Castellammare di Stabia. Fuoco al palazzo degli immigrati l’ombra del clan. L’edificio fu sequestrato ai D’Alessandro

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Castellammare di Stabia. Fiamme al centro di accoglienza per migranti: nella tarda serata di lunedì ignoti hanno appiccato un incendio e nel fuggi fuggi generale un 20enne di nazionalità nigeriana è rimasto ferito cadendo da diversi metri di altezza. La struttura, nel cuore del centro storico in una palazzina una volta appartenuta e poi confiscata a esponenti del clan camorristico dei D’Alessandro, ha subito molti danni. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco e i carabinieri. Diverse le ipotesi al vaglio degli inquirenti che stanno approfondendo le indagini in queste ore: l’incendio doloso potrebbe essere riconducibile a una bravata che poteva tramutarsi in tragedia oppure potrebbe essere collegato all’intensa attività di spaccio di droga tra le stradine del quartiere. Meno battuta, invece, la pista della xenofobia nei confronti dei migranti e quindi dei volontari che si occupano della struttura aperta ormai da oltre sette anni e la cui attività è sempre andata avanti senza episodi di intolleranza. L’attività di spaccio, invece, è in forte espansione negli ultimi mesi nonostante la controffensiva delle forze dell’ordine. La presenza dei volontari e dei migranti del centro di accoglienza «Asharam Santa Caterina» disturberebbe i narcotraffici, senza contare il fatto che la palazzina simboleggia la vittoria della società civile sulla camorra. Il gravissimo episodio è avvenuto alle 22 circa di lunedì. Poco prima che scoppiasse il rogo sembra ci sia stato un particolare via vai nella zona, segno che qualcosa si stava muovendo. Ad essere incendiati sono stati dei cumuli di rifiuti, per lo più legno e plastica, che il personale del centro aveva riposto nei pressi della prima rampa di scale, all’interno del portoncino, in attesa del giorno prestabilito per la raccolta differenziata dei rifiuti. Il fuoco ha divorato questi materiali in pochi minuti e il fumo ha invaso velocemente i piani superiori rendendo l’aria irrespirabile. Gli ospiti del centro, un centinaio di govani nigeriani, tutti tra i 18 e i 28 anni di età, erano in procinto di andare a dormire quando hanno sentito l’odore di fumo. Si è quindi scatenato il panico tra i ragazzi a causa della densa coltre di fumo nero proveniente dalle scale che, insieme al riverbero delle fiamme, precludeva loro l’unica apparente via di fuga. I migranti sono perciò scappati sulle pensiline per raggiungere gli altri palazzi ed una vicina in particolare, resasi conto del pericolo, ha aiutato i ragazzi a scavalcare la sua ringhiera ed a saltare nella finestra della sua abitazione per metterli in salvo. Purtroppo, però, nella concitazione generale un 20enne è caduto da oltre quattro metri di altezza. A quel punto sono giunti i vigili del fuoco, il personale del 118 e i carabinieri della compagnia di Castellammare, diretti dal capitano Gianpaolo Greco e dal tenente Carlo Santarpia. Il giovane ferito è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale «San Leonardo» di Castellammare. Qui i medici gli hanno riscontrato la frattura di un osso del gomito oltre ad altre escoriazioni e contusioni dichiarandolo guaribile in trenta giorni. Il 20enne ieri è stato anche sottoposto ad intervento chirurgico. La palazzina, invece, ha subito danni alle pareti e alla pavimentazione e solo il rapido intervento dei soccorsi ha impedito che la vicenda assumesse contorni ancor più gravi. Ieri mattina, inoltre, i responsabili della «Casa della Pace e la Non violenza», ovvero l’associazione che gestisce il centro Asharam, hanno sporto denuncia alla compagnia dei carabinieri stabiesi. I militari hanno aperto un’inchiesta sull’accaduto senza escludere alcuna pista ed indagando anche tra il passato ed il presente del centro per migranti. Nelle prossime ore le autorità potrebbero anche visionare alcuni filmati della videosorveglianza dell’area di Santa Caterina, non molti per la verità, a caccia di qualche indizio utile per la risoluzione del caso. Da ricordare che proprio i carabinieri negli ultimi tempi hanno messo a ferro e a fuoco il rione alla ricerca di armi e droga e documentando moltissimi episodi di spaccio sia in strada sia tra le mura domestiche che hanno portato all’arresto di decine di persone. (Francesco Ferrigno – Il Mattino)   

Castellammare di Stabia. Fiamme al centro di accoglienza per migranti: nella tarda serata di lunedì ignoti hanno appiccato un incendio e nel fuggi fuggi generale un 20enne di nazionalità nigeriana è rimasto ferito cadendo da diversi metri di altezza. La struttura, nel cuore del centro storico in una palazzina una volta appartenuta e poi confiscata a esponenti del clan camorristico dei D’Alessandro, ha subito molti danni. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco e i carabinieri. Diverse le ipotesi al vaglio degli inquirenti che stanno approfondendo le indagini in queste ore: l’incendio doloso potrebbe essere riconducibile a una bravata che poteva tramutarsi in tragedia oppure potrebbe essere collegato all’intensa attività di spaccio di droga tra le stradine del quartiere. Meno battuta, invece, la pista della xenofobia nei confronti dei migranti e quindi dei volontari che si occupano della struttura aperta ormai da oltre sette anni e la cui attività è sempre andata avanti senza episodi di intolleranza. L’attività di spaccio, invece, è in forte espansione negli ultimi mesi nonostante la controffensiva delle forze dell’ordine. La presenza dei volontari e dei migranti del centro di accoglienza «Asharam Santa Caterina» disturberebbe i narcotraffici, senza contare il fatto che la palazzina simboleggia la vittoria della società civile sulla camorra. Il gravissimo episodio è avvenuto alle 22 circa di lunedì. Poco prima che scoppiasse il rogo sembra ci sia stato un particolare via vai nella zona, segno che qualcosa si stava muovendo. Ad essere incendiati sono stati dei cumuli di rifiuti, per lo più legno e plastica, che il personale del centro aveva riposto nei pressi della prima rampa di scale, all’interno del portoncino, in attesa del giorno prestabilito per la raccolta differenziata dei rifiuti. Il fuoco ha divorato questi materiali in pochi minuti e il fumo ha invaso velocemente i piani superiori rendendo l’aria irrespirabile. Gli ospiti del centro, un centinaio di govani nigeriani, tutti tra i 18 e i 28 anni di età, erano in procinto di andare a dormire quando hanno sentito l’odore di fumo. Si è quindi scatenato il panico tra i ragazzi a causa della densa coltre di fumo nero proveniente dalle scale che, insieme al riverbero delle fiamme, precludeva loro l’unica apparente via di fuga. I migranti sono perciò scappati sulle pensiline per raggiungere gli altri palazzi ed una vicina in particolare, resasi conto del pericolo, ha aiutato i ragazzi a scavalcare la sua ringhiera ed a saltare nella finestra della sua abitazione per metterli in salvo. Purtroppo, però, nella concitazione generale un 20enne è caduto da oltre quattro metri di altezza. A quel punto sono giunti i vigili del fuoco, il personale del 118 e i carabinieri della compagnia di Castellammare, diretti dal capitano Gianpaolo Greco e dal tenente Carlo Santarpia. Il giovane ferito è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale «San Leonardo» di Castellammare. Qui i medici gli hanno riscontrato la frattura di un osso del gomito oltre ad altre escoriazioni e contusioni dichiarandolo guaribile in trenta giorni. Il 20enne ieri è stato anche sottoposto ad intervento chirurgico. La palazzina, invece, ha subito danni alle pareti e alla pavimentazione e solo il rapido intervento dei soccorsi ha impedito che la vicenda assumesse contorni ancor più gravi. Ieri mattina, inoltre, i responsabili della «Casa della Pace e la Non violenza», ovvero l’associazione che gestisce il centro Asharam, hanno sporto denuncia alla compagnia dei carabinieri stabiesi. I militari hanno aperto un’inchiesta sull’accaduto senza escludere alcuna pista ed indagando anche tra il passato ed il presente del centro per migranti. Nelle prossime ore le autorità potrebbero anche visionare alcuni filmati della videosorveglianza dell’area di Santa Caterina, non molti per la verità, a caccia di qualche indizio utile per la risoluzione del caso. Da ricordare che proprio i carabinieri negli ultimi tempi hanno messo a ferro e a fuoco il rione alla ricerca di armi e droga e documentando moltissimi episodi di spaccio sia in strada sia tra le mura domestiche che hanno portato all’arresto di decine di persone. (Francesco Ferrigno – Il Mattino)   

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