Buffon: «Juve favorita ma gli azzurri sono bravissimi nelle partite secche»

0

Al romanzone popolare, una storia di forti passioni di stampo quasi ottocentesco e d’avventura, mancava solo l’ultimo capitolo in Qatar. Gli azzurri e i bianconeri lo scriveranno stasera, e nella migliore tradizione del feuilleton dovrà essere un lieto fine. L’epilogo, tuttavia, non è affatto scontato: gli eroi non mancano e gli avversari neppure, c’è da battereil meglio non d’Italia ma forse anche d’Europa. E soprattutto Gigi Buffon, l’eroe dell’Italia e simbolo di questa Juventus degli imbattibili. «Noi abbiamo ancora fame, non è vero che non ce ne abbiamo più. Dopo la partenza di Conte volevamo dimostrare di non avere un certo tipo di dipendenza. E ci siamo riusciti perché la nostra è una squadra di giocatori navigati ». Ecco la Juve d’Arabia che sfida il Napoli. Ha sempre qualcosa da mostrare al mondo, mai una volta che faccia vedere un volto più rilassato. «Il Napoli nelle partite uniche è tra i top ten d’Europa. E Benitez è un maestro nel giocare le finali: sappiamo che non sarà facile, perché il Napoli non ha mai sfigurato in gare di questo genere. E non lo farà stasera». Ribadisce Buffon. Parole confermate da Massimiliano Allegri, velate persino da un briciolo di scaramanzia. È toscano, ma pare assai legato ai riti e alle frasi. «A Napoli sono legato da ricordi amari: l’anno della retrocessione e dell’addio di Ferlaino. Poi lo scorso anno, nell’ultima sfida, hanno vinto a San Siro. Non lo meritavamo neanche. Spero oggi di prendermi la rivincita». Non ha problemi il tecnico livornese a spiegare che Tevez dovrà attendere il Natale per tirare un po’ il fiato. «È stanco, lo so. Come lo sono altri. È stato assai determinante nelle prime sei-sette partite della stagione, spero che torni ad esserlo presto. Certo, non siamo dipendenti da lui». La dipendenze sembra il filo conduttore della conferenza della Juve: Buffon si scrolla di dosso la memoria di Conte, Allegri l’idea di una Juve che penda solo dalle labbra dell’Apache. Nessuno nella Juve ha sonno, nessuno sbadiglia. E sinceramente si fa fatica a pensare che sia diverso. «Temo il Napoli, poche sono in grado di scatenare il potenziale offensivo in maniera così devastante. Noi sappiamo questo e su questo stiamo lavorando: se non fanno sbavature, se non hanno cali di intensità difficile poterli battere». Ecco, il trucco è sempre lo stesso: passare la patata bollente agli altri. Allegri poi prende davvero di petto la sfida di Supercoppa. «È il nostro terzo obiettivo di questa parte iniziale della stagione:puntavamo ad essere primi alla sosta, puntavamo a qualificarci agli ottavi di Champions e ora puntiamo a questo trofeo». Non tutte le ciambelle vengono sempre con i buchi, dice il proverbio. Allegri lo sa. «Uno stimolo avere la possibilità di battere Benitez in una finale. Lui ne ha disputate davvero di importanti e può dire a tutti come si fa a gestire una partita unica».Un’alzata di testa, all’ultimo istante. Poi con Buffon ribadisce. «Abbiamo tre punti in più della Roma, non può farci che piacere. Significa una partita di vantaggio: non è poco, ma è meglio di niente». La conclusione è del portiere della Nazionale. «Le armi del Napoli sanno essere micidiali come poche altre in Italia. Siamo qui per dare spettacolo e Napoli e Juventus hanno tutti i numeri per regalare una partita divertente ». (Pino Taormina – Il Mattino) 

Al romanzone popolare, una storia di forti passioni di stampo quasi ottocentesco e d'avventura, mancava solo l'ultimo capitolo in Qatar. Gli azzurri e i bianconeri lo scriveranno stasera, e nella migliore tradizione del feuilleton dovrà essere un lieto fine. L'epilogo, tuttavia, non è affatto scontato: gli eroi non mancano e gli avversari neppure, c'è da battereil meglio non d'Italia ma forse anche d'Europa. E soprattutto Gigi Buffon, l'eroe dell'Italia e simbolo di questa Juventus degli imbattibili. «Noi abbiamo ancora fame, non è vero che non ce ne abbiamo più. Dopo la partenza di Conte volevamo dimostrare di non avere un certo tipo di dipendenza. E ci siamo riusciti perché la nostra è una squadra di giocatori navigati ». Ecco la Juve d'Arabia che sfida il Napoli. Ha sempre qualcosa da mostrare al mondo, mai una volta che faccia vedere un volto più rilassato. «Il Napoli nelle partite uniche è tra i top ten d'Europa. E Benitez è un maestro nel giocare le finali: sappiamo che non sarà facile, perché il Napoli non ha mai sfigurato in gare di questo genere. E non lo farà stasera». Ribadisce Buffon. Parole confermate da Massimiliano Allegri, velate persino da un briciolo di scaramanzia. È toscano, ma pare assai legato ai riti e alle frasi. «A Napoli sono legato da ricordi amari: l'anno della retrocessione e dell'addio di Ferlaino. Poi lo scorso anno, nell'ultima sfida, hanno vinto a San Siro. Non lo meritavamo neanche. Spero oggi di prendermi la rivincita». Non ha problemi il tecnico livornese a spiegare che Tevez dovrà attendere il Natale per tirare un po' il fiato. «È stanco, lo so. Come lo sono altri. È stato assai determinante nelle prime sei-sette partite della stagione, spero che torni ad esserlo presto. Certo, non siamo dipendenti da lui». La dipendenze sembra il filo conduttore della conferenza della Juve: Buffon si scrolla di dosso la memoria di Conte, Allegri l'idea di una Juve che penda solo dalle labbra dell'Apache. Nessuno nella Juve ha sonno, nessuno sbadiglia. E sinceramente si fa fatica a pensare che sia diverso. «Temo il Napoli, poche sono in grado di scatenare il potenziale offensivo in maniera così devastante. Noi sappiamo questo e su questo stiamo lavorando: se non fanno sbavature, se non hanno cali di intensità difficile poterli battere». Ecco, il trucco è sempre lo stesso: passare la patata bollente agli altri. Allegri poi prende davvero di petto la sfida di Supercoppa. «È il nostro terzo obiettivo di questa parte iniziale della stagione:puntavamo ad essere primi alla sosta, puntavamo a qualificarci agli ottavi di Champions e ora puntiamo a questo trofeo». Non tutte le ciambelle vengono sempre con i buchi, dice il proverbio. Allegri lo sa. «Uno stimolo avere la possibilità di battere Benitez in una finale. Lui ne ha disputate davvero di importanti e può dire a tutti come si fa a gestire una partita unica».Un'alzata di testa, all'ultimo istante. Poi con Buffon ribadisce. «Abbiamo tre punti in più della Roma, non può farci che piacere. Significa una partita di vantaggio: non è poco, ma è meglio di niente». La conclusione è del portiere della Nazionale. «Le armi del Napoli sanno essere micidiali come poche altre in Italia. Siamo qui per dare spettacolo e Napoli e Juventus hanno tutti i numeri per regalare una partita divertente ». (Pino Taormina – Il Mattino)