Capri. Ospedale Capilupi in difficoltà, partorienti se ne vanno a Napoli

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Capri rischia di perdere il punto nascite all’ospedale Capilupi. Il personale ridotto all’osso non riesce ad assicurare la piena operatività. Appena due i ginecologi attualmente in servizio: altri due sono in malattia ed altri due sono andati via e non sono stati ancora riampiazzati. A questi problemi si aggiunge il mancato funzionamento della tac, guasta ormai da un anno, insieme a carenze tecniche e funzionali. Allarme dei sindaci di Capri ed Anacapri che hanno nuovamente scritto al presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, al Prefetto di Napoli e ai vertici dell’Asl Napoli 1 Centro, chiedendo un “urgentissimo incontro” visto anche “l’aggravarsi della situazione dell’ospedale Capilupi di Capri” che i primi cittadini non esitano a definire “drammatica”. Nella nota che Gianni De Martino e Franco Cerrotta, sindaci di Capri e di Anacapri, hanno inviato al governatore Caldoro, si fa riferimento in particolare alle difficoltà che si stanno riscontrando nel punto nascite. “Di gravissima rilevanza è quanto accaduto sabato scorso – hanno scritto i sindaci – quando due partorienti, da quel che si è avuto modo di apprendere, sono state trasferite a Napoli sia per motivi tecnici e funzionali (avaria dell’ascensore e difficoltà di spostamenti interni all’ospedale Capilupi), sia e soprattutto per la mancanza di personale reperibile in sala operatoria. Il caso ha richiamato anche l’attenzione delle forze dell’ordine intervenute con il personale del locale commissariato di Ps”. Secondo De Martino e Cerrotta, “ancora una volta la drammatica situazione dell’ospedale di Capri non ha avuto conseguenze peggiori solo per pura coincidenza in quanto le condizioni meteorologiche hanno consentito il trasferimento dei pazienti. Ma se così non fosse stato oggi forse staremmo a parlare di gravissime responsabilità e avremmo già dato il via alla ricerca del capro espiatorio che, naturalmente, sarebbe stato individuato nell’ultimo barelliere o infermiere dell’Azienda”. I sindaci hanno comunicato che “la gravità della situazione ha investito l’intera comunità isolana e già si sta costituendo un comitato che, sicuramente, amplificherà a livello nazionale le condizioni in cui ci si trova”. Le amministrazioni hanno riferito di essere pronte ad affiancare le iniziative del comitato di lotta. Capri news 

Capri rischia di perdere il punto nascite all'ospedale Capilupi. Il personale ridotto all'osso non riesce ad assicurare la piena operatività. Appena due i ginecologi attualmente in servizio: altri due sono in malattia ed altri due sono andati via e non sono stati ancora riampiazzati. A questi problemi si aggiunge il mancato funzionamento della tac, guasta ormai da un anno, insieme a carenze tecniche e funzionali. Allarme dei sindaci di Capri ed Anacapri che hanno nuovamente scritto al presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, al Prefetto di Napoli e ai vertici dell'Asl Napoli 1 Centro, chiedendo un “urgentissimo incontro” visto anche “l’aggravarsi della situazione dell’ospedale Capilupi di Capri” che i primi cittadini non esitano a definire “drammatica”. Nella nota che Gianni De Martino e Franco Cerrotta, sindaci di Capri e di Anacapri, hanno inviato al governatore Caldoro, si fa riferimento in particolare alle difficoltà che si stanno riscontrando nel punto nascite. “Di gravissima rilevanza è quanto accaduto sabato scorso – hanno scritto i sindaci – quando due partorienti, da quel che si è avuto modo di apprendere, sono state trasferite a Napoli sia per motivi tecnici e funzionali (avaria dell’ascensore e difficoltà di spostamenti interni all’ospedale Capilupi), sia e soprattutto per la mancanza di personale reperibile in sala operatoria. Il caso ha richiamato anche l’attenzione delle forze dell’ordine intervenute con il personale del locale commissariato di Ps”. Secondo De Martino e Cerrotta, “ancora una volta la drammatica situazione dell’ospedale di Capri non ha avuto conseguenze peggiori solo per pura coincidenza in quanto le condizioni meteorologiche hanno consentito il trasferimento dei pazienti. Ma se così non fosse stato oggi forse staremmo a parlare di gravissime responsabilità e avremmo già dato il via alla ricerca del capro espiatorio che, naturalmente, sarebbe stato individuato nell’ultimo barelliere o infermiere dell’Azienda”. I sindaci hanno comunicato che “la gravità della situazione ha investito l’intera comunità isolana e già si sta costituendo un comitato che, sicuramente, amplificherà a livello nazionale le condizioni in cui ci si trova”. Le amministrazioni hanno riferito di essere pronte ad affiancare le iniziative del comitato di lotta. Capri news