Casertana, che impresa a Catanzaro. Mancosu e compagni salgono al sesto posto

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Arriva nella gara più importante, nel momento più propizio, il primo successo di Campilongo sulla panchina della Casertana. A fine gara è liberatoria la corsa in campo del tecnico campano ad abbracciare i propri calciatori. Quella del Ceravolo è la vittoria del cuore da parte della Casertana, in palla per un’ora buona e che poi si chiude, benissimo, nel finale, quando il forcing dei padroni di casa si fa più incessante. Uno 0-1 griffato Murolo sugli sviluppi di un angolo che proietta la Casertana al sesto posto, a una sola lunghezza dal Foggia e ad appena quattro dalla zona playoff, il cui ultimo posto utile è ora occupato dal Lecce. Salgono così le quotazioni della Casertana, ma anche i rimpianti per il 2-1 subito in casa proprio contro il Foggia: poteva essere già oggi un campionato diverso per i rossoblù. Ma la Casertana è così: bella ma anche complicata allo stesso tempo. La bellezza, a dire il vero, è stata maggiore, per minuti e intensità contro un Catanzaro svegliatosi tardi e addomesticatosi solo col triplice fischio. È stato infatti perfetto l’approccio alla gara da parte degli ospiti che, con applicazione e senso tattico, hanno imbrigliato il 4-3-3 del Catanzaro con un modulo speculare, con gli inserimenti dei centrocampisti e la buona verve degli esterni offensivi. Anche se per parlare di vere e proprie occasioni bisogna rimandare il tutto alle palle inattive, quelle sulle quali la Casertana arriva sempre prima degli avversari. Come al 18’, quando lo specialista Bianco, su punizione, disegna una parabola precisa (o quasi) respinta solo dal palo della porta di Bindi. Niente pali e niente sfortuna, invece, al 25’ quando, su schema da calcio d’angolo, Mancino sul secondo palo trova l’imperioso stacco di testa di Murolo che va a festeggiare sotto la curva coi propri tifosi. Pali e sfortuna che però caratterizzano la reazione del Catanzaro. Poco dopo la mezz’ora la buona azione sull’asse Barraco-Fofana-Ilari viene stoppata dal montante dell’altra porta, che salva la Casertana sul tentativo a botta sicura dell’ex Barletta. L’undici di Campilongo tiene bene il campo e, scampato il pericolo, prova a tenere gli avversari lontani dalla propria metà campo. E ci riesce fino al recupero della prima frazione. Nel primo minuto di extra-time, infatti, Maiorano trova sulla sua strada un super Fumagalli a negargli il gol del pareggio. Sul capovolgimento di fronte, in ripartenza,fa tutto bene la Casertana con Marano e Cunzi, il quale tenta di beffare Bindi con un pallonetto che però termina di poco alto. Avrebbe potuto gestire meglio il possesso l’ex Ischia, anche perché nella ripresa, inevitabilmente, la Casertana soffre di più, senza mai rischiare nulla. Anche perché –per fortuna di Cruciani e compagni – il subentrato Russotto semina il panico con le sue frequenti accelerazioni ma predica nel deserto, non trovando mai compagni disposti ad assecondarlo. Così decide di mettersi in proprio l’ex attaccante del Napoli, fermato però dal secondo legno di giornata per il Catanzaro. Esecuzione perfetta da calcio di punizione, palo che salva Fumagalli e Casertana. Il portiere campano, poi, si rende protagonista di altri due interventi decisivi: al 32’, sbarrando la strada a Barraco in uscita, e tre giri di lancette più tardi sulla botta da fuori di Martignago (subentrato proprio all’ex Latina), respinta senza eccessivi affanni. Gli stessi che la Casertana (non) prova nel finale,dove il Catanzaro è arrembante ma innocuo e gli ospiti possono festeggiare il sorpasso in classifica. (Giuseppe Nuzzo – Il Mattino)

Arriva nella gara più importante, nel momento più propizio, il primo successo di Campilongo sulla panchina della Casertana. A fine gara è liberatoria la corsa in campo del tecnico campano ad abbracciare i propri calciatori. Quella del Ceravolo è la vittoria del cuore da parte della Casertana, in palla per un’ora buona e che poi si chiude, benissimo, nel finale, quando il forcing dei padroni di casa si fa più incessante. Uno 0-1 griffato Murolo sugli sviluppi di un angolo che proietta la Casertana al sesto posto, a una sola lunghezza dal Foggia e ad appena quattro dalla zona playoff, il cui ultimo posto utile è ora occupato dal Lecce. Salgono così le quotazioni della Casertana, ma anche i rimpianti per il 2-1 subito in casa proprio contro il Foggia: poteva essere già oggi un campionato diverso per i rossoblù. Ma la Casertana è così: bella ma anche complicata allo stesso tempo. La bellezza, a dire il vero, è stata maggiore, per minuti e intensità contro un Catanzaro svegliatosi tardi e addomesticatosi solo col triplice fischio. È stato infatti perfetto l’approccio alla gara da parte degli ospiti che, con applicazione e senso tattico, hanno imbrigliato il 4-3-3 del Catanzaro con un modulo speculare, con gli inserimenti dei centrocampisti e la buona verve degli esterni offensivi. Anche se per parlare di vere e proprie occasioni bisogna rimandare il tutto alle palle inattive, quelle sulle quali la Casertana arriva sempre prima degli avversari. Come al 18’, quando lo specialista Bianco, su punizione, disegna una parabola precisa (o quasi) respinta solo dal palo della porta di Bindi. Niente pali e niente sfortuna, invece, al 25’ quando, su schema da calcio d’angolo, Mancino sul secondo palo trova l’imperioso stacco di testa di Murolo che va a festeggiare sotto la curva coi propri tifosi. Pali e sfortuna che però caratterizzano la reazione del Catanzaro. Poco dopo la mezz’ora la buona azione sull’asse Barraco-Fofana-Ilari viene stoppata dal montante dell’altra porta, che salva la Casertana sul tentativo a botta sicura dell’ex Barletta. L’undici di Campilongo tiene bene il campo e, scampato il pericolo, prova a tenere gli avversari lontani dalla propria metà campo. E ci riesce fino al recupero della prima frazione. Nel primo minuto di extra-time, infatti, Maiorano trova sulla sua strada un super Fumagalli a negargli il gol del pareggio. Sul capovolgimento di fronte, in ripartenza,fa tutto bene la Casertana con Marano e Cunzi, il quale tenta di beffare Bindi con un pallonetto che però termina di poco alto. Avrebbe potuto gestire meglio il possesso l’ex Ischia, anche perché nella ripresa, inevitabilmente, la Casertana soffre di più, senza mai rischiare nulla. Anche perché –per fortuna di Cruciani e compagni – il subentrato Russotto semina il panico con le sue frequenti accelerazioni ma predica nel deserto, non trovando mai compagni disposti ad assecondarlo. Così decide di mettersi in proprio l’ex attaccante del Napoli, fermato però dal secondo legno di giornata per il Catanzaro. Esecuzione perfetta da calcio di punizione, palo che salva Fumagalli e Casertana. Il portiere campano, poi, si rende protagonista di altri due interventi decisivi: al 32’, sbarrando la strada a Barraco in uscita, e tre giri di lancette più tardi sulla botta da fuori di Martignago (subentrato proprio all’ex Latina), respinta senza eccessivi affanni. Gli stessi che la Casertana (non) prova nel finale,dove il Catanzaro è arrembante ma innocuo e gli ospiti possono festeggiare il sorpasso in classifica. (Giuseppe Nuzzo – Il Mattino)