Il fascino del mezzosoprano: Olga Kotlyarova

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La cantante sarà ospite, questa sera, assieme alla pianista Gabriella Iorio, dell’Associazione “Antonio Vivaldi” di Sapri

 

Di OLGA CHIEFFI

Serata di bel canto questa sera, all’auditorium delle scuole elementari “J.F.Kennedy”, che ospita le domeniche musicali dell’Associazione “Antonio Vivaldi” di Sapri presieduta da Giovanni Marotta. Alle ore 19,15, i riflettori si accenderanno sul duo composto dal mezzosoprano Olga Kotlyarova e dalla pianista Gabriella Iorio, per dar inizio alla colonna sonora delle festività natalizie. Il programma principierà con l’aria della Cieca, da La Gioconda di Amilcare Ponchielli. Voce di donna o d’angelo, A te questo Rosario, un canto incitato dalla tematica strumentale, che un suo posto molto eloquente nell’enunciato e nella condotta del disegno. Seguirà un omaggio a Giuseppe Verdi con l’aria di Ulrica dal primo atto del “Ballo in maschera”. Nel suo antro, Ulrica evoca la potenza delle tenebre “Re dell’abisso”, una tipica scena “rituale”, tutta incentrata sulla profezia che anticipa la morte del govenatore, con le sue fanatiche progressioni che ricordano Azucena. Ed eccola la zingara del Trovatore che si presenta con il celebre Allegretto in 3/8 Stride la vampa. Questa “canzone caratteristica” e? in realta? un brano molto drammatico: la protagonista ricorda la morte della madre, bruciata sul rogo. La musica in Mi minore ha un richiamo cupo e mistico, mentre il tempo ternario, caratteristico del ballo popolare, riflette anche la superstizione di Azucena. Il canto e? scandito dal suono ribattuto del Si, con cui inizia il brano, che ritorna come un’ossessione. Ed ecco il Donizetti de’ La Favorita. Il personaggio di Léonor è uno dei primi grandi ruoli ottocenteschi per mezzosoprano; concepito per Teresa Stolz, non presenta caratteri di agilità brillante, a parte la cabaletta  del terzo atto,  che la Kotlyarova andrà ad eseguire, della quale la versione originale presenta una cadenza completa omessa nella versione italiana, “O mio Fernando”, abbandonandosi  a melodie di ampio respiro, soffuse di malinconia, e a frasi veementi e appassionate, a cui si ispireranno Eboli e Amneris. La calda vena melodica di “Mon coeur s’ouvre à ta voix” inonderà, poi, la platea: Dalila seduce con quest’aria Sansone, di lei segretamente innamorato, con l’intento di carpirgli il segreto della sua forza, cuore del II atto del Samson et Dalila di Camille Saint-Saëns. Avanzerà, quindi, Carmen, col suo tema obliquo, della celebrata Habanera, individuato dal suo personale intervallo e con il tono scuro della tessitura vocale, è la zingara randagia, è l’eros inconfessabile delle taverne, l’eros che si esprime per vincere ogni degradazione, che è l’ultimo rifugio degli istinti, l’indizio d’una libertà illimitata, difesa fino alla morte, la libertà del corpo, dei sensi. Finale affidato al Francesco Cilea dell’Adriana Lecouvreur con un personaggio di grande carattere la Principessa di Bouillon. La sua voce scura ed intensa, gesti scenici efficaci, controscene puntuali ed espressive, catturerà da subito l’attenzione del pubblico con il suo dirompente e sensuale “Acerba voluttà”. 

 

La cantante sarà ospite, questa sera, assieme alla pianista Gabriella Iorio, dell’Associazione “Antonio Vivaldi” di Sapri

 

Di OLGA CHIEFFI

Serata di bel canto questa sera, all’auditorium delle scuole elementari “J.F.Kennedy”, che ospita le domeniche musicali dell’Associazione “Antonio Vivaldi” di Sapri presieduta da Giovanni Marotta. Alle ore 19,15, i riflettori si accenderanno sul duo composto dal mezzosoprano Olga Kotlyarova e dalla pianista Gabriella Iorio, per dar inizio alla colonna sonora delle festività natalizie. Il programma principierà con l’aria della Cieca, da La Gioconda di Amilcare Ponchielli. Voce di donna o d’angelo, A te questo Rosario, un canto incitato dalla tematica strumentale, che un suo posto molto eloquente nell’enunciato e nella condotta del disegno. Seguirà un omaggio a Giuseppe Verdi con l’aria di Ulrica dal primo atto del “Ballo in maschera”. Nel suo antro, Ulrica evoca la potenza delle tenebre “Re dell’abisso”, una tipica scena “rituale”, tutta incentrata sulla profezia che anticipa la morte del govenatore, con le sue fanatiche progressioni che ricordano Azucena. Ed eccola la zingara del Trovatore che si presenta con il celebre Allegretto in 3/8 Stride la vampa. Questa “canzone caratteristica” e? in realta? un brano molto drammatico: la protagonista ricorda la morte della madre, bruciata sul rogo. La musica in Mi minore ha un richiamo cupo e mistico, mentre il tempo ternario, caratteristico del ballo popolare, riflette anche la superstizione di Azucena. Il canto e? scandito dal suono ribattuto del Si, con cui inizia il brano, che ritorna come un’ossessione. Ed ecco il Donizetti de’ La Favorita. Il personaggio di Léonor è uno dei primi grandi ruoli ottocenteschi per mezzosoprano; concepito per Teresa Stolz, non presenta caratteri di agilità brillante, a parte la cabaletta  del terzo atto,  che la Kotlyarova andrà ad eseguire, della quale la versione originale presenta una cadenza completa omessa nella versione italiana, “O mio Fernando”, abbandonandosi  a melodie di ampio respiro, soffuse di malinconia, e a frasi veementi e appassionate, a cui si ispireranno Eboli e Amneris. La calda vena melodica di “Mon coeur s’ouvre à ta voix” inonderà, poi, la platea: Dalila seduce con quest’aria Sansone, di lei segretamente innamorato, con l’intento di carpirgli il segreto della sua forza, cuore del II atto del Samson et Dalila di Camille Saint-Saëns. Avanzerà, quindi, Carmen, col suo tema obliquo, della celebrata Habanera, individuato dal suo personale intervallo e con il tono scuro della tessitura vocale, è la zingara randagia, è l’eros inconfessabile delle taverne, l’eros che si esprime per vincere ogni degradazione, che è l’ultimo rifugio degli istinti, l’indizio d’una libertà illimitata, difesa fino alla morte, la libertà del corpo, dei sensi. Finale affidato al Francesco Cilea dell’Adriana Lecouvreur con un personaggio di grande carattere la Principessa di Bouillon. La sua voce scura ed intensa, gesti scenici efficaci, controscene puntuali ed espressive, catturerà da subito l'attenzione del pubblico con il suo dirompente e sensuale “Acerba voluttà”.