Vico Equense: Coltivazione di marijuana, scoperta una piantagione tra Pacognano e Patierno.

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Vico Equense: Sequestrata piantagione di canapa indiana.

di Vincenzo Maresca.

Vico Equense. Scoperta una nuova piantagione di marijuana lungo le pendici delle frazioni collinari del territorio equano che si snodano verso il massiccio del Monte Faito dove i carabinieri della stazione di Vico Equense diretti dal maresciallo Antonio Lezzi e coordinati dal capitano Massimo De Bari della compagnia dell’Arma di Sorrento si sono imbattuti in una estesa coltivazione di canapa indiana. Occultate tra la folta vegetazione i carabinieri hanno rinvenuto la presenza di 280 esemplari di “cannabis indica” mediamente di un metro di altezza per un totale di circa 110 chilogrammi. Immesse sul mercato le dosi di marijuana che si ricavano dagli esemplari di canapa indica avrebbero fruttato un valore di oltre 100mila euro. L’intera piantagione si trovava tra le località di Pacognano e Patierno, ben curata ed innaffiata quotidianamente, dove cresceva rigogliosa grazie anche alle particolari condizioni climatiche della zona con un caldo-umido che favorisce nascita e crescita di questo particolare tipo di pianta. L’intero quantitativo è stato posto sotto sequestro e successivamente distrutto su ordinanza emessa dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Si tratta della seconda piantagione di canapa indiana rinvenuta nell’area dopo quella del 20 luglio corso con i carabinieri che avevano posto sotto sequestro altri 180 esemplari che vegetavano accuratamente in un terreno a precipizio del Monte Faito dove la malavita organizza sistematiche coltivazioni illegali di piante da cui ricavare dosi di marijuana da immettere sul mercato dei tossicodipendenti compreso tra l’area stabiese e la penisola sorrentina. Spesso le piantagioni vengono affidate ad agricoltori e braccianti agricoli che si prendono cura delle piante grazie ad un sistema di irrigazione anche manuale che assicurano alla canapa l’esatto fabbisogno giornaliero di acqua. Mimetizzate tra agrumeti  e coltivazioni di pomodori, peperoni ed altro le piantine di canapa indiana vengono spesso seminate da braccianti assunti da proprietari di fondi agricoli che il più delle volte sono ignari della coltivazione abusiva di un prodotto che sul mercato rende sicuramente cifre maggiori di frutta ed ortaggi. Ulteriori controlli sono previsti nel corso dell’intera estate in un’area molto estesa che favorisce la crescita della canapa indiana grazie ad un clima favorevole che rende il Monte Faito alla stregua di un piccolo paradiso giamaicano. Appena due giorni fa una tonnellata e mezza di canapa indiana era stata sequestrata in tre aree tra Castellammare di Stabia, Lettere e Casola con due grosse piantagioni sequestrate sul versante stabiese del Monte Faito dove su terreno demaniale erano state coltivate oltre 300 piante per oltre 6 quintali di peso.