Castellammare di Stabia. Venti metri di eternit a pochi passi dagli Scavi

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Castellammare di Stabia. Divide un terreno privato dalla strada, quella che porta agli Scavi di Stabiae. Il problema è che la divisione, lunga quasi venti metri, è composta da lastre di eternit. Da anni il materiale diventato illegale non viene rimosso da via Passeggiata Archeologica. Tutto questo a pochi passi dalle antiche ville romane, tra cui quella di villa Arianna. Basta fare cento metri a piedi o in macchina per ritrovarsi di fronte alle rovine dell’Antica Stabia. Alcune di queste lastre sono anche danneggiate e rischiano di sprigionare polveri sottili, che negli anni hanno procurato tantissime morti. Per fortuna parliamo di un tratto di strada che difficilmente viene percorso a piedi, ma in auto. Resta comunque l’allarme di alcuni residenti del posto per la presenza di eternit. Non sono mai stati presi provvedimenti sul caso, nemmeno sopralluogo da parte di nucleo ambientali presenti sul territorio cittadino. Un caso da non sottovalutare e che danneggia sempre di più gli Scavi dimenticati di Varano. Oltre al problema dell’abusivismo in un’area con vincoli archeologici molto stringenti. E’ infatti dei giorni scorsi la notizia del diniego della Soprintendenza ai Beni Culturali per effettuare un’analisi del sottosuolo attraverso il georadar, proprio per scoprire l’esistenza o meno di altri reperti archeologici sommersi, oltre a quelli già individuati e dove sono state costruite abitazioni e ristoranti. Questo vuol dire che non ci sono speranze per i fabbricati ricadenti nella zona rossa, vale a dire quella porzione individuata dalla Soprintendenza dove sicuramente sono stipati altri reperti archeologici. Secondo le stime dei comitati anti-abbattimento anche in questa zona ci sono ben 71 fabbricati che sono da abbattere in assenza dell’analisi del sottosuolo. Associazioni che hanno ormai perso ogni speranza di poter difendere le proprie case. A differenza degli altri abusi, quelli realizzati nella zona rossa di Varano sono aggravati dal vincolo archeologico. Non c’è altro da fare. E ora spunta anche il rischio ambientale nel quartiere collinare, in continuazione con il passato. Non è la prima scoperta nei pressi degli scavi di Varano. (Metropolis)  

Castellammare di Stabia. Divide un terreno privato dalla strada, quella che porta agli Scavi di Stabiae. Il problema è che la divisione, lunga quasi venti metri, è composta da lastre di eternit. Da anni il materiale diventato illegale non viene rimosso da via Passeggiata Archeologica. Tutto questo a pochi passi dalle antiche ville romane, tra cui quella di villa Arianna. Basta fare cento metri a piedi o in macchina per ritrovarsi di fronte alle rovine dell’Antica Stabia. Alcune di queste lastre sono anche danneggiate e rischiano di sprigionare polveri sottili, che negli anni hanno procurato tantissime morti. Per fortuna parliamo di un tratto di strada che difficilmente viene percorso a piedi, ma in auto. Resta comunque l’allarme di alcuni residenti del posto per la presenza di eternit. Non sono mai stati presi provvedimenti sul caso, nemmeno sopralluogo da parte di nucleo ambientali presenti sul territorio cittadino. Un caso da non sottovalutare e che danneggia sempre di più gli Scavi dimenticati di Varano. Oltre al problema dell’abusivismo in un’area con vincoli archeologici molto stringenti. E’ infatti dei giorni scorsi la notizia del diniego della Soprintendenza ai Beni Culturali per effettuare un’analisi del sottosuolo attraverso il georadar, proprio per scoprire l’esistenza o meno di altri reperti archeologici sommersi, oltre a quelli già individuati e dove sono state costruite abitazioni e ristoranti. Questo vuol dire che non ci sono speranze per i fabbricati ricadenti nella zona rossa, vale a dire quella porzione individuata dalla Soprintendenza dove sicuramente sono stipati altri reperti archeologici. Secondo le stime dei comitati anti-abbattimento anche in questa zona ci sono ben 71 fabbricati che sono da abbattere in assenza dell’analisi del sottosuolo. Associazioni che hanno ormai perso ogni speranza di poter difendere le proprie case. A differenza degli altri abusi, quelli realizzati nella zona rossa di Varano sono aggravati dal vincolo archeologico. Non c’è altro da fare. E ora spunta anche il rischio ambientale nel quartiere collinare, in continuazione con il passato. Non è la prima scoperta nei pressi degli scavi di Varano. (Metropolis)  

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