FOLLA di Federico Pagnotti

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“Non spingere, fatti più in là” –
“Scusa S445,non l’ho fatto apposta”
“Però, pure tu S997 dovresti stare più attenta”
“E’ giovane, non ha esperienza, abbi un po’ di pazienza” – intervenne S316
“Mi manca il fiato, tutta questa calca mi opprime” – si ribellò S567
“Fate un po’ di silenzio, qua non si può riposare” si ribellarono all’unisono S498 e S377”
“Rendiamoci conto della nostra condizione e cerchiamo di stare calme” –disse S182
“Abbiamo il destino nel nome: nomen omen” – pontificò S94
“Ce mancava sul ‘a filosofia, mo’ stamm ‘a pposto” – si lamentò S1416
“Stai zitta, mocciosa” – intervenne S211 – “un po’ di rispetto per quelle più anziane. E scostati, mi stai addosso” –
“Chella se va azzeccando ‘ncuollo a tutte quante, è proprio fastidiosa” – replicò S592
“Ma gli spazi sono quelli che sono…”
“Adesso basta!” – intervenne imperiosa S1 dall’alto della sua posizione matriarcale – “cercate di riposare, domani è un altro giorno”
“Ha parlato Rossella O’Hara” – sussurrò S986 nell’orecchio della vicina per non farsi sentire da quelle adulte che l’avrebbero redarguita.
“Ssssh…silenzio. E’ entrato qualcuno….”
In effetti, nel grande deposito era entrato Gennaro, l’anziano guardiano notturno.
“Forse ha ragione mia moglie” – borbottò passandosi una mano fra i radi capelli – mi sono fatto vecchio e la capa non funziona più tanto bene: adesso sento pure delle voci provenire da quel barile di sarde in salamoia.
RIFLESSIONE: se ai vari S…sostituissimo dei nomi tipo: Carla, Remo, Dario,
Assunta, Laura, Grazia, Pietro……ecc. e al barile un centro commerciale,
cambierebbe qualcosa?“Non spingere, fatti più in là” –
“Scusa S445,non l’ho fatto apposta”
“Però, pure tu S997 dovresti stare più attenta”
“E’ giovane, non ha esperienza, abbi un po’ di pazienza” – intervenne S316
“Mi manca il fiato, tutta questa calca mi opprime” – si ribellò S567
“Fate un po’ di silenzio, qua non si può riposare” si ribellarono all’unisono S498 e S377”
“Rendiamoci conto della nostra condizione e cerchiamo di stare calme” –disse S182
“Abbiamo il destino nel nome: nomen omen” – pontificò S94
“Ce mancava sul ‘a filosofia, mo’ stamm ‘a pposto” – si lamentò S1416
“Stai zitta, mocciosa” – intervenne S211 – “un po’ di rispetto per quelle più anziane. E scostati, mi stai addosso” –
“Chella se va azzeccando ‘ncuollo a tutte quante, è proprio fastidiosa” – replicò S592
“Ma gli spazi sono quelli che sono…”
“Adesso basta!” – intervenne imperiosa S1 dall’alto della sua posizione matriarcale – “cercate di riposare, domani è un altro giorno”
“Ha parlato Rossella O’Hara” – sussurrò S986 nell’orecchio della vicina per non farsi sentire da quelle adulte che l’avrebbero redarguita.
“Ssssh…silenzio. E’ entrato qualcuno….”
In effetti, nel grande deposito era entrato Gennaro, l’anziano guardiano notturno.
“Forse ha ragione mia moglie” – borbottò passandosi una mano fra i radi capelli – mi sono fatto vecchio e la capa non funziona più tanto bene: adesso sento pure delle voci provenire da quel barile di sarde in salamoia.
RIFLESSIONE: se ai vari S…sostituissimo dei nomi tipo: Carla, Remo, Dario,
Assunta, Laura, Grazia, Pietro……ecc. e al barile un centro commerciale,
cambierebbe qualcosa?

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