Ai botteghini prevale il disamore per il Napoli, l’anno nero di spettatori e incassi

0

C’è solo Napoli-Parma per chiudere l’annus horribilis del botteghino del Napoli. Il 2014, inteso come anno solare, passa agli archivi della società di De Laurentiis come il peggiore da cinque anni a questa parte, vale a dire da quando il Napoli gioca stabilmente in Europa. Il cassiere azzurro ha staccato poco più di 883mila biglietti per un incasso di 15,5 milioni in 26 gare tra Campionato (da aggiungere Napoli-Parma), Coppe europee e Coppa Italia. Bisogna risalire al 2009, ma con sette partite in meno giocate, per trovare un dato peggiore con 21 gare, 770mila spettatori e 14 milioni di incasso. Scende la media presenze al San Paolo con 33.000 spettatori per un 2014 che ha avuto il suo top alla prima partita dell’anno, il 6 gennaio contro la Sampdoria (56.225) e una politica di prezzi studiata per le famiglie. La cosa che è infatti il leit motiv di tutto l’anno solare azzurro è il rapporto prezzo partita-spettatore. Vale a dire che il match di richiamo, con prezzi più alti, non si traduce automaticamente con più presenze allo stadio. Un esempio. Napoli-Roma (2-0) attesissima all’ombra del Vesuvio, ha portato solo 30.000 spettatori al San Paolo per un incasso di 733.853 euro. Stesso incasso di Napoli-Cagliari con prezzi notevolmente inferiori e spettatori aumentati di un terzo (45.000). La cavalcata di Coppa Italia ha fatto sempre staccare 42.000 biglietti che si giocasse contro l’Atalanta (5 euro la curva), contro la Lazio (8 euro) o contro la Roma (20 euro). Il 2014 passerà alla storia anche per la partita dello stadio vuoto ma rallegrato dalla presenza di migliaia di bambini per l’ultima di campionato casalinga del 18 maggio. Stadio squalificato per i fatti di Fiorentina-Napoli finale di Coppa Italia. Nei distinti bambini delle scuole. Tanta passione e cinque gol al Verona. Che 2015 ci aspetta? Intanto è marcia di avvicinamento ai 10 milioni di spettatori nell’era De Laurentiis. In 249 partite ufficiali giocate in casa (4 a porte chiuse, una a Cava de’ Tirreni, una a Giugliano) siamo a quota 9.030.898 per 166 milioni d’incasso. Il top sono sempre tre partite di serie C, le prime due contro l’Avellino nel 2004 e 2005 con 64.000 (0-0) e 63.000 (0-0) spettatori. La terza è contro la Reggiana. Un monday night (2-0) da 62.000 spettatori. Impossibile ritornare a quei tempi vista l’inibizione del terzo anello del San Paolo che ha portato la capienza a 60.240 spettatori raggiunti per Napoli-Juve del 2011 e Napoli-Roma del 2009. Non vanno meglio le cose sugli abbonamenti con il Napoli che ha staccato poco più di 8.000 tessere, il dato peggiore da quando la società è stata rilevata dal produttore cinematografico. Senza scomodare gli anni di Maradona e di Savoldi (70.405, stagione 1975-76, neanche Diego riuscì ad arrivare a tanto), il cassiere azzurro ha staccato il top di tessere nel 2007/08, anno del ritorno in serie A con 22.582 carnet venduti. Poi una costante discesa con un sussulto nel primo anno di Champions (2011-12) con 15.000 abbonamenti. Per quanto riguarda questo inizio di stagione il Napoli, con poco più di 30.000 spettatori è settimo nella media di riempimento degli stadi dietro Milan (45.000), Roma, Juve, Fiorentina, Inter e Lazio. E per una tifoseria come quella partenopea che si professa tra le più affezionate alla propria squadra del cuore sono lontani anni luce i risultati del Borussia Dortmund che porta una media di 80.259 spettatori allo stadio nonostante il suo terzultimo posto in classifica, ad un punto dal fondo, che significa lottare per rimanere in Bundesliga. (Gianluca Agata – Il Mattino)   

C’è solo Napoli-Parma per chiudere l’annus horribilis del botteghino del Napoli. Il 2014, inteso come anno solare, passa agli archivi della società di De Laurentiis come il peggiore da cinque anni a questa parte, vale a dire da quando il Napoli gioca stabilmente in Europa. Il cassiere azzurro ha staccato poco più di 883mila biglietti per un incasso di 15,5 milioni in 26 gare tra Campionato (da aggiungere Napoli-Parma), Coppe europee e Coppa Italia. Bisogna risalire al 2009, ma con sette partite in meno giocate, per trovare un dato peggiore con 21 gare, 770mila spettatori e 14 milioni di incasso. Scende la media presenze al San Paolo con 33.000 spettatori per un 2014 che ha avuto il suo top alla prima partita dell’anno, il 6 gennaio contro la Sampdoria (56.225) e una politica di prezzi studiata per le famiglie. La cosa che è infatti il leit motiv di tutto l’anno solare azzurro è il rapporto prezzo partita-spettatore. Vale a dire che il match di richiamo, con prezzi più alti, non si traduce automaticamente con più presenze allo stadio. Un esempio. Napoli-Roma (2-0) attesissima all’ombra del Vesuvio, ha portato solo 30.000 spettatori al San Paolo per un incasso di 733.853 euro. Stesso incasso di Napoli-Cagliari con prezzi notevolmente inferiori e spettatori aumentati di un terzo (45.000). La cavalcata di Coppa Italia ha fatto sempre staccare 42.000 biglietti che si giocasse contro l’Atalanta (5 euro la curva), contro la Lazio (8 euro) o contro la Roma (20 euro). Il 2014 passerà alla storia anche per la partita dello stadio vuoto ma rallegrato dalla presenza di migliaia di bambini per l’ultima di campionato casalinga del 18 maggio. Stadio squalificato per i fatti di Fiorentina-Napoli finale di Coppa Italia. Nei distinti bambini delle scuole. Tanta passione e cinque gol al Verona. Che 2015 ci aspetta? Intanto è marcia di avvicinamento ai 10 milioni di spettatori nell’era De Laurentiis. In 249 partite ufficiali giocate in casa (4 a porte chiuse, una a Cava de’ Tirreni, una a Giugliano) siamo a quota 9.030.898 per 166 milioni d'incasso. Il top sono sempre tre partite di serie C, le prime due contro l'Avellino nel 2004 e 2005 con 64.000 (0-0) e 63.000 (0-0) spettatori. La terza è contro la Reggiana. Un monday night (2-0) da 62.000 spettatori. Impossibile ritornare a quei tempi vista l’inibizione del terzo anello del San Paolo che ha portato la capienza a 60.240 spettatori raggiunti per Napoli-Juve del 2011 e Napoli-Roma del 2009. Non vanno meglio le cose sugli abbonamenti con il Napoli che ha staccato poco più di 8.000 tessere, il dato peggiore da quando la società è stata rilevata dal produttore cinematografico. Senza scomodare gli anni di Maradona e di Savoldi (70.405, stagione 1975-76, neanche Diego riuscì ad arrivare a tanto), il cassiere azzurro ha staccato il top di tessere nel 2007/08, anno del ritorno in serie A con 22.582 carnet venduti. Poi una costante discesa con un sussulto nel primo anno di Champions (2011-12) con 15.000 abbonamenti. Per quanto riguarda questo inizio di stagione il Napoli, con poco più di 30.000 spettatori è settimo nella media di riempimento degli stadi dietro Milan (45.000), Roma, Juve, Fiorentina, Inter e Lazio. E per una tifoseria come quella partenopea che si professa tra le più affezionate alla propria squadra del cuore sono lontani anni luce i risultati del Borussia Dortmund che porta una media di 80.259 spettatori allo stadio nonostante il suo terzultimo posto in classifica, ad un punto dal fondo, che significa lottare per rimanere in Bundesliga. (Gianluca Agata – Il Mattino)