Piano di Sorrento. Acqua, congelata l’uscita da Gori. Manifesti contro la maggioranza

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Piano di Sorrento. «La grande fuga». Poi una pioggia di bordate lanciate sia al sindaco Giovanni Ruggiero che a Giovanni Iaccarino, inizialmente leader di un gruppo di consiliare di opposizione che si è diviso in più anime e ora “semplice” consigliere di minoranza che rispetto agli autori dei manifesti apparsi nelle ultime ore lungo le strade di Piano di Sorrento, ovvero Vincenzo Iaccarino e Anna Iaccarino, ha un atteggiamento molto più soft quando si parla dell’operato della giunta. Un operato che i due Iaccarino, consiglieri del gruppo di opposizione “Piano oggi e domani”, non esitano a bocciare sia sulla questione acqua che, soprattutto, sull’ipotesi di salutare definitivamente la società Gori caldeggiata più volte in consiglio comunale. Una questione, quella delle risorse idriche e dei costi delle bollette (a maggior ragione dopo l’emissione delle fatture sulle partite pregresse), al centro di una mozione che gli esponenti di opposizione presentarono già a maggio. L’interrogazione degli Iaccarino però è stata rinviata, due volte, perché a detta della giunta c’è bisogno di dialogare prima con le altre amministrazioni prima di assumere un provvedimento clamoroso come quello di salutare Gori. Da qui la definizione di «fuga» da parte dell’esecutivo. Secondo i due consiglieri non si può più attendere. Ecco spiegata la ragione che li ha portati a produrre i manifesti: «Sugli aumenti votati dall’assemblea dei sindaci con le conseguenti esose bollette di conguaglio arretrati, nessuno dei rappresentanti dei Comuni studiò il problema né si consultò per approfondire un tema così delicato. Così il rappresentante del Comune di Piano di Sorrento, delegato dal sindaco, il consigliere Alberto Maggio, non esitò un solo istante a esprimere voto favorevole a questi aumenti. Il nostro gruppo si oppone decisamente a questo modo di amministrare la cosa pubblica che non salvaguarda gli interessi dei cittadini e nonostante tutto si impegna a continuare la propria battaglia per conseguire la fine del commissariamento dell’Ato 3 Sarnese-Vesuviano e mettere in liquidazione la Gori con l’obiettivo che il servizio idrico integrato comprensoriale venga preso in carico da parte di una società pubblica non spa». (José Astarita – Metropolis) 

Piano di Sorrento. «La grande fuga». Poi una pioggia di bordate lanciate sia al sindaco Giovanni Ruggiero che a Giovanni Iaccarino, inizialmente leader di un gruppo di consiliare di opposizione che si è diviso in più anime e ora “semplice” consigliere di minoranza che rispetto agli autori dei manifesti apparsi nelle ultime ore lungo le strade di Piano di Sorrento, ovvero Vincenzo Iaccarino e Anna Iaccarino, ha un atteggiamento molto più soft quando si parla dell’operato della giunta. Un operato che i due Iaccarino, consiglieri del gruppo di opposizione “Piano oggi e domani”, non esitano a bocciare sia sulla questione acqua che, soprattutto, sull’ipotesi di salutare definitivamente la società Gori caldeggiata più volte in consiglio comunale. Una questione, quella delle risorse idriche e dei costi delle bollette (a maggior ragione dopo l’emissione delle fatture sulle partite pregresse), al centro di una mozione che gli esponenti di opposizione presentarono già a maggio. L’interrogazione degli Iaccarino però è stata rinviata, due volte, perché a detta della giunta c’è bisogno di dialogare prima con le altre amministrazioni prima di assumere un provvedimento clamoroso come quello di salutare Gori. Da qui la definizione di «fuga» da parte dell’esecutivo. Secondo i due consiglieri non si può più attendere. Ecco spiegata la ragione che li ha portati a produrre i manifesti: «Sugli aumenti votati dall’assemblea dei sindaci con le conseguenti esose bollette di conguaglio arretrati, nessuno dei rappresentanti dei Comuni studiò il problema né si consultò per approfondire un tema così delicato. Così il rappresentante del Comune di Piano di Sorrento, delegato dal sindaco, il consigliere Alberto Maggio, non esitò un solo istante a esprimere voto favorevole a questi aumenti. Il nostro gruppo si oppone decisamente a questo modo di amministrare la cosa pubblica che non salvaguarda gli interessi dei cittadini e nonostante tutto si impegna a continuare la propria battaglia per conseguire la fine del commissariamento dell’Ato 3 Sarnese-Vesuviano e mettere in liquidazione la Gori con l’obiettivo che il servizio idrico integrato comprensoriale venga preso in carico da parte di una società pubblica non spa». (José Astarita – Metropolis)