Alimuri Demolition Day, esecuzione perfetta davanti al mondo. Il Mostro è morto. SU POSITANONEWS VIDEO E FOTO

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In allegato foto su Positanonews TV i video. Un boato e una nuvola di fumo e, in 12 secondi, poco dopo le 13,30  il “Mostro” che deturpava  le coste di Sorrento è morto.

 

Uno scheletro di cemento da 18mila metri cubi costruito sul territorio di Vico Equense che deturpa la visuale della spiaggia Alimuri di Meta, cuore della Penisola Sorrentina, è stato abbattuto da 1.200 microcariche fissate nelle fondamenta implodendo su se stesso. Si susseguono le dichiarazioni di Legambiente, WWF e altre associazioni ambientaliste che hanno voluto questo abbattimento di cui l’artefice è l’ingegner Antonio Elefante, assessore dell’amministrazione di Gennaro Cinque. Un giorno di festa, ma anche un evento mediatico internazionale. Sul posto Positanonews, come abbiamo fatto per un quarto di secolo e come stiamo facendo da qualche mese ogni giorno, ha documentato anche oggi questo evento, ieri ha documentato il lavoro degli operai che sono stati intenti a piazzare le cariche di tritolo che sono esplose con un sistema a pressione. Leggi il nostro articolo precedente per tutti i particolari su cerimonia ed evento .  Tutta la redazione di Positanonews è stata  impegnata su più fronti, per mare, per terra e per aria… potete vedere i nostri video caricati in tempo reale su Positanonews TV

 

 

 

Emoziionato l’ingegnere Antonio Elefante assessore delegato all’abbattimento. “Oggi ha vinto la tutela dell’ambiente. Una bella lezione per tutti i nemici del paesaggio, i cementificatori delle coste e gli speculatori senza scrupoli. La demolizione di uno degli ecomostri più noti in Italia, rappresenta il ripristino della legalità in uno degli angoli più belli della penisola sorrentina”, così ha commentato il Sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque, l’abbattimento di un simbolo della lotta all’abusivismo edilizio. Lo scheletro dell’ecomostro di Alimuri dal 1964 ferisce una delle baie più belle del golfo di Napoli, nel pieno della penisola sorrentina. Si trova sulla costa di Vico Equense e, nelle intenzioni di chi lo costruì, aveva la pretesa di essere un grande albergo quasi sul pelo dell’acqua. Cento camere, piscina olimpionica, minigolf. La tormentata storia dell’ecomostro di Alimuri, cominciata mezzo secolo fa, si conclude oggi con la demolizione dell’immobile ritenuto illegittimo. La scoperta che il rudere non rispetta la licenza edilizia originaria è stata fatta dall’Assessore Antonio Elefante, che sin dall’inizio del suo insediamento nell’esecutivo del Sindaco Cinque si è occupato, con una delega specifica, del manufatto che da decenni deturpa il litorale vicano al confine con Meta. In tutti questi anni sono stati fatti numerosi tentativi da parte di vari enti per giungere al traguardo della demolizione, tutti andati a vuoto. In realtà è stata seguita una strada sbagliata poiché basata su un presupposto falso. Si è sempre cercato l’accordo con i proprietari, dando per scontata la legittimità dell’opera. “Abbiamo, invece, scoperto – rileva l’Assessore ai lavori pubblici Antonio Elefante – che l’immobile non è conforme all’unico titolo paesaggistico rilasciato nel ’63. Pertanto l’immobile è del tutto illegittimo”. Le microcariche da 50 grammi sono state poste secondo un progetto ben preciso. Le prime hanno colpito i pilastri centrali facendo implodere la costruzione su se stessa, poi tutte le altre, in modo da creare un effetto domino che ha prodotto il collasso strutturale del manufatto. “Oggi – commenta l’Assessore Elefante – è stata una bella festa. Tutti devono gioire per quello che è accaduto. Questo evento straordinario, tanto desiderato e tanto atteso da tutti, non si è verificato a caso. I ringraziamenti devono essere rivolti a tutti quelli che hanno creduto fermamente in questa iniziativa anche un po’ folle, ma seria e legittima, e che insieme con noi hanno lavorato sodo in questi sette mesi. Il passato di questa brutta vicenda – aggiunge Elefante – non ci appartiene più e consegniamo, per il futuro, alle giovani generazioni due insegnamenti: il primo è che in questa Italia devastata dai problemi e dalla rassegnazione, esiste ancora spazio per rinnovarsi e cominciare daccapo a fare delle cose serie; il secondo è che non si commettano più errori di questo tipo, perché l’ambiente e la natura devono essere sempre considerati come parte integrante del nostro stesso futuro”, conclude l’Assessore ai lavori pubblici Antonio Elefante. “Vico Equense per propria scelta – dichiara l’Avv. Benedetto Migliaccio, Vice Sindaco con delega all’Urbanistica – in piena autonomia, e quindi senza ordine della Magistratura, diffida del Prefetto o spinta condizionante di Associazioni, ha deciso di stanziare le risorse (da anticipare) per l’abbattimento dell’Ecomostro che da 50 anni inquinava una delle “visioni sublimi” che offre il suo paesaggio costiero, collinare e montano. La sua permanenza era incompatibile con lo Spirito di una Città che, recuperando anche qualche errore del passato, vuole porsi come “Destination” per l’eccellenza del Paesaggio, la Storia l’Arte, la Cultura ed i prodotti del Territorio, e per far apprezzare il “genius loci” nel lavoro dei suoi uomini. La demolizione dell’Ecomostro di Alimuri – conclude l’Avv. Migliaccio – è una decisione culturale più ancora che politica che appartiene solo alla Città ed alla sua Amministrazione, ed espone all’attenzione nazionale un sano momento di crescita e sviluppo della Comunità locale; altrimenti lo scheletro del Mostro sarebbe rimasto lì ancora per chissà quanto”. Abbattuto l’ecomostro, per il futuro, il Comune di Vico Equense intende rilanciare l’area senza contropartite. Lì, infatti, non si costruirà nulla. Soddisfatto anche il sindaco di Meta Peppe Tito: “Una festa per tutti, voluta da una sinergia fra comuni. Un segno per il territorio”. “Un momento importante per il territorio ora libero da quella struttura mostruosa” dice l’avvocato Luigi Alfano. “Un momento storico” dice Mariella Nica. 

 

L’ecomostro di Alimuri – dice l ‘Ansa – è stato demolito da 60 chili di esplosivo. Il rudere del maxi albergo si è accartocciato su se stesso per effetto di 1200 microcariche esplosive. L’abbattimento è avvenuto 50 anni dopo il blocco dei lavori e una lunga battaglia giudiziaria. Dal mare, a bordo di una nave veloce messa a disposizione dalla Snav, la demolizione trasformata in un evento-spettacolo è stata seguita da circa 250 invitati, vip e giornalisti. Sulla spiaggia di Meta di Sorrento si sono raccolte alcune centinaia di persone. Qualcuno, approfittando della temperatura mite e dello scirocco, ha fatto anche il bagno. Sulla spiaggia anche alcune scolaresche ed una quarantina di barche che hanno seguito l’evento dal mare. ”La giornata di oggi – ha detto il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, in un messaggio inviato al Comune di Vico Equense (Napoli) – possa servire a dare un segnale chiaro ai cittadini: e cioè che la tutela del nostro territorio è e sarà priorità delle amministrazioni locali e del Governo nazionale”. Per mettere in sicurezza il territorio ”serve un profondo cambio di mentalità: le amministrazioni locali devono avere il coraggio e la serietà di vietare le costruzioni in zone ad alto rischio idrogeologico. Occorre il ripristino dei luoghi in cui si è costruito in violazione delle basilari leggi di natura”. A Galletti ”preme contribuire a questo importante momento. Un avvenimento che, come sottolineato dal primo cittadino Gennaro Cinque nella lettera inviatami, è fondamentale per il territorio della Penisola Sorrentina. Ma non solo. C’è tanto da fare per rimediare ai drammatici errori del passato e dobbiamo partire da ciò che è più logico, ma purtroppo non scontato. La prima battaglia che abbiamo il dovere di portare avanti è infatti una battaglia culturale, per promuovere atti responsabili da parte di tutti nella tutela dell’ambiente. Sarebbe un grave errore pensare di poter riuscire a mettere in sicurezza il nostro Paese se non poniamo al primo posto la difesa del territorio: è nostro dovere custodirlo, perché non ci appartiene; è nostro dovere preservarlo, per consegnarlo migliore ai nostri figli”. ”Ognuno – dice il ministro – è chiamato a fare la sua parte, Enti locali e Stato centrale, perché in tema di prevenzione le accortezze non bastano mai, per evitare incidenti come quelli già visti e che da anni si ripetono drammaticamente. Da Ministro dell’Ambiente, non posso dunque che appoggiare pienamente la vostra azione odierna, che rappresenta senza dubbio una vittoria della tutela ambientale sulla cementificazione selvaggia. Da parte mia, continuerò a lavorare con tenacia perché in futuro non ci sia più il bisogno di demolire ciò che sconsideratamente è stato edificato”.

In allegato foto su Positanonews TV i video. Un boato e una nuvola di fumo e, in 12 secondi, poco dopo le 13,30  il "Mostro" che deturpava  le coste di Sorrento è morto.

 

Uno scheletro di cemento da 18mila metri cubi costruito sul territorio di Vico Equense che deturpa la visuale della spiaggia Alimuri di Meta, cuore della Penisola Sorrentina, è stato abbattuto da 1.200 microcariche fissate nelle fondamenta implodendo su se stesso. Si susseguono le dichiarazioni di Legambiente, WWF e altre associazioni ambientaliste che hanno voluto questo abbattimento di cui l'artefice è l'ingegner Antonio Elefante, assessore dell'amministrazione di Gennaro Cinque. Un giorno di festa, ma anche un evento mediatico internazionale. Sul posto Positanonews, come abbiamo fatto per un quarto di secolo e come stiamo facendo da qualche mese ogni giorno, ha documentato anche oggi questo evento, ieri ha documentato il lavoro degli operai che sono stati intenti a piazzare le cariche di tritolo che sono esplose con un sistema a pressione. Leggi il nostro articolo precedente per tutti i particolari su cerimonia ed evento .  Tutta la redazione di Positanonews è stata  impegnata su più fronti, per mare, per terra e per aria… potete vedere i nostri video caricati in tempo reale su Positanonews TV

 

 

 

Emoziionato l'ingegnere Antonio Elefante assessore delegato all'abbattimento. "Oggi ha vinto la tutela dell’ambiente. Una bella lezione per tutti i nemici del paesaggio, i cementificatori delle coste e gli speculatori senza scrupoli. La demolizione di uno degli ecomostri più noti in Italia, rappresenta il ripristino della legalità in uno degli angoli più belli della penisola sorrentina”, così ha commentato il Sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque, l’abbattimento di un simbolo della lotta all’abusivismo edilizio. Lo scheletro dell’ecomostro di Alimuri dal 1964 ferisce una delle baie più belle del golfo di Napoli, nel pieno della penisola sorrentina. Si trova sulla costa di Vico Equense e, nelle intenzioni di chi lo costruì, aveva la pretesa di essere un grande albergo quasi sul pelo dell’acqua. Cento camere, piscina olimpionica, minigolf. La tormentata storia dell’ecomostro di Alimuri, cominciata mezzo secolo fa, si conclude oggi con la demolizione dell’immobile ritenuto illegittimo. La scoperta che il rudere non rispetta la licenza edilizia originaria è stata fatta dall’Assessore Antonio Elefante, che sin dall’inizio del suo insediamento nell’esecutivo del Sindaco Cinque si è occupato, con una delega specifica, del manufatto che da decenni deturpa il litorale vicano al confine con Meta. In tutti questi anni sono stati fatti numerosi tentativi da parte di vari enti per giungere al traguardo della demolizione, tutti andati a vuoto. In realtà è stata seguita una strada sbagliata poiché basata su un presupposto falso. Si è sempre cercato l’accordo con i proprietari, dando per scontata la legittimità dell’opera. “Abbiamo, invece, scoperto – rileva l’Assessore ai lavori pubblici Antonio Elefante – che l’immobile non è conforme all’unico titolo paesaggistico rilasciato nel ’63. Pertanto l’immobile è del tutto illegittimo”. Le microcariche da 50 grammi sono state poste secondo un progetto ben preciso. Le prime hanno colpito i pilastri centrali facendo implodere la costruzione su se stessa, poi tutte le altre, in modo da creare un effetto domino che ha prodotto il collasso strutturale del manufatto. “Oggi – commenta l’Assessore Elefante – è stata una bella festa. Tutti devono gioire per quello che è accaduto. Questo evento straordinario, tanto desiderato e tanto atteso da tutti, non si è verificato a caso. I ringraziamenti devono essere rivolti a tutti quelli che hanno creduto fermamente in questa iniziativa anche un po’ folle, ma seria e legittima, e che insieme con noi hanno lavorato sodo in questi sette mesi. Il passato di questa brutta vicenda – aggiunge Elefante – non ci appartiene più e consegniamo, per il futuro, alle giovani generazioni due insegnamenti: il primo è che in questa Italia devastata dai problemi e dalla rassegnazione, esiste ancora spazio per rinnovarsi e cominciare daccapo a fare delle cose serie; il secondo è che non si commettano più errori di questo tipo, perché l’ambiente e la natura devono essere sempre considerati come parte integrante del nostro stesso futuro”, conclude l’Assessore ai lavori pubblici Antonio Elefante. “Vico Equense per propria scelta – dichiara l’Avv. Benedetto Migliaccio, Vice Sindaco con delega all’Urbanistica – in piena autonomia, e quindi senza ordine della Magistratura, diffida del Prefetto o spinta condizionante di Associazioni, ha deciso di stanziare le risorse (da anticipare) per l’abbattimento dell’Ecomostro che da 50 anni inquinava una delle “visioni sublimi” che offre il suo paesaggio costiero, collinare e montano. La sua permanenza era incompatibile con lo Spirito di una Città che, recuperando anche qualche errore del passato, vuole porsi come “Destination” per l’eccellenza del Paesaggio, la Storia l’Arte, la Cultura ed i prodotti del Territorio, e per far apprezzare il “genius loci” nel lavoro dei suoi uomini. La demolizione dell’Ecomostro di Alimuri – conclude l’Avv. Migliaccio – è una decisione culturale più ancora che politica che appartiene solo alla Città ed alla sua Amministrazione, ed espone all’attenzione nazionale un sano momento di crescita e sviluppo della Comunità locale; altrimenti lo scheletro del Mostro sarebbe rimasto lì ancora per chissà quanto”. Abbattuto l’ecomostro, per il futuro, il Comune di Vico Equense intende rilanciare l’area senza contropartite. Lì, infatti, non si costruirà nulla. Soddisfatto anche il sindaco di Meta Peppe Tito: "Una festa per tutti, voluta da una sinergia fra comuni. Un segno per il territorio". "Un momento importante per il territorio ora libero da quella struttura mostruosa" dice l'avvocato Luigi Alfano. "Un momento storico" dice Mariella Nica. 

 

L'ecomostro di Alimuri – dice l 'Ansa – è stato demolito da 60 chili di esplosivo. Il rudere del maxi albergo si è accartocciato su se stesso per effetto di 1200 microcariche esplosive. L'abbattimento è avvenuto 50 anni dopo il blocco dei lavori e una lunga battaglia giudiziaria. Dal mare, a bordo di una nave veloce messa a disposizione dalla Snav, la demolizione trasformata in un evento-spettacolo è stata seguita da circa 250 invitati, vip e giornalisti. Sulla spiaggia di Meta di Sorrento si sono raccolte alcune centinaia di persone. Qualcuno, approfittando della temperatura mite e dello scirocco, ha fatto anche il bagno. Sulla spiaggia anche alcune scolaresche ed una quarantina di barche che hanno seguito l'evento dal mare. ''La giornata di oggi – ha detto il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, in un messaggio inviato al Comune di Vico Equense (Napoli) – possa servire a dare un segnale chiaro ai cittadini: e cioè che la tutela del nostro territorio è e sarà priorità delle amministrazioni locali e del Governo nazionale''. Per mettere in sicurezza il territorio ''serve un profondo cambio di mentalità: le amministrazioni locali devono avere il coraggio e la serietà di vietare le costruzioni in zone ad alto rischio idrogeologico. Occorre il ripristino dei luoghi in cui si è costruito in violazione delle basilari leggi di natura''. A Galletti ''preme contribuire a questo importante momento. Un avvenimento che, come sottolineato dal primo cittadino Gennaro Cinque nella lettera inviatami, è fondamentale per il territorio della Penisola Sorrentina. Ma non solo. C'è tanto da fare per rimediare ai drammatici errori del passato e dobbiamo partire da ciò che è più logico, ma purtroppo non scontato. La prima battaglia che abbiamo il dovere di portare avanti è infatti una battaglia culturale, per promuovere atti responsabili da parte di tutti nella tutela dell'ambiente. Sarebbe un grave errore pensare di poter riuscire a mettere in sicurezza il nostro Paese se non poniamo al primo posto la difesa del territorio: è nostro dovere custodirlo, perché non ci appartiene; è nostro dovere preservarlo, per consegnarlo migliore ai nostri figli''. ''Ognuno – dice il ministro – è chiamato a fare la sua parte, Enti locali e Stato centrale, perché in tema di prevenzione le accortezze non bastano mai, per evitare incidenti come quelli già visti e che da anni si ripetono drammaticamente. Da Ministro dell'Ambiente, non posso dunque che appoggiare pienamente la vostra azione odierna, che rappresenta senza dubbio una vittoria della tutela ambientale sulla cementificazione selvaggia. Da parte mia, continuerò a lavorare con tenacia perché in futuro non ci sia più il bisogno di demolire ciò che sconsideratamente è stato edificato".