Belgioioso, Zanardi aiuta Susanna per l’arto artificiale

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Il pilota Alex Zanardi

BELGIOIOSO. «Forza Susanna, ce la farai». C’è anche Alex Zanardi in prima fila ad incoraggiare Susanna Frizzarin, la studentessa che aveva perso il braccio destro nell’ottobre scorso mentre cercava di prendere il treno a Codogno.

 

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Si aggrappa al treno e perde il braccio

Studentessa di 18 anni di Belgioioso ricoverata in gravi condizioni, l’incidente mentre tornava a casa da scuola

 

Il pilota e campione paraolimpico di handbike, non solo è vicino alla ragazza con le parole. L’associazione di cui è fondatore, la Bimbingamba, ha donato 4 mila euro come contributo alla campagna promossa dal Comune e dalla parrocchia per raccogliere i fondi che servono per la protesi, il cui il costo si aggira sui 40/50 mila euro.

«Nei momenti più duri della vita, ci sta anche la fase in cui ti piangi addosso e ti chiedi perchè sia successo proprio a te – spiega il campione bolognese –. E’ normale che ti passino tutti questi pensieri per la testa. Ma non bisogna mai arrendersi. Quegli attimi poi passano e devi pensare a riprendere daccapo». L’associazione di Zanardi aiuterà la studentessa di Belgioioso anche per l’operazione e la riabilitazione. «Lo scopo della fondazione è essere a fianco delle persone giovani che hanno subito questo tipo di traumi e non hanno i mezzi per potersi pagare le cure» spiega ancora il campione di automobilismo. Nonostante la sua storia, il simbolo che oggi rappresenta, Zanardi si schernisce: «Non voglio essere un punto di riferimento per nessuno, ma se il mio esempio può servire a Susanna per non abbattersi, per mettercela tutta e continuare a lottare, ebbene ne sono orgoglioso».

 

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Belgioioso, raccolta fondi per aiutare Susanna

Due mesi fa la ragazza perse il braccio in un incidente ferroviario a Codogno

 

L’associazione fondata dal campione di automobilismo e handbike realizza protesi per i bambini che hanno subito amputazioni e che non possono usufruire dell’assistenza sanitaria. Sono bambini che provengono da ogni parte del mondo e hanno perso uno o più arti per incidenti, malattie o per lesioni provocate da esplosioni o armi da fuoco in zone di guerra. Ma non solo. I ragazzi vengono assistiti durante tutta la loro permanenza in Italia anche dal punto di vista logistico. Ad oggi sono stati trattati oltre 100 bambini amputati. «Io sono solo il personaggio di riferimento, ma il vero lavoro poi lo fanno le tante persone meravigliose che lavorano all’interno dell’associazione e aiutano ragazzi e famiglie in questi momenti terribili – conclude Zanardi –. Spero che anche Susanna riesca a trasformare il suo dramma in un’opportunità. Anzi sono sicuro che lo farà».

DI GIOVANNI SCARPA LA PROVINCIA PAVESE 

Il pilota Alex ZanardiIl pilota Alex Zanardi

BELGIOIOSO. «Forza Susanna, ce la farai». C’è anche Alex Zanardi in prima fila ad incoraggiare Susanna Frizzarin, la studentessa che aveva perso il braccio destro nell'ottobre scorso mentre cercava di prendere il treno a Codogno.

 

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Il pilota e campione paraolimpico di handbike, non solo è vicino alla ragazza con le parole. L’associazione di cui è fondatore, la Bimbingamba, ha donato 4 mila euro come contributo alla campagna promossa dal Comune e dalla parrocchia per raccogliere i fondi che servono per la protesi, il cui il costo si aggira sui 40/50 mila euro.

«Nei momenti più duri della vita, ci sta anche la fase in cui ti piangi addosso e ti chiedi perchè sia successo proprio a te – spiega il campione bolognese –. E’ normale che ti passino tutti questi pensieri per la testa. Ma non bisogna mai arrendersi. Quegli attimi poi passano e devi pensare a riprendere daccapo». L’associazione di Zanardi aiuterà la studentessa di Belgioioso anche per l’operazione e la riabilitazione. «Lo scopo della fondazione è essere a fianco delle persone giovani che hanno subito questo tipo di traumi e non hanno i mezzi per potersi pagare le cure» spiega ancora il campione di automobilismo. Nonostante la sua storia, il simbolo che oggi rappresenta, Zanardi si schernisce: «Non voglio essere un punto di riferimento per nessuno, ma se il mio esempio può servire a Susanna per non abbattersi, per mettercela tutta e continuare a lottare, ebbene ne sono orgoglioso».

 

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DI GIOVANNI SCARPA LA PROVINCIA PAVESE