Erchie, Costiera Amalfitana, sulla home page del Corriere della sera il caso della cava ex-italsider

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Sulla home page del Corriere della Sera.it è comparso l’articolo: Il buco dimenticato nella roccia sulla Costiera Amalfitana

 

“Dietro quella cava che si vede nella foto, quello sbancamento che dà il senso di un’amputazione sul meraviglioso corpo della Costiera Amalfitana, c’è una piccola rivolta. Piccola perché tutto è piccolo, qui. La spiaggetta lunga poche decine di metri e larga solo qualche passo che è ai piedi della roccia, le stradine del centro, strette e arrampicate come quelle di Positano, le case, basse e bianche come si addice a un borgo di pescatori. Ma per quanto piccola – e soprattutto civile – la rivolta c’è. Perché gli abitanti di Erchie chiedono di potersi staccare dal comune di Maiori (di cui rappresentano una frazione) ed essere annessi a quello di Cetara, distante solo 900 metri. E uno dei motivi principali di questo desiderio di indipendenza, è proprio l’abbandono di questo territorio, che è troppo piccolo per avere una amministrazione propria, ma ha nella ex cava Italsider il suo più grosso problema.

IL BUCO NELLA ROCCIA – Quell’immenso buco nella roccia sta lì da anni e anni, e mai finora le amministrazioni che si sono succedute hanno preso in considerazione l’idea di riqualificare la zona. Sul perché ci sono opinioni discordanti tra gli stessi abitanti di Erchie. Da una parte c’è chi sostiene che tutto sia rimasto fermo in attesa del momento buono per far passare un progetto di edilizia che avrebbe riempito di cemento ciò che negli anni le escavatrici hanno svuotato, dall’altro c’è chi invece ritiene che il Comune di Maiori abbia imprigionato la zona in un piano regolatore che impedisce qualsiasi intervento, anche solo di rimboschimento. In ogni caso, comunque, l’idea che unisce gli erchietani è che le cose si risolverebbero se si diventasse parte del Comune di Cetara. Ci avevano già provato trent’anni fa quelli di un’altra generazione. Ora i loro figli e nipoti tornano alla carica.”

 (Fulvio Bufi) Corriere della Sera.it 08 08 2010                             inserito da redazione