Sorrento scuola Vittorio Veneto cinque anni dal sequestro, a breve la riapertura

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Cinque anni fa, invece che gli alunni, nella scuola entrarono i carabinieri che – su mandato della Procura della Repubblica di Torre Annunziata – sequestrarono in poche ore l’intero edificio. Era la mattina del 9 dicembre 2009 e Sorrento perse la Vittorio Veneto. Un plesso chiave, capace di ospitare oltre 600 alunni e che si è ritrovato all’improvviso off-limits a causa di carenze strutturali. Sono passati cinque anni da allora ma della riapertura neanche l’ombra. L’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Cuomo – che nella campagna elettorale del 2010 promise che i lavori di restyling sarebbero stati conclusi in pochi mesi e che l’edificio sarebbe stato riaperto l’anno successivo – sta provando ad accelerare nell’iter e conta di poter riconsegnare la scuola a studenti, famiglie e docenti nella prima parte del 2015. Ovvero a pochi mesi dal ritorno alle urne. In tal senso, l’impresa titolare degli interventi – ovvero Cfc group di Pozzuoli – lavora sodo e spera di poter mettere a segno la ristrutturazione tanto attesa – complice il pressing della giunta – che, c’è da giurarci, sarà tra gli argomenti clou dell’intera campagna elettorale che vedrà Cuomo ricandidato alla carica di primo cittadino. Così, mentre si attendono segnali concreti sull’altra scuola chiusa per carenze strutturali – il plesso di Cesarano, serrato dal marzo scorso e su cui non c’è ancora un progetto per l’eventuale ricostruzione (l’ente ha deciso di abbattere e realizzare ex novo la scuola perché sotto il profilo economico, a detta anche della giunta, conviene riedificare e non ristrutturare) Sorrento aspetta di riavere presto la Veneto. Qual è lo stato dell’arte? La ditta titolare dell’appalto bis per il posizionamento di porte e infissi alla scuola Veneto – bando da mezzo milione di euro – sta ultimando i lavori e prima di Natale potrà lasciare il cantiere. Tutto ciò mentre il Comune di Sorrento ha già liquidato sei stati di avanzamento a favore di Cfc per la cifra di due milioni di euro. Nel frattempo, gli alunni della Veneto e di Cesarano continuano a frequentare le lezioni nelle vesti di studenti-migranti tra plessi alternativi o di fortuna (basti pensare che Villa Fiorentino, sede della Fondazione Sorrento, è stata adibita a istituto temporaneo). E ciò manco a dirlo comporta anche un ulteriore aggravio di spese a carico del Comune per il servizio mensa e scuolabus. Sia chiaro: la giunta Cuomo fa trapelare ottimismo sulla possibile riapertura della scuola Veneto per la primavera 2015. E sui ritardi nel restyling, manco a dirlo, richiama il precedente della battaglia legale tra le ditte classificatesi ai primi due posti alla gara per i lavori di ristrutturazione. Inizialmente, l’ente municipale riconobbe la titolarità degli interventi a M.M.Arch. di Casagiove salvo poi essere sbugiardato sia dal Tar che dal Consiglio di Stato che accolse il ricorso di Cfc rilevando intoppi sulla procedura dell’avvalimento con cui la ditta casertana inizialmente individuata come vincente presentò la propria offerta al Comune di Sorrento. Una querelle durata oltre un anno e mezzo che, di fatto, ha prolungato l’attesa per la riapertura dei cantieri.

Cinque anni fa, invece che gli alunni, nella scuola entrarono i carabinieri che – su mandato della Procura della Repubblica di Torre Annunziata – sequestrarono in poche ore l’intero edificio. Era la mattina del 9 dicembre 2009 e Sorrento perse la Vittorio Veneto. Un plesso chiave, capace di ospitare oltre 600 alunni e che si è ritrovato all’improvviso off-limits a causa di carenze strutturali. Sono passati cinque anni da allora ma della riapertura neanche l’ombra. L’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Cuomo – che nella campagna elettorale del 2010 promise che i lavori di restyling sarebbero stati conclusi in pochi mesi e che l’edificio sarebbe stato riaperto l’anno successivo – sta provando ad accelerare nell’iter e conta di poter riconsegnare la scuola a studenti, famiglie e docenti nella prima parte del 2015. Ovvero a pochi mesi dal ritorno alle urne. In tal senso, l’impresa titolare degli interventi – ovvero Cfc group di Pozzuoli – lavora sodo e spera di poter mettere a segno la ristrutturazione tanto attesa – complice il pressing della giunta – che, c’è da giurarci, sarà tra gli argomenti clou dell’intera campagna elettorale che vedrà Cuomo ricandidato alla carica di primo cittadino. Così, mentre si attendono segnali concreti sull’altra scuola chiusa per carenze strutturali – il plesso di Cesarano, serrato dal marzo scorso e su cui non c’è ancora un progetto per l’eventuale ricostruzione (l’ente ha deciso di abbattere e realizzare ex novo la scuola perché sotto il profilo economico, a detta anche della giunta, conviene riedificare e non ristrutturare) Sorrento aspetta di riavere presto la Veneto. Qual è lo stato dell’arte? La ditta titolare dell’appalto bis per il posizionamento di porte e infissi alla scuola Veneto – bando da mezzo milione di euro – sta ultimando i lavori e prima di Natale potrà lasciare il cantiere. Tutto ciò mentre il Comune di Sorrento ha già liquidato sei stati di avanzamento a favore di Cfc per la cifra di due milioni di euro. Nel frattempo, gli alunni della Veneto e di Cesarano continuano a frequentare le lezioni nelle vesti di studenti-migranti tra plessi alternativi o di fortuna (basti pensare che Villa Fiorentino, sede della Fondazione Sorrento, è stata adibita a istituto temporaneo). E ciò manco a dirlo comporta anche un ulteriore aggravio di spese a carico del Comune per il servizio mensa e scuolabus. Sia chiaro: la giunta Cuomo fa trapelare ottimismo sulla possibile riapertura della scuola Veneto per la primavera 2015. E sui ritardi nel restyling, manco a dirlo, richiama il precedente della battaglia legale tra le ditte classificatesi ai primi due posti alla gara per i lavori di ristrutturazione. Inizialmente, l’ente municipale riconobbe la titolarità degli interventi a M.M.Arch. di Casagiove salvo poi essere sbugiardato sia dal Tar che dal Consiglio di Stato che accolse il ricorso di Cfc rilevando intoppi sulla procedura dell’avvalimento con cui la ditta casertana inizialmente individuata come vincente presentò la propria offerta al Comune di Sorrento. Una querelle durata oltre un anno e mezzo che, di fatto, ha prolungato l’attesa per la riapertura dei cantieri.