Il Napoli a Fuorigrotta passeggia contro un Parma modesto. Ma Zapata ha fatto meglio di Higuain

0

Se parte Henrique che andrà all’Internacional di Porto Alegre, arriverà già a gennaio al 100% dall’Aston Villa il difensore olandese Ron Vlaar, 29 anni.

Higuain forte ma Zapata ha fatto meglio.

Supercoppa, De Laurentiis fa cambiare l’orario

Il giovane arbitro Di Bello la prima volta che dirige il Napoli offre una prestazione giudiziosa e di qualità

Maggio: dovevamo riscattarci dopo il ko e onoreremo la maglia in Supercoppa

Duvan inventa il primo gol, Callejon si procura il rigore e Mertens lo trasforma 

Zapata Il migliore. Suo il gol che sblocca la partita, una rete dal valore altissimo perché consente al Napoli di allontanare i brutti pensieri per gli ultimi risultati negativi. Sfrutta al meglio la chanche che gli concede Benitez e dimostra di essere una valida alternativa per il reparto offensivo. Rete da centroavanti vero e altri spunti interessanti.

Miki De lucia per Positanonews

Va a segno ogni 71 minuti. Nessuno in casa Napoli ha una media gol migliore di Duvan Zapata. Con quello di ieri sera siamo a quattro reti in campionato su otto presenze. «Ma per me sono tutte uguali, non esiste una rete più bella della altre». Però la mette sempre dentro. Resta grezzo in alcune giocate ma la sua efficacia sotto rete è impressionante. Il gol al Parma ha spianato la strada al successo, stile vecchio centravanti. Anche questa volta Benitez lo ha schierato dal primo minuto, scelta dettata ovviamente dal turnover. Guai a parlare con il colombiano di un presunto dualismo. «Non esageriamo, Higuain è Higuain. Un elemento fondamentale per il Napoli e per le nostre giocate. Tutti lottiamo per un unico obiettivo, adesso quello che conta è recuperare il terreno perduto. Conti fatti alla mano, però, la squadra ha un altro peso offensivo con Zapata in campo, come dimostra la rete al Parma. Un gol di forza, stile vecchio centravanti. Lui non si sbilancia per niente, misura le parole, è fin troppo introverso. «Ognuno ha il suo modo di giocare, io cerco di mettere pressione ai difensori avversari e fare gol per il Napoli. Le mie caratteristiche sono queste e le offro al servizio dei compagni e dell’allenatore». Tenerlo fuori non è una scelta facile adesso. Il bomber colombiano guadagna consensi e il gradimento del pubblico.

I 28 mila del San Paolo lo hanno applaudito a lungo e in maniera convinta al momento della sostituzione. «Felice di piacere alla gente, io gioco e segno per la mia squadra». Higuain-Zapata è un tandem che stuzzica la fantasia di tifosi e critici, Benitez però non vuol saperne di giocare con entrambi dall’inizio. O l’uno o l’altro. A Duvan per il momento va bene così. «Ci mancherebbe, è l’allenatore che decide. Io devo soltanto aspettare il mio turno, come ho fattoin queste settimane. Ha voluto farmi giocare contro il Parma e ha avuto ragione, non posso permettermi il lusso di non farmi trovare pronto.

Il rimprovero di De Laurentiis e i cambi di Benitez hanno dato il loro effetto. A fine gara Benitez bacchetta Callejon 

Diamo un voto a Benitez, 6 penso che vada bene. Una vittoria che fa morale in vista della finale di Supercoppa contro la eterna rivale Juve.

Premiata la sua scelta di puntare su Zapata dall’inizio perché il colombiano si dimostra il migliore in campo. Indovinata anche la scelta di Gargano e buone risposte dall’inedita coppia centrale difensiva formata da Henrique e Britos. Il Parma è ultimo in classifica ma il Napoli fornisce una buona prestazione. Gli azzurri ritrovano il gol e soprattutto non ne subiscono. Ma, diciamolo, contro una squadra di valore modesto.

Avanti adagio, al trotto leggero. Ma il Napoli respira. Quattro giorni dopo il misfatto col Milan, il ritiro, la ramanzina alla squadra di De Laurentiis, il muro alzato dal presidente in difesa di Rafa («Chi tocca Benitez, tocca me»), il Napoli si rialza e ritrova una vittoria che in campionato latitava dal 9 novembre (1-0 a Firenze). In una serata in cui il tasto dell’autodistruzione, per fortuna, non lo schiaccia nessuno del Napoli. Un successo senza enorme fatica, ottenuto grazie a due strenne di Zapata e Mertens che evidentemente annusano l’odore delle feste, e il Napoli va. Benitez pure. E Rafa ritrova il sorriso. «È vero, la sfida con la Juventus è la partita più importante che ci resta da fare nel 2014… Pechino? Me ne hanno parlato tanto, per noi non sarà una rivincita ma la possibilità di poter vincere un titolo». Ancora acciaccato, ferito e un filino angosciato, ma si rialza.

E ci sta, anzi forse era scritto, che il 2-0 sia avviato da un gol del colombiano Zapata, che è il vice di Higuain, tra quelli più presi nel mirino negli ultimi tempi. Ovvio che la Supercoppa di lunedì abbia inciso sulle decisione. «Duvan sta facendo così bene che mi sta aiutando e non poco nella scelta di far riposare Higuain, che resta comunque un campione in grado di fare la differenza. 

Non escludo che si possano vedere insieme in futuro. Ma molto dipende anche da loro, dalle partite e dagli avversari». Ed era anche prevedibile che gli enormi problemi azzurri non svanissero d’un colpo, ma la vittoria è il lenitivo giusto, peraltro contro un avversario che dimostra davvero di attraversare un momento orribile. Immaginate una partita non proprio incantevole, frantumata in mille azioni che non si concludono mai, con i ducali che stanno male, anzi malissimo con un encefalogramma praticamente piatto. «Vincendo con il Parma, la squadra ha dimostrato che c’è ed ha fiducia. Abbiamo segnato due gol, ne avremmo potuti fare molti di più. C’era anche un rigore… In campo stanno succedendo cose che non capisco (si riferisce all’arbitraggio, ndr). Dal punto divista tattico lavoriamo per mantenere intensità e attenzione in difesa, tutti si sono comportati bene. Quando la squadra è compatta, è difficile per le altre squadre creare situazioni pericolose». Entrambe si portano dietro il peso (diverso) dei propri problemi, delle loro assenze, e il fardello cancella le qualità autentiche degli uomini in campo. In alcuni casi li imbruttisce, li fa sembrare tutti più in difficoltà di quanto ce ne siano per davvero.

E racconta il rimprovero a Callejon. «Abbiamo fatto degli errori in attacco, per esempio, José: ha qualità ma se non ha un angolo buono, deve passare la palla. Pensando a quello che è positivo per la squadra. Come per esempio nell’occasione del 3-0 avrebbe dovuto dare il pallone a Marek piuttosto che calciare in porta… E alla fine gliel’ho spiegato». Rafone poi però frena quando si parla del futuro. «Le squadre che mi hanno cercato? Un club e una nazionale. Se sarò ancora qui a fra un anno a farvi gli auguri di buon Natale? Non lo so… Adesso penso alla Supercoppa che è la prossima partita ed è dunque quella che più di tutte mi sta nel cuore. E nella testa».

Se parte Henrique che andrà all'Internacional di Porto Alegre, arriverà già a gennaio al 100% dall'Aston Villa il difensore olandese Ron Vlaar, 29 anni.

Higuain forte ma Zapata ha fatto meglio.

Supercoppa, De Laurentiis fa cambiare l’orario

Il giovane arbitro Di Bello la prima volta che dirige il Napoli offre una prestazione giudiziosa e di qualità

Maggio: dovevamo riscattarci dopo il ko e onoreremo la maglia in Supercoppa

Duvan inventa il primo gol, Callejon si procura il rigore e Mertens lo trasforma 

Zapata Il migliore. Suo il gol che sblocca la partita, una rete dal valore altissimo perché consente al Napoli di allontanare i brutti pensieri per gli ultimi risultati negativi. Sfrutta al meglio la chanche che gli concede Benitez e dimostra di essere una valida alternativa per il reparto offensivo. Rete da centroavanti vero e altri spunti interessanti.

Miki De lucia per Positanonews

Va a segno ogni 71 minuti. Nessuno in casa Napoli ha una media gol migliore di Duvan Zapata. Con quello di ieri sera siamo a quattro reti in campionato su otto presenze. «Ma per me sono tutte uguali, non esiste una rete più bella della altre». Però la mette sempre dentro. Resta grezzo in alcune giocate ma la sua efficacia sotto rete è impressionante. Il gol al Parma ha spianato la strada al successo, stile vecchio centravanti. Anche questa volta Benitez lo ha schierato dal primo minuto, scelta dettata ovviamente dal turnover. Guai a parlare con il colombiano di un presunto dualismo. «Non esageriamo, Higuain è Higuain. Un elemento fondamentale per il Napoli e per le nostre giocate. Tutti lottiamo per un unico obiettivo, adesso quello che conta è recuperare il terreno perduto. Conti fatti alla mano, però, la squadra ha un altro peso offensivo con Zapata in campo, come dimostra la rete al Parma. Un gol di forza, stile vecchio centravanti. Lui non si sbilancia per niente, misura le parole, è fin troppo introverso. «Ognuno ha il suo modo di giocare, io cerco di mettere pressione ai difensori avversari e fare gol per il Napoli. Le mie caratteristiche sono queste e le offro al servizio dei compagni e dell’allenatore». Tenerlo fuori non è una scelta facile adesso. Il bomber colombiano guadagna consensi e il gradimento del pubblico.

I 28 mila del San Paolo lo hanno applaudito a lungo e in maniera convinta al momento della sostituzione. «Felice di piacere alla gente, io gioco e segno per la mia squadra». Higuain-Zapata è un tandem che stuzzica la fantasia di tifosi e critici, Benitez però non vuol saperne di giocare con entrambi dall’inizio. O l’uno o l’altro. A Duvan per il momento va bene così. «Ci mancherebbe, è l’allenatore che decide. Io devo soltanto aspettare il mio turno, come ho fattoin queste settimane. Ha voluto farmi giocare contro il Parma e ha avuto ragione, non posso permettermi il lusso di non farmi trovare pronto.

Il rimprovero di De Laurentiis e i cambi di Benitez hanno dato il loro effetto. A fine gara Benitez bacchetta Callejon 

Diamo un voto a Benitez, 6 penso che vada bene. Una vittoria che fa morale in vista della finale di Supercoppa contro la eterna rivale Juve.

Premiata la sua scelta di puntare su Zapata dall'inizio perché il colombiano si dimostra il migliore in campo. Indovinata anche la scelta di Gargano e buone risposte dall'inedita coppia centrale difensiva formata da Henrique e Britos. Il Parma è ultimo in classifica ma il Napoli fornisce una buona prestazione. Gli azzurri ritrovano il gol e soprattutto non ne subiscono. Ma, diciamolo, contro una squadra di valore modesto.

Avanti adagio, al trotto leggero. Ma il Napoli respira. Quattro giorni dopo il misfatto col Milan, il ritiro, la ramanzina alla squadra di De Laurentiis, il muro alzato dal presidente in difesa di Rafa («Chi tocca Benitez, tocca me»), il Napoli si rialza e ritrova una vittoria che in campionato latitava dal 9 novembre (1-0 a Firenze). In una serata in cui il tasto dell'autodistruzione, per fortuna, non lo schiaccia nessuno del Napoli. Un successo senza enorme fatica, ottenuto grazie a due strenne di Zapata e Mertens che evidentemente annusano l'odore delle feste, e il Napoli va. Benitez pure. E Rafa ritrova il sorriso. «È vero, la sfida con la Juventus è la partita più importante che ci resta da fare nel 2014… Pechino? Me ne hanno parlato tanto, per noi non sarà una rivincita ma la possibilità di poter vincere un titolo». Ancora acciaccato, ferito e un filino angosciato, ma si rialza.


E ci sta, anzi forse era scritto, che il 2-0 sia avviato da un gol del colombiano Zapata, che è il vice di Higuain, tra quelli più presi nel mirino negli ultimi tempi. Ovvio che la Supercoppa di lunedì abbia inciso sulle decisione. «Duvan sta facendo così bene che mi sta aiutando e non poco nella scelta di far riposare Higuain, che resta comunque un campione in grado di fare la differenza. 

Non escludo che si possano vedere insieme in futuro. Ma molto dipende anche da loro, dalle partite e dagli avversari». Ed era anche prevedibile che gli enormi problemi azzurri non svanissero d'un colpo, ma la vittoria è il lenitivo giusto, peraltro contro un avversario che dimostra davvero di attraversare un momento orribile. Immaginate una partita non proprio incantevole, frantumata in mille azioni che non si concludono mai, con i ducali che stanno male, anzi malissimo con un encefalogramma praticamente piatto. «Vincendo con il Parma, la squadra ha dimostrato che c'è ed ha fiducia. Abbiamo segnato due gol, ne avremmo potuti fare molti di più. C'era anche un rigore… In campo stanno succedendo cose che non capisco (si riferisce all'arbitraggio, ndr). Dal punto divista tattico lavoriamo per mantenere intensità e attenzione in difesa, tutti si sono comportati bene. Quando la squadra è compatta, è difficile per le altre squadre creare situazioni pericolose». Entrambe si portano dietro il peso (diverso) dei propri problemi, delle loro assenze, e il fardello cancella le qualità autentiche degli uomini in campo. In alcuni casi li imbruttisce, li fa sembrare tutti più in difficoltà di quanto ce ne siano per davvero.

E racconta il rimprovero a Callejon. «Abbiamo fatto degli errori in attacco, per esempio, José: ha qualità ma se non ha un angolo buono, deve passare la palla. Pensando a quello che è positivo per la squadra. Come per esempio nell'occasione del 3-0 avrebbe dovuto dare il pallone a Marek piuttosto che calciare in porta… E alla fine gliel’ho spiegato». Rafone poi però frena quando si parla del futuro. «Le squadre che mi hanno cercato? Un club e una nazionale. Se sarò ancora qui a fra un anno a farvi gli auguri di buon Natale? Non lo so… Adesso penso alla Supercoppa che è la prossima partita ed è dunque quella che più di tutte mi sta nel cuore. E nella testa».