Crisi Napoli. In questo momento non serve il cambio di allenatore ma tre acquisti mirati e scossa alla squadra

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Rafa Benitez e giocatori sotto processo. Nel mirino dei tifosi finiscono anche Higuain, Albiol e Callejon. Il Pipita si sente declassato. I giocatori
pensano già a quando andranno via. Al Napoli manca un vero leader, poteva esserlo Marek ma purtroppo non è cosi. Hamsik ha cominciato a giocare male da quando Cavani è andato via, combattuto tra il sentimentalismo della maglia e l’ambizione di cambiare casacca, fare più soldi e carriera in Europa come Edinson. Il Napoli poteva anche giocarsi il campionato, ma ad ogni partita il chiacchiericcio di sempre e l’ansia di prestazione rovinano tutto.

Miki De Lucia per positanonews

Benitez non cambia. Sempre e  comunque lo stesso modulo, il 4-2-3-1, cioè lo schema di gioco che ha proposto nella sua carriera, dagli anni spagnoli a quelli inglesi e in questo primo anno e mezzo di Napoli. Un sistema proposto sempre, al dil à delle caratteristiche dell’avversario e dello stato di forma degli azzurri. Gli uomini devono adattarsi al gioco e non viceversa. Portare avanti un’unica filosofia rafforza le convinzioni quando arrivano i risultati e le prestazioni. Si crea però un effetto boomerang in presenza di crisi di gioco e di risultati, fase che il Napoli sta vivendo in maniera chiara dopo la sosta. Qualche correttivo in momenti come questi sarebbe utile, evidente ad esempio che in questo momento più che l’Higuain isolato in attacco funziona la formula con la doppia punta centrale, quella con il Pipita affiancato dal motivatissimo Zapata. «Più che il modulo in sè, l’idea di gioco molte volte non mi convince. Più che al 4-4-2 con Higuain e Zapata, una formula estemporanea da finale di  partite, mi affiderei in determinate partite al 4-3-3 con Higuain centrale e Callejon-Mertens sui lati. Hamsik in questo caso potrebbe abbassarsi a
centrocampo fondamentale, un’interpretazione molto più aggressiva che il Napoli ha mostrato solo due volte quest’anno: contro Roma e Fiorentina.

 Al Napoli manca un leader vero, in questo senso è pesata tantissimo la mancanza di Pepe Reina, il vero trascinatore l’anno scorso degli azzurri sia in campionato che in Champions League. Una questione non solo tecnica, una prerogativa caratteriale che non appartiene a tutti, per certi versi innata. Leader è colui che trascina gli altri e non si abbatte nei momenti di difficoltà, anzi proprio nelle fasi in cui gira tutto storto riesce a caricare gli altri. L’azzurro più rappresentativo è Higuain, un attaccante dalle grandi qualità tecniche ma anche lui si lascia travolgere dagli eventi negativi. Il Pipita a Milano e non solo ha mostrato più frustrazione che rabbia propositiva. «Higuain è un grande attaccante, l’azzurro di maggiore personalità perchè abituato da anni a giocare a grandi livelli. Ma neanche lui è un leader, anche perché difficilmente un attaccante lo è. Giocatori di questo tipo in genere emergono a centrocampo, oppure al centro della difesa. In questo senso il Napoli è scoperto». Nel Napoli se non è leader Higuain chiaramente non può esserlo Callejon, oppure Albiol, gli altri due ex compagni del Real Madrid. L’anno scorso il vuoto era colmato da  Reina, il vero allenatore in campo: la sua assenza pesa tantissimo non solo da un punto divista tecnico, considerato il rendimento avuto finora da Rafael.

Il Napoli sta pagando a carissimo prezzo le scelte di mercato estive. Rispetto all’anno scorso gli azzurri avevano bisogno di rifornzarsi in difesa e a centrocampo ma ciò non è avvenuto. In difesa Koulibaly, un giovane difensore promettente in chiave futura, ha sostituito Fernandez, ceduto allo Swansea. Non è arrivato quindi il difensore di spessore in grado di innalzare il tasso di esperienza e di qualità dell’intero reparto. Passo indietro evidente anche a centrocampo. Il Napoli aveva bisogno di inserire un elemento di grande qualità, un vero e proprio playmaker, che nonostante i grandi nomi circolati in estate non è mai arrivato. L’acquisto è stato lo spagnolo David  Lopez, preso per sostituire Behrami, la cui assenza si avverte in termini di grinta e carattere. Gargano, rientrato a  Napoli per fine prestito, ha arricchito numericamente il reparto perché Rafa ha in organico un mediano in più. «Nel Napoli si avverte la mancanza di un giocatore di qualità a centrocampo e di uno o due difensori centrali di spessore. Sul mercato per me urge intervenire soprattutto in questi settori perché in attacco gli azzurri hanno qualità anche se nell’ultima fase stanno segnando meno.

Il problema numero uno è la difesa. Si succedono a ritmo decisamente preoccupante gli errori di singoli e di reparto. Sul primo gol del Milan, sulla giocata perfetta di Bonaventura e Menez, prima Albiol che è uscito incautamente fuori zona sbagliando l’anticipo sul trequartista e poi Mesto e Koulibaly, che si sono fatti ingannare dalla giocata del francese, hanno commesso errori gravissimi. Distrazione pesante anche sulla seconda rete rossonera: Mesto concede troppa libertà al cross di Armero, Albiol è fuori posizione a centro area, Koulibaly e Jorginho si sono fatti sorprendere nello stacco di Bonaventura. «La fase difensiva del Napoli non è certo da grandissima squadra, un problema evidente». I numeri condannano in maniera chiara la fase difensiva del Napoli. Venti gol subiti, più del doppio della Juventus, la peggiore delle prime otto della serie A. Nelle prime quindici giornate hanno avuto un curriculum peggiore del Napoli soltanto le ultime tre (Cagliari, Cesena e Parma), il Verona e il Palermo, l’Empoli e l’Inter. Un problema che riguarda non solo i difensori, ma anche i centrocampisti e gli attaccanti che non partecipano sempre al top alla fase di non possesso del Napoli.

La mancanza di qualità a centrocampo è uno dei problemi più evidenti del Napoli di Benitez. Troppo acerbo Jorginho, discrete qualità tecniche ma ancora non pronto per un club di prima fascia che vuole lottare per il vertice in Italia e in Europa. Utile in fase di non possesso, da schermo protettivo davanti alla difesa, decisamente in difficoltà nella fase di costruzione anche nei passaggi apparentemente più elementari. Grande agonismo di Gargano, quello che più di tutti riesce a recuperare palloni ma fisicità e qualità non sono i suoi punti di forza. Tra i quattro centrocampisti azzurri il più adatto alla doppia fase è Inler, lo svizzero che disegna geometrie e contrasta anche se a ritmi non esattamente vertiginosi. Manca un playmaker vero, un elemento che sappia realmente garantire il salto di qualità per il reparto e far girare tutta la squadra intorno a sè. «Al Napoli manca un vero playmaker, un regista, un tipo di giocatore essenziale per tutte le squadre, qualsiasi sia il modulo. Un punto di riferimento che sappia dettare il ritmo del gioco: il Napoli non ha questo giocatore assolutamente fondamentale». Il Napoli a Milano ha mostrato i suoi limiti proprio a a centrocampo, come già in numerose occasioni in questa stagione.

Nuovamente sotto osservazione Benitez.

Un altro momento di grande difficoltà dopo già altri vissuti in questa stagione e superati con la vittoria di Reggio Emilia con il Sassuolo e quella contro  la Roma al San Paolo. Una stagione molto travagliata nella quale è finito spesso sul banco degli imputati proprio Rafa. Questa è sicuramente una fase molto delicata. Non rischia la panchina il tecnico spagnolo ma ovviamente la partita contro il Parma non si potrà sbagliare e la finale di Supercoppa con la Juventus diventa ancora di più un appuntamento fondamentale per la stagione, anche questo da non fallire. «Non è la soluzione giusta il cambio dell’allenatore, si andrà avanti con Benitez fino a termine della stagione. Ma è chiaro che qualcosa dovrà mutare, la stagione non è finita e c’è il tempo per rimediare», però la situazione ha preso una piega decisamente pericolosa e il Napoli in questi primi quattro mesi ha ampiamente deluso. Ora restano le ultime due partite del 2014, quella con il Parma al San Paolo e la finale di Supercoppa a Doha controla Juventus. Due appuntamenti da affrontare al massimo dell’intensità per poter guardare al nuovo anno con spirito diverso visti i numerosi impegni che attendono il Napoli.

fonte:ilmattino

Rafa Benitez e giocatori sotto processo. Nel mirino dei tifosi finiscono anche Higuain, Albiol e Callejon. Il Pipita si sente declassato. I giocatori
pensano già a quando andranno via. Al Napoli manca un vero leader, poteva esserlo Marek ma purtroppo non è cosi. Hamsik ha cominciato a giocare male da quando Cavani è andato via, combattuto tra il sentimentalismo della maglia e l’ambizione di cambiare casacca, fare più soldi e carriera in Europa come Edinson. Il Napoli poteva anche giocarsi il campionato, ma ad ogni partita il chiacchiericcio di sempre e l’ansia di prestazione rovinano tutto.

Miki De Lucia per positanonews

Benitez non cambia. Sempre e  comunque lo stesso modulo, il 4-2-3-1, cioè lo schema di gioco che ha proposto nella sua carriera, dagli anni spagnoli a quelli inglesi e in questo primo anno e mezzo di Napoli. Un sistema proposto sempre, al dil à delle caratteristiche dell’avversario e dello stato di forma degli azzurri. Gli uomini devono adattarsi al gioco e non viceversa. Portare avanti un’unica filosofia rafforza le convinzioni quando arrivano i risultati e le prestazioni. Si crea però un effetto boomerang in presenza di crisi di gioco e di risultati, fase che il Napoli sta vivendo in maniera chiara dopo la sosta. Qualche correttivo in momenti come questi sarebbe utile, evidente ad esempio che in questo momento più che l’Higuain isolato in attacco funziona la formula con la doppia punta centrale, quella con il Pipita affiancato dal motivatissimo Zapata. «Più che il modulo in sè, l’idea di gioco molte volte non mi convince. Più che al 4-4-2 con Higuain e Zapata, una formula estemporanea da finale di  partite, mi affiderei in determinate partite al 4-3-3 con Higuain centrale e Callejon-Mertens sui lati. Hamsik in questo caso potrebbe abbassarsi a
centrocampo fondamentale, un’interpretazione molto più aggressiva che il Napoli ha mostrato solo due volte quest’anno: contro Roma e Fiorentina.

 Al Napoli manca un leader vero, in questo senso è pesata tantissimo la mancanza di Pepe Reina, il vero trascinatore l’anno scorso degli azzurri sia in campionato che in Champions League. Una questione non solo tecnica, una prerogativa caratteriale che non appartiene a tutti, per certi versi innata. Leader è colui che trascina gli altri e non si abbatte nei momenti di difficoltà, anzi proprio nelle fasi in cui gira tutto storto riesce a caricare gli altri. L’azzurro più rappresentativo è Higuain, un attaccante dalle grandi qualità tecniche ma anche lui si lascia travolgere dagli eventi negativi. Il Pipita a Milano e non solo ha mostrato più frustrazione che rabbia propositiva. «Higuain è un grande attaccante, l’azzurro di maggiore personalità perchè abituato da anni a giocare a grandi livelli. Ma neanche lui è un leader, anche perché difficilmente un attaccante lo è. Giocatori di questo tipo in genere emergono a centrocampo, oppure al centro della difesa. In questo senso il Napoli è scoperto». Nel Napoli se non è leader Higuain chiaramente non può esserlo Callejon, oppure Albiol, gli altri due ex compagni del Real Madrid. L’anno scorso il vuoto era colmato da  Reina, il vero allenatore in campo: la sua assenza pesa tantissimo non solo da un punto divista tecnico, considerato il rendimento avuto finora da Rafael.

Il Napoli sta pagando a carissimo prezzo le scelte di mercato estive. Rispetto all’anno scorso gli azzurri avevano bisogno di rifornzarsi in difesa e a centrocampo ma ciò non è avvenuto. In difesa Koulibaly, un giovane difensore promettente in chiave futura, ha sostituito Fernandez, ceduto allo Swansea. Non è arrivato quindi il difensore di spessore in grado di innalzare il tasso di esperienza e di qualità dell’intero reparto. Passo indietro evidente anche a centrocampo. Il Napoli aveva bisogno di inserire un elemento di grande qualità, un vero e proprio playmaker, che nonostante i grandi nomi circolati in estate non è mai arrivato. L’acquisto è stato lo spagnolo David  Lopez, preso per sostituire Behrami, la cui assenza si avverte in termini di grinta e carattere. Gargano, rientrato a  Napoli per fine prestito, ha arricchito numericamente il reparto perché Rafa ha in organico un mediano in più. «Nel Napoli si avverte la mancanza di un giocatore di qualità a centrocampo e di uno o due difensori centrali di spessore. Sul mercato per me urge intervenire soprattutto in questi settori perché in attacco gli azzurri hanno qualità anche se nell’ultima fase stanno segnando meno.

Il problema numero uno è la difesa. Si succedono a ritmo decisamente preoccupante gli errori di singoli e di reparto. Sul primo gol del Milan, sulla giocata perfetta di Bonaventura e Menez, prima Albiol che è uscito incautamente fuori zona sbagliando l’anticipo sul trequartista e poi Mesto e Koulibaly, che si sono fatti ingannare dalla giocata del francese, hanno commesso errori gravissimi. Distrazione pesante anche sulla seconda rete rossonera: Mesto concede troppa libertà al cross di Armero, Albiol è fuori posizione a centro area, Koulibaly e Jorginho si sono fatti sorprendere nello stacco di Bonaventura. «La fase difensiva del Napoli non è certo da grandissima squadra, un problema evidente». I numeri condannano in maniera chiara la fase difensiva del Napoli. Venti gol subiti, più del doppio della Juventus, la peggiore delle prime otto della serie A. Nelle prime quindici giornate hanno avuto un curriculum peggiore del Napoli soltanto le ultime tre (Cagliari, Cesena e Parma), il Verona e il Palermo, l’Empoli e l’Inter. Un problema che riguarda non solo i difensori, ma anche i centrocampisti e gli attaccanti che non partecipano sempre al top alla fase di non possesso del Napoli.

La mancanza di qualità a centrocampo è uno dei problemi più evidenti del Napoli di Benitez. Troppo acerbo Jorginho, discrete qualità tecniche ma ancora non pronto per un club di prima fascia che vuole lottare per il vertice in Italia e in Europa. Utile in fase di non possesso, da schermo protettivo davanti alla difesa, decisamente in difficoltà nella fase di costruzione anche nei passaggi apparentemente più elementari. Grande agonismo di Gargano, quello che più di tutti riesce a recuperare palloni ma fisicità e qualità non sono i suoi punti di forza. Tra i quattro centrocampisti azzurri il più adatto alla doppia fase è Inler, lo svizzero che disegna geometrie e contrasta anche se a ritmi non esattamente vertiginosi. Manca un playmaker vero, un elemento che sappia realmente garantire il salto di qualità per il reparto e far girare tutta la squadra intorno a sè. «Al Napoli manca un vero playmaker, un regista, un tipo di giocatore essenziale per tutte le squadre, qualsiasi sia il modulo. Un punto di riferimento che sappia dettare il ritmo del gioco: il Napoli non ha questo giocatore assolutamente fondamentale». Il Napoli a Milano ha mostrato i suoi limiti proprio a a centrocampo, come già in numerose occasioni in questa stagione.

Nuovamente sotto osservazione Benitez.

Un altro momento di grande difficoltà dopo già altri vissuti in questa stagione e superati con la vittoria di Reggio Emilia con il Sassuolo e quella contro  la Roma al San Paolo. Una stagione molto travagliata nella quale è finito spesso sul banco degli imputati proprio Rafa. Questa è sicuramente una fase molto delicata. Non rischia la panchina il tecnico spagnolo ma ovviamente la partita contro il Parma non si potrà sbagliare e la finale di Supercoppa con la Juventus diventa ancora di più un appuntamento fondamentale per la stagione, anche questo da non fallire. «Non è la soluzione giusta il cambio dell’allenatore, si andrà avanti con Benitez fino a termine della stagione. Ma è chiaro che qualcosa dovrà mutare, la stagione non è finita e c’è il tempo per rimediare», però la situazione ha preso una piega decisamente pericolosa e il Napoli in questi primi quattro mesi ha ampiamente deluso. Ora restano le ultime due partite del 2014, quella con il Parma al San Paolo e la finale di Supercoppa a Doha controla Juventus. Due appuntamenti da affrontare al massimo dell’intensità per poter guardare al nuovo anno con spirito diverso visti i numerosi impegni che attendono il Napoli.

fonte:ilmattino