Attacco Rafa. Napoli, quattro assi in crisi e ora c’è chi rischia il posto

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Processo per quattro. I big finiscono sul banco degli imputati: Benitez pronto a stravolgere le gerarchie e a cambiare volto al Napoli. Un avvertimento quello di Rafa, dopo il flop contro l’Empoli. «Non sempre chi deve prendere in mano la situazione si assume le proprie responsabilità», ha detto nel dopopartita. Il riferimento è ai big della squadra, quelli con maggiore esperienza: Albiol, Higuain e Callejon, i tre ex del Real Madrid, e Hamsik diventato sempre più un caso, ormai l’ombra del campione che faceva la differenza in maglia azzurra prima dell’arrivo del tecnico spagnolo. Il tempo è scaduto. I big non possono più fallire, soprattutto nelle sfide contro le piccole quando fanno più fatica a trovare la giusta concentrazione. Albiol si è trascinato su livelli di rendimento di molto inferiori a quelli dell’anno scorso. Un avvio subito in salita, di ritorno dalla spedizione fallimentare della Spagna ai Mondiali in Brasile. Errori decisivi i suoi nel preliminare contro l’Athletic Bilbao, soprattutto nella sfida di ritorno al San Mames che di fatto tagliarono le gambe agli azzurri nel doppio confronto per l’accesso alla Champions League. Poi tante altre prestazioni piene di incertezze con il leader del reparto diventato il francese Koulibaly. La difesa balla sistematicamente, contro l’Empoli altri due gol al passivo e tanti brividi nel primo tempo: uno dei primi responsabili della situazione è proprio lo spagnolo Albol. Di rientro dalla nazionale spagnola si è bloccato Callejon. Quattro partite senza gol, compresa la trasferta di Europa League contro lo Sparta Praga. Meno lucido nelle conclusioni e in generale meno incisivo: lo spagnolo che è stato il valore aggiunto fino alla partita contro la Roma è tornato quello di agosto, l’attaccante giù ci corda nella doppia sfida del preliminare di Champions League. Le motivazioni fanno la differenza e sicuramente gli ultimi risultati negativi non hanno fatto bene al morale di Callejon che vede profilarsi una stagione sempre più anonima del Napoli. L’eliminazione dalla Champions League fu un colpo durissimo per il Pipita che ci ha messo del tempo a tornare concentrato e carico. Nove partite senza gol, poi si è sbloccato e ha segnato per cinque partite di fila in campionato, ora è di nuovo in un momento di difficoltà. Sottotono nelle trasferte contro Sparta Praga e Sampdoria, solo mezz’ora in campo con l’Empoli: una presenza che ha rappresentato una scossa per i compagni ma di veri e propri colpi a effetto se ne sono visti pochi. Un indicatore del suo stato d’animo è rappresentato spesso dal nervosismo in campo nei momenti di difficoltà della squadra e soprattutto in occasione di decisioni arbitrali avverse.  «Abbiamo giocato male, la nostra prestazione non è stata da squadra che lotta per un piazzamento Champions», scrive sul proprio sito lo slovacco. Quello che ha giocato peggio di tutti è stato proprio Marek, un fantasma, sempre più in crisi nel sistema di Benitez. Giocate in orizzontale, spesso passaggi all’indietro, mai un vero e proprio spunto pericoloso in profondità e stavolta anche poco brillante da un punto di vista atletico. Si è smarrito Hamsik nell’universo Rafa e in un gioco fatto di giro palla con un attaccante centrale che gli toglie spazio per gli inserimenti in verticale. Una serie di prestazioni sottotono che hanno tolto serenità e convinzioni al capitano, il più sostituito dal tecnico spagnolo: con il cambio contro l’Empoli sono ben 14 le volte in cui è stato richiamato in panchina. (Roberto Ventre – Il Mattino)

Processo per quattro. I big finiscono sul banco degli imputati: Benitez pronto a stravolgere le gerarchie e a cambiare volto al Napoli. Un avvertimento quello di Rafa, dopo il flop contro l’Empoli. «Non sempre chi deve prendere in mano la situazione si assume le proprie responsabilità», ha detto nel dopopartita. Il riferimento è ai big della squadra, quelli con maggiore esperienza: Albiol, Higuain e Callejon, i tre ex del Real Madrid, e Hamsik diventato sempre più un caso, ormai l’ombra del campione che faceva la differenza in maglia azzurra prima dell’arrivo del tecnico spagnolo. Il tempo è scaduto. I big non possono più fallire, soprattutto nelle sfide contro le piccole quando fanno più fatica a trovare la giusta concentrazione. Albiol si è trascinato su livelli di rendimento di molto inferiori a quelli dell’anno scorso. Un avvio subito in salita, di ritorno dalla spedizione fallimentare della Spagna ai Mondiali in Brasile. Errori decisivi i suoi nel preliminare contro l’Athletic Bilbao, soprattutto nella sfida di ritorno al San Mames che di fatto tagliarono le gambe agli azzurri nel doppio confronto per l’accesso alla Champions League. Poi tante altre prestazioni piene di incertezze con il leader del reparto diventato il francese Koulibaly. La difesa balla sistematicamente, contro l’Empoli altri due gol al passivo e tanti brividi nel primo tempo: uno dei primi responsabili della situazione è proprio lo spagnolo Albol. Di rientro dalla nazionale spagnola si è bloccato Callejon. Quattro partite senza gol, compresa la trasferta di Europa League contro lo Sparta Praga. Meno lucido nelle conclusioni e in generale meno incisivo: lo spagnolo che è stato il valore aggiunto fino alla partita contro la Roma è tornato quello di agosto, l’attaccante giù ci corda nella doppia sfida del preliminare di Champions League. Le motivazioni fanno la differenza e sicuramente gli ultimi risultati negativi non hanno fatto bene al morale di Callejon che vede profilarsi una stagione sempre più anonima del Napoli. L’eliminazione dalla Champions League fu un colpo durissimo per il Pipita che ci ha messo del tempo a tornare concentrato e carico. Nove partite senza gol, poi si è sbloccato e ha segnato per cinque partite di fila in campionato, ora è di nuovo in un momento di difficoltà. Sottotono nelle trasferte contro Sparta Praga e Sampdoria, solo mezz’ora in campo con l’Empoli: una presenza che ha rappresentato una scossa per i compagni ma di veri e propri colpi a effetto se ne sono visti pochi. Un indicatore del suo stato d’animo è rappresentato spesso dal nervosismo in campo nei momenti di difficoltà della squadra e soprattutto in occasione di decisioni arbitrali avverse.  «Abbiamo giocato male, la nostra prestazione non è stata da squadra che lotta per un piazzamento Champions», scrive sul proprio sito lo slovacco. Quello che ha giocato peggio di tutti è stato proprio Marek, un fantasma, sempre più in crisi nel sistema di Benitez. Giocate in orizzontale, spesso passaggi all’indietro, mai un vero e proprio spunto pericoloso in profondità e stavolta anche poco brillante da un punto di vista atletico. Si è smarrito Hamsik nell’universo Rafa e in un gioco fatto di giro palla con un attaccante centrale che gli toglie spazio per gli inserimenti in verticale. Una serie di prestazioni sottotono che hanno tolto serenità e convinzioni al capitano, il più sostituito dal tecnico spagnolo: con il cambio contro l’Empoli sono ben 14 le volte in cui è stato richiamato in panchina. (Roberto Ventre – Il Mattino)

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