VIGEVANO Bar multato per la ciotola per i cani, il caso diventa nazionale

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VIGEVANO. «Non sono semplicemente arrabbiato, ma sono furioso per la multa data al bar che ha esposto la ciotola d’acqua per i cani».
Fuori dal locale c’era una ciotola per bere. I vigili: «Ma era alta mezzo metro»
Il sindaco Andrea Sala, ieri, è stato contattato da televisioni, radio, giornali nazionali per la vicenda della multa da 168 euro rifilata dalla polizia locale al bar Grecale di corso Vittorio Emanuele, a metà strada tra piazza Ducale e municipio. In tivù si è sbilanciato fino a dire: «Faremo i conti», rispetto alla vicenda che ha scatenato lo sdegno di migliaia di persone sui social network.Una storia che si è trasformata in un caso nazionale: ieri mattina, la prima ad arrivare in città per il servizio sulla “ciotola multata” è stata la giornalista Rai Claudia Mondelli, cui hanno fatto seguito inviati di televisioni private e quotidiani, ed è comparso anche Capitan Ventosa, noto personaggio di “Striscia la notizia”, avvistato prima davanti al bar, poi in municipio, quindi all’inseguimento di una pattuglia di vigili e davanti al comando della polizia locale. Insomma, Vigevano è andata in onda su tutte le reti italiane, per la “ciotola multata” e la sanzione pagata, con un gesto clamoroso, dal sindaco e della giunta, in disaccordo con la polizia locale.Sindaco, il segretario del Sulpm, Claudio Bazzea, ha contestato la decisione della giunta sostenendo che pagando la multa ha delegittimato, in sostanza, la polizia locale.

Multa per la ciotola vigili contro Sala «Così ci sconfessa»
Vigevano, la giunta ha pagato al posto del gestore del bar «Allora il sindaco rimborsi tutti i verbali considerati ingiusti»
«Bazzea ha tirato un po’ troppo la corda con noi. Una parte della polizia locale, che fa riferimento a questa sigla sindacale, ha scioperato il giorno della festa cittadina, dopo che l’amministrazione si era già detta disponibile, in prefettura, ad andare incontro praticamente a tutte le richieste presentate dal sindacato. Quello sciopero è stato una forzatura istituzionale. Poi hanno volantinato sotto il municipio. Io sono passato e c’era la gente che mi diceva: “Ci sono le macchine in divieto di sosta e i vigili sono qui a distribuire i volantini”».

L’ufficiale che ha sanzionato il bar Grecale è tra quelli che hanno scioperato e che hanno volantinato?

«Non lo so, non mi ricordo, può anche darsi, ma francamente non mi interessa nemmeno. Multare quel bar perché ha esposto una ciotola per i cani è stata una scelta contraria al buon senso, che va sempre usato in queste circostanze».

Non è diventata una questione personale tra lei, l’amministrazione e una parte della polizia locale?

«Non è affatto una ritorsione. I vigili sono andati una prima volta in quel bar, poi sono tornati ancora successivamente, poi hanno fatto recapitare il verbale due settimane dopo scrivendo “trasgressore non identificato”. Ma stiamo scherzando? A me sembra quasi un atto persecutorio, e noi dovevamo prendere le distanze da questo gesto».

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Quindi, cosa farete?

«Il segretario generale è già stato incaricato di svolgere un’indagine interna. Io mi sono comportato come un buon padre di famiglia che interviene se si creano situazioni di litigiosità all’interno della sua comunità. Pagando la multa, assieme ai colleghi di giunta, ho rimosso il problema. Ora il segretario generale andrà ad accertare la dinamica della vicenda. Non ho delegittimato il corpo della polizia locale, ma questa singola vicenda va delegittimata: io valuto il fatto in sé, non la persona o le persone che l’hanno compiuto».

Ma la ciotola occupava o no abusivamente il suolo pubblico? La sanzione, cioè, ha un fondamento legittimo o no?

«L’indagine interna è volta a verificare anche questo aspetto. Però, andiamo: non si può multare un bar per una ciotola piena d’acqua esposta solo per far bere i cani di passaggio. I problemi della città sono altri».

DENIS ARTIOLI LA PROVINCIA PAVESEVIGEVANO. «Non sono semplicemente arrabbiato, ma sono furioso per la multa data al bar che ha esposto la ciotola d’acqua per i cani».
Fuori dal locale c’era una ciotola per bere. I vigili: «Ma era alta mezzo metro»
Il sindaco Andrea Sala, ieri, è stato contattato da televisioni, radio, giornali nazionali per la vicenda della multa da 168 euro rifilata dalla polizia locale al bar Grecale di corso Vittorio Emanuele, a metà strada tra piazza Ducale e municipio. In tivù si è sbilanciato fino a dire: «Faremo i conti», rispetto alla vicenda che ha scatenato lo sdegno di migliaia di persone sui social network.Una storia che si è trasformata in un caso nazionale: ieri mattina, la prima ad arrivare in città per il servizio sulla “ciotola multata” è stata la giornalista Rai Claudia Mondelli, cui hanno fatto seguito inviati di televisioni private e quotidiani, ed è comparso anche Capitan Ventosa, noto personaggio di “Striscia la notizia”, avvistato prima davanti al bar, poi in municipio, quindi all’inseguimento di una pattuglia di vigili e davanti al comando della polizia locale. Insomma, Vigevano è andata in onda su tutte le reti italiane, per la “ciotola multata” e la sanzione pagata, con un gesto clamoroso, dal sindaco e della giunta, in disaccordo con la polizia locale.Sindaco, il segretario del Sulpm, Claudio Bazzea, ha contestato la decisione della giunta sostenendo che pagando la multa ha delegittimato, in sostanza, la polizia locale.

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«Bazzea ha tirato un po’ troppo la corda con noi. Una parte della polizia locale, che fa riferimento a questa sigla sindacale, ha scioperato il giorno della festa cittadina, dopo che l’amministrazione si era già detta disponibile, in prefettura, ad andare incontro praticamente a tutte le richieste presentate dal sindacato. Quello sciopero è stato una forzatura istituzionale. Poi hanno volantinato sotto il municipio. Io sono passato e c’era la gente che mi diceva: “Ci sono le macchine in divieto di sosta e i vigili sono qui a distribuire i volantini”».

L’ufficiale che ha sanzionato il bar Grecale è tra quelli che hanno scioperato e che hanno volantinato?

«Non lo so, non mi ricordo, può anche darsi, ma francamente non mi interessa nemmeno. Multare quel bar perché ha esposto una ciotola per i cani è stata una scelta contraria al buon senso, che va sempre usato in queste circostanze».

Non è diventata una questione personale tra lei, l’amministrazione e una parte della polizia locale?

«Non è affatto una ritorsione. I vigili sono andati una prima volta in quel bar, poi sono tornati ancora successivamente, poi hanno fatto recapitare il verbale due settimane dopo scrivendo “trasgressore non identificato”. Ma stiamo scherzando? A me sembra quasi un atto persecutorio, e noi dovevamo prendere le distanze da questo gesto».

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Ma la ciotola occupava o no abusivamente il suolo pubblico? La sanzione, cioè, ha un fondamento legittimo o no?

«L’indagine interna è volta a verificare anche questo aspetto. Però, andiamo: non si può multare un bar per una ciotola piena d’acqua esposta solo per far bere i cani di passaggio. I problemi della città sono altri».

DENIS ARTIOLI LA PROVINCIA PAVESE