Scoppia la lite tra il presidente della Lega e l’Aversa Normanna. Tensioni dopo il derby con la Juve Stabia

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Sembra una querelle senza fine quella tra l’Aversa Normanna e la Juve Stabia, con tanto di intervento del presidente della Lega Pro, Macalli, nella giornata di ieri, dopo i fatti di sabato avvenuti a margine del derby tra le due squadre, vinto dalla Juve Stabia nei secondi finali del match, quando c’era stato un quasi contatto tra le due panchine con tanto di espulsione dell’allenatore in seconda dell’Aversa, D’Angelo, ed il massaggiatore stabile Mascolo. Il tutto scaturito, a quanto detto dai tesserati granata, da una frase fuori luogo del tecnico della Juve Stabia, Pancaro. Questa situazione aveva avuto un seguito in sala stampa, dove ad una domanda provocatoria di un giornalista che faceva intendere che il successo dei gialloblù fosse arrivato anche per merito dell’arbitro, Pancaro rispondeva che la sua squadra aveva vinto meritatamente e che l’arbitro non aveva assolutamente condizionato il risultato. A quel punto, dal fondo della sala stampa una persona non identificata, ma probabilmente vicina alla società per poter essere in sala stampa, insultava Pancaro che prontamente lasciava la sala a seguito delle offese ricevute. In precedenza il presidente dell’Aversa Normanna aveva giustificato il comportamento di Pancaro, adducendo che certe cose in campo possono accadere vista la posta in palio e l’adrenalina del momento e che magari, a parti invertite, anche il suo allenatore avrebbe potuto commettere una leggerezza, ma aveva anche denunciato che nell’intervallo della partita «l’arbitro aveva avuto un colloquio a porte chiuse con un calciatore della Juve Stabia e lo stesso Pancaro». Nella giornata di domenica, poi, la società stabiese diffondeva un comunicato stampa in cui stigmatizzava quanto accaduto accusando, tra l’altro, la società granata di non aver permesso ai dirigenti al seguito di raggiungere la squadra negli spogliatoi al termine della gara. Nella querelle, ieri mattina, Mario Macalli, parlando ad un sito web, dopo aver annunciato l’invio delle dichiarazioni di Spezzaferri alla Procura federale, è stato ancora più duro, invitando il patron aversano ad interrogarsi sul «perché sono tre anni che retrocede. È sempre colpa degli arbitri?». A breve giro di posta è giunta la nota dell’Aversa Normanna che si è detta pronta a rivolgersi anch’essa alla Procura perché valuti tali affermazioni del massimo dirigente della Lega Pro. «La società è incredula e sconcertata» e si sente «profondamente offesa dalle affermazioni di Macalli» si specifica nella nota in cui si ribatte a Macalli che «la società non è ancora retrocessa per il terzo anno e si chiede l’apertura di un procedimento presso la Procura federale, a tutela dell’immagine della società, della città di Aversa e degli appassionati tifosi». Una querelle che sicuramente continuerà nei prossimi giorni con ulteriori dichiarazioni da una parte e dall’altra. Gli unici ad uscire vittoriosi da questa situazione sono le tifoserie delle due squadre che sabato hanno dato vita ad uno spettacolo civile, incitando le proprie squadre senza alcun incidente o scontro. (Giovanni Rosselli – Il Mattino)

Sembra una querelle senza fine quella tra l’Aversa Normanna e la Juve Stabia, con tanto di intervento del presidente della Lega Pro, Macalli, nella giornata di ieri, dopo i fatti di sabato avvenuti a margine del derby tra le due squadre, vinto dalla Juve Stabia nei secondi finali del match, quando c’era stato un quasi contatto tra le due panchine con tanto di espulsione dell’allenatore in seconda dell’Aversa, D’Angelo, ed il massaggiatore stabile Mascolo. Il tutto scaturito, a quanto detto dai tesserati granata, da una frase fuori luogo del tecnico della Juve Stabia, Pancaro. Questa situazione aveva avuto un seguito in sala stampa, dove ad una domanda provocatoria di un giornalista che faceva intendere che il successo dei gialloblù fosse arrivato anche per merito dell’arbitro, Pancaro rispondeva che la sua squadra aveva vinto meritatamente e che l’arbitro non aveva assolutamente condizionato il risultato. A quel punto, dal fondo della sala stampa una persona non identificata, ma probabilmente vicina alla società per poter essere in sala stampa, insultava Pancaro che prontamente lasciava la sala a seguito delle offese ricevute. In precedenza il presidente dell’Aversa Normanna aveva giustificato il comportamento di Pancaro, adducendo che certe cose in campo possono accadere vista la posta in palio e l’adrenalina del momento e che magari, a parti invertite, anche il suo allenatore avrebbe potuto commettere una leggerezza, ma aveva anche denunciato che nell’intervallo della partita «l’arbitro aveva avuto un colloquio a porte chiuse con un calciatore della Juve Stabia e lo stesso Pancaro». Nella giornata di domenica, poi, la società stabiese diffondeva un comunicato stampa in cui stigmatizzava quanto accaduto accusando, tra l’altro, la società granata di non aver permesso ai dirigenti al seguito di raggiungere la squadra negli spogliatoi al termine della gara. Nella querelle, ieri mattina, Mario Macalli, parlando ad un sito web, dopo aver annunciato l'invio delle dichiarazioni di Spezzaferri alla Procura federale, è stato ancora più duro, invitando il patron aversano ad interrogarsi sul «perché sono tre anni che retrocede. È sempre colpa degli arbitri?». A breve giro di posta è giunta la nota dell'Aversa Normanna che si è detta pronta a rivolgersi anch'essa alla Procura perché valuti tali affermazioni del massimo dirigente della Lega Pro. «La società è incredula e sconcertata» e si sente «profondamente offesa dalle affermazioni di Macalli» si specifica nella nota in cui si ribatte a Macalli che «la società non è ancora retrocessa per il terzo anno e si chiede l’apertura di un procedimento presso la Procura federale, a tutela dell’immagine della società, della città di Aversa e degli appassionati tifosi». Una querelle che sicuramente continuerà nei prossimi giorni con ulteriori dichiarazioni da una parte e dall’altra. Gli unici ad uscire vittoriosi da questa situazione sono le tifoserie delle due squadre che sabato hanno dato vita ad uno spettacolo civile, incitando le proprie squadre senza alcun incidente o scontro. (Giovanni Rosselli – Il Mattino)

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