Napoli. Metrò, salta l’apertura di piazza Municipio. Lavori bloccati dalla Procura, cantiere ancora sequestrato

0

Napoli. Slitta l’apertura della stazione di piazza Municipio. Il giorno dell’inaugurazione era fissato per il 30 dicembre, annunciato a più riprese dal sindaco De Magistris. Non se ne fa più nulla. I lavori sono andati a rallenty dopo il tragico incidente che ha coinvolto un operaio di Boscoreale il 20 settembre scorso. Le indagini non sono dunque concluse, l’incidente probatorio non è stato ancora chiuso dagli inquirenti e dunque, lì dove c’è stato il tragico volo di Salvatore Renna, non si può lavorare. E riguarda proprio l’uscita provvisoria della stazione, quello sul lato della piazza, proprio di fronte al Tar. Una uscita che in realtà doveva essere provvisoria in attesa di completare il resto dei lavori. Con amarezza ammette lo slittamento dell’apertura della stazione Mario Calabrese, assessore alle Infrastrutture e alla mobilità: «C’è una indagine in corso – spiega – non sono nelle condizioni di dire quando aprirà la stazione». Di sicuro non sarà il regalo per l’ultimo dell’anno che voleva fare il sindaco de Magistris ai napoletani. Non c’è tempo, anche se si dovessero fare i doppi turni di lavoro. Mancano infatti tutte le autorizzazioni che devono essere rilasciate dal ministero dei Trasporti, i permessi Ustiff, ovvero quelli dell’ufficio speciale trasporti ad impianti fissi che devono verificare se i lavori sono stati eseguiti rispettando i progetti approvati. Operazioni per le quali ci vogliono almeno un paio di settimane. Sedici scale mobili, una banchina di 110 metri, cinque ascensori di cui 4 che portano all’atrio delle banchine e uno per disabili che conduce dal mezzanino al piano strada. E poi sofisticati impianti di emergenza, veli d’acqua, rilevatori ventilazione primaria e secondaria e tecnologie per la videosorveglianza. Il tutto ad una profondità di 35 metri. Un’opera incredibile che racchiude la storia verticale della città e l’arte contemporanea. La base della torre aragonese e l’opera dell’israeliana Michal Rovener che si svilupperà su 40 metri di lunghezza. Il cantiere aperto nel 2003, su un progetto firmato dagli architetti Alvaro Siza e Edoardo Souto De Mura, lascia senza fiato per i meravigliosi ritrovamenti archeologici che hanno sì rallentato i lavori e costretto i progettisti ad effettuare ben 27 varianti ma rendono il sito unico al mondo. La realizzazione del nodo di interscambio di Municipio, che unisce in un’unica stazione la Linea 1 e la Linea 6, ha comportato un’estesissima area d’intervento a cielo aperto, determinando il più esteso scavo archeologico urbano degli ultimi 50 anni. È stato trovato di tutto: strutture del porto di Neapolis, il Molo Angioino, due navi, torri aragonesi e vicereali, la Torre dell’Incoronata e i resti del Palazzetto del Balzo. I numeri danno la dimensione dell’importanza dei reperti. Erano stati stanziati 15 milioni di euro, si è arrivati a quota 200 milioni, per spostare, restaurare, smontare e ricollocare gli importanti reperti. Al momento resta ancora aperto il tema della conservazione e della gestione del «parco archeologico». C’è ancora distanza tra la visione dei progettisti più«romantica» che renderebbe possibile la percezione dall’alto della ricostruzione storica nella sua unitarietà, e quella delle Soprintendenze che vorrebbero coprire, almeno in parte, i reperti, per meglio preservarli dagli agenti atmosferici. Ora manca il dissequestro di una parte del cantiere. E si spera arrivino anche nuovi treni – il sindaco assicura il potenziamento della flotta entro il 2015, per ridurre i tempi di attesa – per il momento il bando ancora non è stato completato. Ma se non saranno treni nuovi, magari si opterà per quelli usati, di costo inferiore, ma con garanzia di efficienza. (Elena Romanazzi – Il Mattino)  

Napoli. Slitta l’apertura della stazione di piazza Municipio. Il giorno dell’inaugurazione era fissato per il 30 dicembre, annunciato a più riprese dal sindaco De Magistris. Non se ne fa più nulla. I lavori sono andati a rallenty dopo il tragico incidente che ha coinvolto un operaio di Boscoreale il 20 settembre scorso. Le indagini non sono dunque concluse, l’incidente probatorio non è stato ancora chiuso dagli inquirenti e dunque, lì dove c’è stato il tragico volo di Salvatore Renna, non si può lavorare. E riguarda proprio l’uscita provvisoria della stazione, quello sul lato della piazza, proprio di fronte al Tar. Una uscita che in realtà doveva essere provvisoria in attesa di completare il resto dei lavori. Con amarezza ammette lo slittamento dell’apertura della stazione Mario Calabrese, assessore alle Infrastrutture e alla mobilità: «C’è una indagine in corso – spiega – non sono nelle condizioni di dire quando aprirà la stazione». Di sicuro non sarà il regalo per l’ultimo dell’anno che voleva fare il sindaco de Magistris ai napoletani. Non c’è tempo, anche se si dovessero fare i doppi turni di lavoro. Mancano infatti tutte le autorizzazioni che devono essere rilasciate dal ministero dei Trasporti, i permessi Ustiff, ovvero quelli dell’ufficio speciale trasporti ad impianti fissi che devono verificare se i lavori sono stati eseguiti rispettando i progetti approvati. Operazioni per le quali ci vogliono almeno un paio di settimane. Sedici scale mobili, una banchina di 110 metri, cinque ascensori di cui 4 che portano all’atrio delle banchine e uno per disabili che conduce dal mezzanino al piano strada. E poi sofisticati impianti di emergenza, veli d’acqua, rilevatori ventilazione primaria e secondaria e tecnologie per la videosorveglianza. Il tutto ad una profondità di 35 metri. Un’opera incredibile che racchiude la storia verticale della città e l’arte contemporanea. La base della torre aragonese e l’opera dell’israeliana Michal Rovener che si svilupperà su 40 metri di lunghezza. Il cantiere aperto nel 2003, su un progetto firmato dagli architetti Alvaro Siza e Edoardo Souto De Mura, lascia senza fiato per i meravigliosi ritrovamenti archeologici che hanno sì rallentato i lavori e costretto i progettisti ad effettuare ben 27 varianti ma rendono il sito unico al mondo. La realizzazione del nodo di interscambio di Municipio, che unisce in un’unica stazione la Linea 1 e la Linea 6, ha comportato un’estesissima area d’intervento a cielo aperto, determinando il più esteso scavo archeologico urbano degli ultimi 50 anni. È stato trovato di tutto: strutture del porto di Neapolis, il Molo Angioino, due navi, torri aragonesi e vicereali, la Torre dell'Incoronata e i resti del Palazzetto del Balzo. I numeri danno la dimensione dell’importanza dei reperti. Erano stati stanziati 15 milioni di euro, si è arrivati a quota 200 milioni, per spostare, restaurare, smontare e ricollocare gli importanti reperti. Al momento resta ancora aperto il tema della conservazione e della gestione del «parco archeologico». C’è ancora distanza tra la visione dei progettisti più«romantica» che renderebbe possibile la percezione dall’alto della ricostruzione storica nella sua unitarietà, e quella delle Soprintendenze che vorrebbero coprire, almeno in parte, i reperti, per meglio preservarli dagli agenti atmosferici. Ora manca il dissequestro di una parte del cantiere. E si spera arrivino anche nuovi treni – il sindaco assicura il potenziamento della flotta entro il 2015, per ridurre i tempi di attesa – per il momento il bando ancora non è stato completato. Ma se non saranno treni nuovi, magari si opterà per quelli usati, di costo inferiore, ma con garanzia di efficienza. (Elena Romanazzi – Il Mattino)