Tifoso della Juve Stabia tenta di scavalcare la recinzione, dito mozzato

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Ci ha rimesso il dito ieri mattina uno sfortunato (e improvvido) tifoso della Juve Stabia prima del big match contro la Salernitana. Una volta superato il prefiltraggio, nel tentativo di scavalcare la seconda recinzione, l’indice della mano destra gli è rimasto impigliato: immediati i soccorsi, con un’ambulanza che si è catapultata nel piazzale della curva nord dal settore opposto, in cui si trovava. Sirene spiegate verso il vicino ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona ma nulla da fare, addio falange. Per il resto ha funzionato bene il piano sicurezza predisposto dai tutori dell’ordine, presenti in ampio numero ieri all’Arechi. Zero contatti tra le tifoserie, complice anche la chiusura di numerose arterie stradali come il sottopasso di via San Leonardo, via Fangarielli, via Prudenza, via degli Uffici Finanziari, viale Pastore e via dei Carrari. A pagare dazio la viabilità locale, soprattutto a ridosso dell’inizio della gara: sosta selvaggia e viali Schiavone e Di Bartolomei bloccati tra clacson e scooter in slalom. L’accesso è stato possibile soltanto «via mare», infatti, per la tifoseria granata. Quella stabiese è giunta, scortatissima, in due tranche. Prima le tante auto private, entro le dieci come disposto dal Questore Anzalone, poi una serie di pullman organizzati con a bordo il grosso dei sostenitori gialloblù, in tutto oltre seicento. Qualche sfottò a distanza e nulla più, anzi. Il derby della sportività è andato in scena nel secondo tempo, quando nel settore ospiti è comparso uno striscione pro Armandino, il baby tifoso granata che lotta come un leone contro un brutto male che ha unito l’Italia calcistica. In Curva Sud, invece, il ricordo di Francesca Bilotti, la studentessa recentemente scomparsa all’Università di Salerno, investita da un autobus («Il tuo sorriso la nostra forza, ciao Francesca»). Prima del match, sempre in curva, un supporter granata è stato identificato per possesso di due fumogeni (rischia il Daspo). Fermati anche altri due tifosi di casa: uno tentava di entrare senza il biglietto, l’altro aveva regolarmente il tagliando ma non il documento d’identità ed è stato rispedito a casa. Clemenza intermittente, infine, per la questione ombrelli: sequestrati molti di quelli a punta (il club granata aveva preventivamente avvisato i tifosi con una nota sul sito) in ottemperanza alle leggi vigenti. Cavalleresche eccezioni per alcune signore, ma non solo. Fortuna che nell’intervallo è definitivamente spuntato il sole. E alla fine, quell’urlo dalla sud: «La capolista se ne va». (Alfonso Maria Avagliano – Il Mattino)

Ci ha rimesso il dito ieri mattina uno sfortunato (e improvvido) tifoso della Juve Stabia prima del big match contro la Salernitana. Una volta superato il prefiltraggio, nel tentativo di scavalcare la seconda recinzione, l’indice della mano destra gli è rimasto impigliato: immediati i soccorsi, con un’ambulanza che si è catapultata nel piazzale della curva nord dal settore opposto, in cui si trovava. Sirene spiegate verso il vicino ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona ma nulla da fare, addio falange. Per il resto ha funzionato bene il piano sicurezza predisposto dai tutori dell’ordine, presenti in ampio numero ieri all’Arechi. Zero contatti tra le tifoserie, complice anche la chiusura di numerose arterie stradali come il sottopasso di via San Leonardo, via Fangarielli, via Prudenza, via degli Uffici Finanziari, viale Pastore e via dei Carrari. A pagare dazio la viabilità locale, soprattutto a ridosso dell’inizio della gara: sosta selvaggia e viali Schiavone e Di Bartolomei bloccati tra clacson e scooter in slalom. L’accesso è stato possibile soltanto «via mare», infatti, per la tifoseria granata. Quella stabiese è giunta, scortatissima, in due tranche. Prima le tante auto private, entro le dieci come disposto dal Questore Anzalone, poi una serie di pullman organizzati con a bordo il grosso dei sostenitori gialloblù, in tutto oltre seicento. Qualche sfottò a distanza e nulla più, anzi. Il derby della sportività è andato in scena nel secondo tempo, quando nel settore ospiti è comparso uno striscione pro Armandino, il baby tifoso granata che lotta come un leone contro un brutto male che ha unito l’Italia calcistica. In Curva Sud, invece, il ricordo di Francesca Bilotti, la studentessa recentemente scomparsa all’Università di Salerno, investita da un autobus («Il tuo sorriso la nostra forza, ciao Francesca»). Prima del match, sempre in curva, un supporter granata è stato identificato per possesso di due fumogeni (rischia il Daspo). Fermati anche altri due tifosi di casa: uno tentava di entrare senza il biglietto, l’altro aveva regolarmente il tagliando ma non il documento d’identità ed è stato rispedito a casa. Clemenza intermittente, infine, per la questione ombrelli: sequestrati molti di quelli a punta (il club granata aveva preventivamente avvisato i tifosi con una nota sul sito) in ottemperanza alle leggi vigenti. Cavalleresche eccezioni per alcune signore, ma non solo. Fortuna che nell’intervallo è definitivamente spuntato il sole. E alla fine, quell’urlo dalla sud: «La capolista se ne va». (Alfonso Maria Avagliano – Il Mattino)