Benitez soddisfatto per la vittoria e la qualificazione: «Che Zapata, ora Higuain dovrà lavorare di più»

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Trentadue giorni senza vittoria (l’ultima a Firenze) erano indubbiamente troppi per un Napoli che, magari, non sarà una corazzata ma neppure può pensare di andare avanti a forza di pareggi. «Sono contento per la prova, ora spero che il sorteggio mi riservi un avversario facile. Il Liverpool? Beh, se dovessimo incontrarlo sarebbe meglio per me, così vado a trovare la mia famiglia», dice con voce meno roca del solito Rafa Benitez. Potenza di una vittoria in Europa League, capace di ridare il sorriso a un ambiente assai scosso dai troppi passi falsi. Anche se l’avversario è lo Slovan: che male c’è ad essere felice lo stesso? E pensare che c’è chi la considera un ingombro. «Noi siamo contenti della nostra serata e della nostra prova. L’Europa League di questa edizione mi sembra di grande livello. Anche di Zapata che ha fatto ancora un altro gol (il terzo consecutivo) e se continua così Higuain dovrà impegnarsi ancora di più per trovare un posto in squadra». Chiaro che si tratta di una esagerazione, ma le note positive ci sono. Eccome se ci sono. Per prima cosa, per il Marek ritrovato che è la nota lieta di una partita che, se non fosse per tutti quei delegati dell’Uefa piazzati ovunque intorno al campo, sarebbe sembrata niente altro di una amichevole. Ma c’è la musichetta dell’Europa League in sottofondo e allora, in fondo, è partita vera. «Sappiamo che il contributo che Marek può darci è alto, contro lo Slovan mi è piaciuto, ma lui deve andare avanti così e fare sempre meglio. Lui, come tutto il Napoli». Il Marek ritrovato segna come non faceva dalla doppietta con il Verona (ma aveva fatto gol anche nella gara di andata) e il bacio della maglia è gesto che non è passato inosservato. Ma lui è il capitano, la bandiera di questo Napoli (ieri ha raggiunto Ciro Ferrara nella classifica delle presenze in azzurro) ed è bello ritrovarlo con il sorriso all’uscita dello stadio. Anche se solo per una rete contro lo Slovan, la squadra della sua gioventù. Ed è una notte speciale anche per Mertens, al terzo gol in Europa League, dopo la grande paura per il trauma rimediato durante Galles-Belgio. «Dovevamo segnare di più, abbiamo vinto 3-0 ma potevamo fare di più. Dobbiamo lavorare ancora, è l’unica cosa che possiamo fare. Speriamo domenica di vincere a Milano e risalire la classifica. Bisogna giocare bene tutte le gare, su questo aspetto dobbiamo lavorare». Nella testa di Rafa c’è subito il Milan. «Non sarà una gara semplice, loro hanno tanti giocatori che possono farci male compreso quel Fernando Torres che tanto bene ha fatto negli anni in cui è stato come me». La gara di San Siro è per Rafone anche una rivincita con Pippo Inzaghi, che ad Atene gli ha soffiato una Champions. Benitez ride, anche se non ha dimenticato. «È stato un grande giocatore e lo temo molto come tecnico. La gara con il Milan sarà complicatissima, perché ha una mentalità molto offensiva. Ma a noi fino a questo momento è mancata la continuità. Ed è quello su cui stiamo lavorando per poter tornare in alto». Non parla di obiettivi e neppure di formazione. «Callejon prima punta? È stato solo un caso, non penso affatto di farlo giocare lì. Hamsik? È stato bravo, ma non piace il giochino Marek sì Marek no…». Gli gnocchi del giovedì non sono indigesti. La coppa che non piace a nessuno diventa quasi una terapia. Ma per uscire dal tunnel i tre punti bisogna conquistarli in campionato. E su questo nessuno ha dubbi. (Pino Taormina – Il Mattino)

Trentadue giorni senza vittoria (l'ultima a Firenze) erano indubbiamente troppi per un Napoli che, magari, non sarà una corazzata ma neppure può pensare di andare avanti a forza di pareggi. «Sono contento per la prova, ora spero che il sorteggio mi riservi un avversario facile. Il Liverpool? Beh, se dovessimo incontrarlo sarebbe meglio per me, così vado a trovare la mia famiglia», dice con voce meno roca del solito Rafa Benitez. Potenza di una vittoria in Europa League, capace di ridare il sorriso a un ambiente assai scosso dai troppi passi falsi. Anche se l'avversario è lo Slovan: che male c'è ad essere felice lo stesso? E pensare che c'è chi la considera un ingombro. «Noi siamo contenti della nostra serata e della nostra prova. L'Europa League di questa edizione mi sembra di grande livello. Anche di Zapata che ha fatto ancora un altro gol (il terzo consecutivo) e se continua così Higuain dovrà impegnarsi ancora di più per trovare un posto in squadra». Chiaro che si tratta di una esagerazione, ma le note positive ci sono. Eccome se ci sono. Per prima cosa, per il Marek ritrovato che è la nota lieta di una partita che, se non fosse per tutti quei delegati dell'Uefa piazzati ovunque intorno al campo, sarebbe sembrata niente altro di una amichevole. Ma c'è la musichetta dell'Europa League in sottofondo e allora, in fondo, è partita vera. «Sappiamo che il contributo che Marek può darci è alto, contro lo Slovan mi è piaciuto, ma lui deve andare avanti così e fare sempre meglio. Lui, come tutto il Napoli». Il Marek ritrovato segna come non faceva dalla doppietta con il Verona (ma aveva fatto gol anche nella gara di andata) e il bacio della maglia è gesto che non è passato inosservato. Ma lui è il capitano, la bandiera di questo Napoli (ieri ha raggiunto Ciro Ferrara nella classifica delle presenze in azzurro) ed è bello ritrovarlo con il sorriso all'uscita dello stadio. Anche se solo per una rete contro lo Slovan, la squadra della sua gioventù. Ed è una notte speciale anche per Mertens, al terzo gol in Europa League, dopo la grande paura per il trauma rimediato durante Galles-Belgio. «Dovevamo segnare di più, abbiamo vinto 3-0 ma potevamo fare di più. Dobbiamo lavorare ancora, è l'unica cosa che possiamo fare. Speriamo domenica di vincere a Milano e risalire la classifica. Bisogna giocare bene tutte le gare, su questo aspetto dobbiamo lavorare». Nella testa di Rafa c'è subito il Milan. «Non sarà una gara semplice, loro hanno tanti giocatori che possono farci male compreso quel Fernando Torres che tanto bene ha fatto negli anni in cui è stato come me». La gara di San Siro è per Rafone anche una rivincita con Pippo Inzaghi, che ad Atene gli ha soffiato una Champions. Benitez ride, anche se non ha dimenticato. «È stato un grande giocatore e lo temo molto come tecnico. La gara con il Milan sarà complicatissima, perché ha una mentalità molto offensiva. Ma a noi fino a questo momento è mancata la continuità. Ed è quello su cui stiamo lavorando per poter tornare in alto». Non parla di obiettivi e neppure di formazione. «Callejon prima punta? È stato solo un caso, non penso affatto di farlo giocare lì. Hamsik? È stato bravo, ma non piace il giochino Marek sì Marek no…». Gli gnocchi del giovedì non sono indigesti. La coppa che non piace a nessuno diventa quasi una terapia. Ma per uscire dal tunnel i tre punti bisogna conquistarli in campionato. E su questo nessuno ha dubbi. (Pino Taormina – Il Mattino)