Bordighera. Abbandona il figlio di 9 mesi sugli scogli: «L’ho ucciso, era malato». Continuano le ricerche del corpicino

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È uscita dal Grand Hotel del mare di Bordighera con Semyon, il suo bambino di 9 mesi tra le braccia alle 2 del mattino, è salita sulla lussuosa Bmw blu notte noleggiata a Ginevra, ha percorso una ventina di chilometri ed è arrivata sulla scogliera di Bussana. Poi, Natalia Sotnikova, 40 anni, moscovita, ha abbandonato sulla scogliera il piccolo, figlio del suo primo marito, e se ne è andata tornando con le braccia vuote in quell’hotel extralusso dove aveva trascorso una settimana di vacanza, alle 4 del mattino. L’uomo che l’accompagnava e che dormiva in una delle due stanze da letto della suite le ha chiesto dove avesse lasciato il bambino e, non ricevendo risposte coerenti, ha chiamato i carabinieri. Natalia Sotnikova ha concluso così la sua lunga giornata in prigione a Imperia, sottoposta a fermo per omicidio aggravato dalla crudeltà al termine di un interrogatorio durato molte ore. Che l’abbia lasciato sulla scogliera o che l’abbia gettato in mare, dove per tutto il giorno i sommozzatori dei carabinieri e gli elicotteri e i mezzi Sar della Capitaneria di porto l’hanno cercato, ancora non è dato sapere. Natalia parla, si contraddice, piange, dice di averlo ucciso perché temeva avesse una malattia grave. È confusa. Ma ai carabinieri ha indicato con sicurezza il punto dove ha abbandonato il piccolo e da lì sono partite le ricerche. Certo è che Semyon non può essere sopravvissuto al freddo della notte e nemmeno al mare, alle sue correnti, che potrebbero averne trascinato il corpicino fino in Francia. Per questo, oltre ai carabinieri e alla Guardia costiera italiana, si sono messe in moto sia la Gendarmerie che la French coast guard. Il confine di Stato infatti è lì, a due passi, un miglio, forse due. Dopo molte ore di interrogatorio, assistita da un avvocato d’ufficio, Natalia Sotnikova è stata formalmente accusata di omicidio aggravato dalla crudeltà e sottoposta a fermo. Dalle stanze della procura è stata trasferita in auto fino alla sezione femminile del carcere d’Imperia. Una decisione presa dalle due pm che l’hanno interrogata sulla scorta delle indagini eseguite dai carabinieri del Reparto operativo, del Nucleo investigativo di Imperia e dall’Arma territoriale che in una manciata di ore hanno ascoltato l’uomo che ha accompagnato Natalia in questa vacanza italiana. Un russo, anche lui, che non è il padre del bambino e che non è nemmeno il compagno di Natalia. Ma chi è Natalia Sotnikova? Russa, moscovita, si dice esser stata la moglie di uno dei grandi ricchi dell’ex Unione sovietica. Da lui avrebbe avuto Semyon. Dopo il parto, la depressione, tanto che Natalia scriveva qualche tempo fa in un post di esser stanca, di aver bisogno di una vacanza. Vacanza che è iniziata a Mosca, da qui a Francoforte e poi Ginevra, infine a Bordighera, nell’Ottocento luogo d’elezione delle vacanze dei nobili russi, in un hotel di lusso. Cosa è successo, dopo una settimanadi vacanza, è ancora tutto da scrivere. Certo è che le telecamere riprendono la donna uscire alle due del mattino con un fagottino tra le braccia e tornare da sola due ore dopo. Dove è adesso Semyon ancora nessuno lo sa. Se è vero, come ha detto Natalia, che l’ha lasciato sugli scogli, e che se l’è preso un’onda, il mare prima o poi lo restituirà. Oggi, con le prime luci del giorno sono riprese le ricerche del piccolo Semyon. (Chiara Carenini – Il Mattino)

È uscita dal Grand Hotel del mare di Bordighera con Semyon, il suo bambino di 9 mesi tra le braccia alle 2 del mattino, è salita sulla lussuosa Bmw blu notte noleggiata a Ginevra, ha percorso una ventina di chilometri ed è arrivata sulla scogliera di Bussana. Poi, Natalia Sotnikova, 40 anni, moscovita, ha abbandonato sulla scogliera il piccolo, figlio del suo primo marito, e se ne è andata tornando con le braccia vuote in quell’hotel extralusso dove aveva trascorso una settimana di vacanza, alle 4 del mattino. L’uomo che l’accompagnava e che dormiva in una delle due stanze da letto della suite le ha chiesto dove avesse lasciato il bambino e, non ricevendo risposte coerenti, ha chiamato i carabinieri. Natalia Sotnikova ha concluso così la sua lunga giornata in prigione a Imperia, sottoposta a fermo per omicidio aggravato dalla crudeltà al termine di un interrogatorio durato molte ore. Che l’abbia lasciato sulla scogliera o che l’abbia gettato in mare, dove per tutto il giorno i sommozzatori dei carabinieri e gli elicotteri e i mezzi Sar della Capitaneria di porto l’hanno cercato, ancora non è dato sapere. Natalia parla, si contraddice, piange, dice di averlo ucciso perché temeva avesse una malattia grave. È confusa. Ma ai carabinieri ha indicato con sicurezza il punto dove ha abbandonato il piccolo e da lì sono partite le ricerche. Certo è che Semyon non può essere sopravvissuto al freddo della notte e nemmeno al mare, alle sue correnti, che potrebbero averne trascinato il corpicino fino in Francia. Per questo, oltre ai carabinieri e alla Guardia costiera italiana, si sono messe in moto sia la Gendarmerie che la French coast guard. Il confine di Stato infatti è lì, a due passi, un miglio, forse due. Dopo molte ore di interrogatorio, assistita da un avvocato d’ufficio, Natalia Sotnikova è stata formalmente accusata di omicidio aggravato dalla crudeltà e sottoposta a fermo. Dalle stanze della procura è stata trasferita in auto fino alla sezione femminile del carcere d’Imperia. Una decisione presa dalle due pm che l’hanno interrogata sulla scorta delle indagini eseguite dai carabinieri del Reparto operativo, del Nucleo investigativo di Imperia e dall’Arma territoriale che in una manciata di ore hanno ascoltato l’uomo che ha accompagnato Natalia in questa vacanza italiana. Un russo, anche lui, che non è il padre del bambino e che non è nemmeno il compagno di Natalia. Ma chi è Natalia Sotnikova? Russa, moscovita, si dice esser stata la moglie di uno dei grandi ricchi dell’ex Unione sovietica. Da lui avrebbe avuto Semyon. Dopo il parto, la depressione, tanto che Natalia scriveva qualche tempo fa in un post di esser stanca, di aver bisogno di una vacanza. Vacanza che è iniziata a Mosca, da qui a Francoforte e poi Ginevra, infine a Bordighera, nell’Ottocento luogo d’elezione delle vacanze dei nobili russi, in un hotel di lusso. Cosa è successo, dopo una settimanadi vacanza, è ancora tutto da scrivere. Certo è che le telecamere riprendono la donna uscire alle due del mattino con un fagottino tra le braccia e tornare da sola due ore dopo. Dove è adesso Semyon ancora nessuno lo sa. Se è vero, come ha detto Natalia, che l’ha lasciato sugli scogli, e che se l’è preso un'onda, il mare prima o poi lo restituirà. Oggi, con le prime luci del giorno sono riprese le ricerche del piccolo Semyon. (Chiara Carenini – Il Mattino)

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