LETTERE DA PIANO DI SORRENTO GLI ASINI… E LA SCUOLA!

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LETTERE DA PIANO DI SORRENTO
GLI ASINI… E LA SCUOLA!
Come mutano i tempi! Una volta, quando un alunno, uno scolaro, mostrava svogliatezza nell’apprendere, era disattento alle lezioni, impreparato sui compiti da fare, lo si definiva: “asino”. “somaro”; se la condotta era reiterata, schernito dai compagni di classe, veniva messo, dall’insegnante, dietro alla lavagna, in punizione. Oggi un Professore deve fare attenzione alle espressioni, usate nei confronti di uno studente; non può azzardare un efficace rimprovero od ad una severa punizione, perché rischia l’ira dei genitori, i quali, informati del fatto, sono capaci di affrontarlo in malo modo ed anche di aggredirlo (come già si è verificato). E non parliamo delle bocciature, perché subito vi è ricorso al TAR da parte degli interessati. Certamente il paragone con l’asino quadrupede, è offensivo per l’animale, in quanto lo stesso può rilevare duttilità ed intelligenza. Ma è risaputo l’uomo considera le cosiddette “bestie”, soltanto in funzione del proprio tornaconto; allorchè, per esempio, un cane da caccia non è più in grado di stanare la selvaggina, perde il fiuto, non riporta al padrone la preda uccisa…ha firmato la sua condanna; o viene abbandonato in una località dalla quale non può più tornare o addirittura addormentato, da un compiacente veterinario. Vi sono però dei casi nei quali la pietà e l’affetto prevalgono e l’animale viene risparmiato. Tuttavia sono casi rari. Non va sottaciuta l’arroganza dell’uomo nel giudicare, valutare l’intelligenza degli animali: l’oca, la gallina, sono etichettate come scarse di comprendonio, mentre, in tante occasioni, rilevano qualità da far riflettere. Lo stesso somaro viene utilizzato dall’uomo, per i più gravosi e crudeli lavori, come portare pesi, trascinare carri ed ancora (non so se si pratica più) lo sventurato viene bendato e legato ad una macina, per ore ed ore, oppure lasciato in strada in pieno solleone, senz’acqua, dopo aver tenuto in groppa bambini ed adulti per consentire quelle noiose fotografie di gruppo. Un fatto del genere si è verificato in località Scutolo anni fa. Ma torniamo alla scuola, ai servizi scolastici sempre più carenti e disorganizzati, stante soprattutto l’assenteismo delle Amministrazioni locali; alle ore perdute dietro attività per nulla istruttive e proficue per l’apprendimento, ai libri di testo dal contenuto qualitativamente scarso, poco idoneo all’educazione; a docenti talvolta non all’altezza del nobile compito dell’insegnamento (recentemente i genitori in Penisola Sorrentina hanno dovuto contestare una maestra). A questo si aggiungano troppe assenze dalla scuola, troppe vacanze! Se lo ricordate, anni fa, si tentò di ridurre i giorni festivi anche per rendere più operativa la scuola; oggi sembra di essere tornati indietro perché vengono adottati altri criteri di elusione delle ore scolastiche. Nota assai dolente è poi quella della eccessiva permissività, di “quell’alzare la mano nel voto”, suggerite da qualche preside al corpo insegnanti, al non bocciare chi lo meriterebbe. E così, dalle nostre scuole, ogni anno escono frotte di giovani impreparati, ignoranti, demotivati…e sono i veri quadrupedi.

(avv. Augusto Maresca)LETTERE DA PIANO DI SORRENTO
GLI ASINI… E LA SCUOLA!
Come mutano i tempi! Una volta, quando un alunno, uno scolaro, mostrava svogliatezza nell’apprendere, era disattento alle lezioni, impreparato sui compiti da fare, lo si definiva: “asino”. “somaro”; se la condotta era reiterata, schernito dai compagni di classe, veniva messo, dall’insegnante, dietro alla lavagna, in punizione. Oggi un Professore deve fare attenzione alle espressioni, usate nei confronti di uno studente; non può azzardare un efficace rimprovero od ad una severa punizione, perché rischia l’ira dei genitori, i quali, informati del fatto, sono capaci di affrontarlo in malo modo ed anche di aggredirlo (come già si è verificato). E non parliamo delle bocciature, perché subito vi è ricorso al TAR da parte degli interessati. Certamente il paragone con l’asino quadrupede, è offensivo per l’animale, in quanto lo stesso può rilevare duttilità ed intelligenza. Ma è risaputo l’uomo considera le cosiddette “bestie”, soltanto in funzione del proprio tornaconto; allorchè, per esempio, un cane da caccia non è più in grado di stanare la selvaggina, perde il fiuto, non riporta al padrone la preda uccisa…ha firmato la sua condanna; o viene abbandonato in una località dalla quale non può più tornare o addirittura addormentato, da un compiacente veterinario. Vi sono però dei casi nei quali la pietà e l’affetto prevalgono e l’animale viene risparmiato. Tuttavia sono casi rari. Non va sottaciuta l’arroganza dell’uomo nel giudicare, valutare l’intelligenza degli animali: l’oca, la gallina, sono etichettate come scarse di comprendonio, mentre, in tante occasioni, rilevano qualità da far riflettere. Lo stesso somaro viene utilizzato dall’uomo, per i più gravosi e crudeli lavori, come portare pesi, trascinare carri ed ancora (non so se si pratica più) lo sventurato viene bendato e legato ad una macina, per ore ed ore, oppure lasciato in strada in pieno solleone, senz’acqua, dopo aver tenuto in groppa bambini ed adulti per consentire quelle noiose fotografie di gruppo. Un fatto del genere si è verificato in località Scutolo anni fa. Ma torniamo alla scuola, ai servizi scolastici sempre più carenti e disorganizzati, stante soprattutto l’assenteismo delle Amministrazioni locali; alle ore perdute dietro attività per nulla istruttive e proficue per l’apprendimento, ai libri di testo dal contenuto qualitativamente scarso, poco idoneo all’educazione; a docenti talvolta non all’altezza del nobile compito dell’insegnamento (recentemente i genitori in Penisola Sorrentina hanno dovuto contestare una maestra). A questo si aggiungano troppe assenze dalla scuola, troppe vacanze! Se lo ricordate, anni fa, si tentò di ridurre i giorni festivi anche per rendere più operativa la scuola; oggi sembra di essere tornati indietro perché vengono adottati altri criteri di elusione delle ore scolastiche. Nota assai dolente è poi quella della eccessiva permissività, di “quell’alzare la mano nel voto”, suggerite da qualche preside al corpo insegnanti, al non bocciare chi lo meriterebbe. E così, dalle nostre scuole, ogni anno escono frotte di giovani impreparati, ignoranti, demotivati…e sono i veri quadrupedi.

(avv. Augusto Maresca)