifiuti finalizzata al loro smaltimento, false dichiarazioni rese all’autorità ed uso di atto falso.

Secondo la Capitaneria “In buona sostanza, gli ingatai, utilizzando questo articolato sistema, gestivano illegalmente rifiuti, di fatto smaltendoli mediante il loro conferimento a grandi centri in Sicilia che non avrebbero mai potuto recuperali, nè per ottenere compost di qualità nè per avviarli ad impianti di Cdr”.

di Gianni Giannattasio
LA CITTA DI SALERNOSequestrate 20 tonnellate di rifiuti nel porto di Salerno. La spazzatura era stipata in un rimorchio diretto in Sicilia. Gli uomini della Capitaneria di Porto, diretta dal comandante Gaetano Angora, hanno accertato che, contrariamente alla documentazione di accompagnamemto (i rifiuti per viaggiare hanno specifici codici), nel rimorchio non c’era la cosiddetta frazione organica, cioè gli scarti alimentari destinati agli impianti di compostaggio per essere trasformati in ammendante per l’agricoltura, bensì rifiuti costituiti da frazione organica, ma anche da plastica, metalli, carta.

La Capitaneria di Porto ha accertato che la documentazione posta a corredo di tutte le pratiche era falsa. Oltre alle certificazioni, infattim anche le attestazioni erano false e i rifiuti viaggiavano accompagnati da un rapporto di analisi che non era compatibile ai rifiuti effettivamente trasportati. Per questo motivo sono stati denunciati alla Procura della Repubblica i titolari delle ditte e delle società che hanno partecipato , a vario titolo, nel traffico di rifiuti, contestando la gestione illecita di rifiuti finalizzata al loro smaltimento, false dichiarazioni rese all’autorità ed uso di atto falso.

Secondo la Capitaneria “In buona sostanza, gli ingatai, utilizzando questo articolato sistema, gestivano illegalmente rifiuti, di fatto smaltendoli mediante il loro conferimento a grandi centri in Sicilia che non avrebbero mai potuto recuperali, nè per ottenere compost di qualità nè per avviarli ad impianti di Cdr”.

di Gianni Giannattasio
LA CITTA DI SALERNO

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