Zapata, il gigante buono. Un gol per la riconferma

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Zapata il salvaNapoli. Benitez muove la torre dalla panchina e il colombiano diventa decisivo. L’uomo degli assalti finali, un ruolo tagliato a misura per l’attaccante azzurro. Un gigante buono e sensibile che l’anno scorso dopo la sua prova fallita a Bergamo e il 3-0 pesantissimo subito dal Napoli si chiuse a lungo in se stesso entrando in crisi prolungata. Si riprese nel finale di stagione quando Benitez cominciò ad impiegarlo con continuità e riuscì a segnare diversi gol belli e importanti. Reti che gli valsero la riconferma, sponsorizzata dal presidente De Laurentiis, fermamente convinto delle qualità di Duvan. Qualità innanzitutto umane, un requisito fondamentale per il gruppo Napoli. E poi caratteristiche tecniche particolari, Zapata è l’unico attaccante azzurro specialista nel gioco aereo. Il suo impiego presuppone un modulo leggermente ritoccato, o comunque un’idea tattica con la variante del cross alto dalle fasce. Un metro e ottantotto, 85 chili: un colosso che va in difficoltà nello stretto e nelle triangolazioni palla a terra in velocità. Il suo colpo di testa invece può essere l’arma letale dei finali di partita oppure contro squadre chiuse: la formula del doppio centravanti con il colombiano al fianco di Higuain è sicuramente una risorsa in più da tenere presente. Due reti, una al Palermo e la seconda alla Samp, squadra alla quale segnò anche l’anno scorso nella penultima trasferta al Ferraris. Nella sua prima stagione napoletana tra campionato e coppe ne realizzò sette: difficile il ruolo di vice Higuain, quello in cui le opportunità sono davvero poche per poter mostrare le proprie qualità. Il gol nel monday night al Ferraris può essere la chiave per trovare più spazio e per meritarsi la conferma fino a giugno. Già, perché gennaio ormai è vicino e il nome di Zapata rimbalza sempre tra quelli di chi potrebbe cambiare aria per fare spazio a nuovi acquisti. Una rete per la riconferma e per allontanare le voci di un possibile trasferimento in Italia o all’estero. Acquistato l’estate del 2013 dall’Estuadiantes per 6 milioni, lo notarono gli uomini dello scouting azzurro, arrivò gli ultimi giorni di mercato dopo che il Napoli aveva pensato a un top player, Jackson Martinez del Porto. Cinque anni di contratto, intesa a lungo termine, un investimento, un giovane sul quale il club azzurro non intende rinunciare. Un gol ogni 65 minuti, il migliore in assoluto come media, in riferimento alle partite di campionato. Rendimento elevato e un assist da ricordare a De Guzman nel match di Europa League contro lo Young Boys al San Paolo dopo un’azione travolgente. Il gigante di Calì, maglia 91, sogna di entrare nella nazionale di Pekerman: grande concorrenza contro attaccanti di primissima fascia, protagonisti anche nell’ultimo Mondiale in Brasile. Introverso al primo impatto, pronto alla battuta quando entra più in confidenza. In squadra ha legato con Zuniga, l’altro colombiano del gruppo, e con David Lopez, in ritiro divide la camera con lo spagnolo adesso che Camilo è fuori per infortunio. Sensibile e intelligente, per tutti nel gruppo è il gigante buono. Ha imparato velocemente l’italiano, lo parla bene e capisce quasi tutto. Papà di una femminuccia, Danzel, e di un bimbo, Dayton, nato l’anno scorso a Napoli. Vive in zona Posillipo, si è innamorato subito del mare, del sole e della buona cucina napoletana. Sta bene qui e non vorrebbe andare via, Rafa è soddisfatto e la società vuole tenerlo. Salvo sorprese a gennaio non andrà via e il gol alla Samp ha dato un ulteriore input alla riconferma. (Roberto Ventre – Il Mattino)

Zapata il salvaNapoli. Benitez muove la torre dalla panchina e il colombiano diventa decisivo. L’uomo degli assalti finali, un ruolo tagliato a misura per l’attaccante azzurro. Un gigante buono e sensibile che l’anno scorso dopo la sua prova fallita a Bergamo e il 3-0 pesantissimo subito dal Napoli si chiuse a lungo in se stesso entrando in crisi prolungata. Si riprese nel finale di stagione quando Benitez cominciò ad impiegarlo con continuità e riuscì a segnare diversi gol belli e importanti. Reti che gli valsero la riconferma, sponsorizzata dal presidente De Laurentiis, fermamente convinto delle qualità di Duvan. Qualità innanzitutto umane, un requisito fondamentale per il gruppo Napoli. E poi caratteristiche tecniche particolari, Zapata è l’unico attaccante azzurro specialista nel gioco aereo. Il suo impiego presuppone un modulo leggermente ritoccato, o comunque un’idea tattica con la variante del cross alto dalle fasce. Un metro e ottantotto, 85 chili: un colosso che va in difficoltà nello stretto e nelle triangolazioni palla a terra in velocità. Il suo colpo di testa invece può essere l’arma letale dei finali di partita oppure contro squadre chiuse: la formula del doppio centravanti con il colombiano al fianco di Higuain è sicuramente una risorsa in più da tenere presente. Due reti, una al Palermo e la seconda alla Samp, squadra alla quale segnò anche l’anno scorso nella penultima trasferta al Ferraris. Nella sua prima stagione napoletana tra campionato e coppe ne realizzò sette: difficile il ruolo di vice Higuain, quello in cui le opportunità sono davvero poche per poter mostrare le proprie qualità. Il gol nel monday night al Ferraris può essere la chiave per trovare più spazio e per meritarsi la conferma fino a giugno. Già, perché gennaio ormai è vicino e il nome di Zapata rimbalza sempre tra quelli di chi potrebbe cambiare aria per fare spazio a nuovi acquisti. Una rete per la riconferma e per allontanare le voci di un possibile trasferimento in Italia o all’estero. Acquistato l’estate del 2013 dall’Estuadiantes per 6 milioni, lo notarono gli uomini dello scouting azzurro, arrivò gli ultimi giorni di mercato dopo che il Napoli aveva pensato a un top player, Jackson Martinez del Porto. Cinque anni di contratto, intesa a lungo termine, un investimento, un giovane sul quale il club azzurro non intende rinunciare. Un gol ogni 65 minuti, il migliore in assoluto come media, in riferimento alle partite di campionato. Rendimento elevato e un assist da ricordare a De Guzman nel match di Europa League contro lo Young Boys al San Paolo dopo un’azione travolgente. Il gigante di Calì, maglia 91, sogna di entrare nella nazionale di Pekerman: grande concorrenza contro attaccanti di primissima fascia, protagonisti anche nell’ultimo Mondiale in Brasile. Introverso al primo impatto, pronto alla battuta quando entra più in confidenza. In squadra ha legato con Zuniga, l’altro colombiano del gruppo, e con David Lopez, in ritiro divide la camera con lo spagnolo adesso che Camilo è fuori per infortunio. Sensibile e intelligente, per tutti nel gruppo è il gigante buono. Ha imparato velocemente l’italiano, lo parla bene e capisce quasi tutto. Papà di una femminuccia, Danzel, e di un bimbo, Dayton, nato l’anno scorso a Napoli. Vive in zona Posillipo, si è innamorato subito del mare, del sole e della buona cucina napoletana. Sta bene qui e non vorrebbe andare via, Rafa è soddisfatto e la società vuole tenerlo. Salvo sorprese a gennaio non andrà via e il gol alla Samp ha dato un ulteriore input alla riconferma. (Roberto Ventre – Il Mattino)