La corruzione: un male endemico che colpisce anche le piccole realtà.

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E’ di questi giorni la notizia che ha colpito in modo particolare le  coscienze dei più, mi riferisco alla cupola affaristica criminale, scoperchiata a Roma, una vera piovra capace di fagocitare una enorme mole di denaro pubblico, così come denunciato da validi magistrati.

Segue ai vari scandali, verificatosi a Venezia (MOSE), Milano (EXPO), nonché al marciume accertatosi  nelle varie consiliature regionali.

Sono coinvolti alcuni politici di centro destra, di centro sinistra, a dimostrazione che il sistema corruttivo è capace, attraverso il “dio” denaro, di coinvolgere e attirare nella propria rete quanti sono mossi solo da egoismo, opportunismo, mancanza di valori.

Annoto, che nel mentre ci si accalora, e giustamente, di fronte a queste notizie così scandalose, si resta alquanto impassibili  davanti a quanto si verifica nelle nostre piccole realtà locali.

In sostanza, si dà  minor peso alle cose di casa o addirittura si fa  finta che non esistano, perché o toccano da vicino interessi personali o non si denunciano per paura di inimicizie.

C’è qui la necessità di comprendere, che chiunque ometta di segnalare o denunciare fatti di cui è a conoscenza, si rende complice del sistema corruttivo.

E’ pur vero che a scoprire eventuali casi di corruzioni non può essere chiamato il singolo cittadino, bensì le forze di polizia operanti sul territorio.

Ed è proprio a queste ultime che chiediamo con forza un sempre maggiore impegno, pur consapevoli dei pochi mezzi a disposizione, affinché eventuali situazioni di corruzione vengano stroncate sul nascere.

Un ultimo appello lo facciamo agli Organi giurisdizionali: siete rimasti gli ultimi baluardi della legalità, a Voi rimettiamo le nostre preoccupazioni, sappiamo che siete oberati di lavoro e di inchieste molto più significative di quelle che vengono denunciate nelle nostre piccole comunità; in ogni caso non molto meno gravose di quelle che finiscono sulle prime pagine dei giornali.

C’è la necessità che l’intero Paese, incluse le nostre piccole realtà, ritrovino il senso più appropriato di trasparenza e legalità, a partire dalle cose più minute, che nell’insieme creano i presupposti per una vera democrazia partecipata.

Felice Casalino

 

 

 

 

 

 

 

E’ di questi giorni la notizia che ha colpito in modo particolare le  coscienze dei più, mi riferisco alla cupola affaristica criminale, scoperchiata a Roma, una vera piovra capace di fagocitare una enorme mole di denaro pubblico, così come denunciato da validi magistrati.

Segue ai vari scandali, verificatosi a Venezia (MOSE), Milano (EXPO), nonché al marciume accertatosi  nelle varie consiliature regionali.

Sono coinvolti alcuni politici di centro destra, di centro sinistra, a dimostrazione che il sistema corruttivo è capace, attraverso il “dio” denaro, di coinvolgere e attirare nella propria rete quanti sono mossi solo da egoismo, opportunismo, mancanza di valori.

Annoto, che nel mentre ci si accalora, e giustamente, di fronte a queste notizie così scandalose, si resta alquanto impassibili  davanti a quanto si verifica nelle nostre piccole realtà locali.

In sostanza, si dà  minor peso alle cose di casa o addirittura si fa  finta che non esistano, perché o toccano da vicino interessi personali o non si denunciano per paura di inimicizie.

C’è qui la necessità di comprendere, che chiunque ometta di segnalare o denunciare fatti di cui è a conoscenza, si rende complice del sistema corruttivo.

E’ pur vero che a scoprire eventuali casi di corruzioni non può essere chiamato il singolo cittadino, bensì le forze di polizia operanti sul territorio.

Ed è proprio a queste ultime che chiediamo con forza un sempre maggiore impegno, pur consapevoli dei pochi mezzi a disposizione, affinché eventuali situazioni di corruzione vengano stroncate sul nascere.

Un ultimo appello lo facciamo agli Organi giurisdizionali: siete rimasti gli ultimi baluardi della legalità, a Voi rimettiamo le nostre preoccupazioni, sappiamo che siete oberati di lavoro e di inchieste molto più significative di quelle che vengono denunciate nelle nostre piccole comunità; in ogni caso non molto meno gravose di quelle che finiscono sulle prime pagine dei giornali.

C’è la necessità che l’intero Paese, incluse le nostre piccole realtà, ritrovino il senso più appropriato di trasparenza e legalità, a partire dalle cose più minute, che nell’insieme creano i presupposti per una vera democrazia partecipata.

Felice Casalino

 

 

 

 

 

 

 

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