Meta. Luci di Natale montate e rimosse prima della gara d’appalto, la Procura apre un’inchiesta

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Meta. C’era d’aspettarselo. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata accende definitivamente i riflettori sul caso delle “luminarie fantasma” di Meta aprendo un fascicolo d’indagine. Un passo in avanti fatto nel corso degli ultimi giorni sulla scorta anche di un corposo esposto-denuncia inviato alle forze dell’ordine dai consiglieri comunali di minoranza Antonella Viggiano, Marialaura Gargiulo e Laura Attardi. L’autorità giudiziaria, insomma, inizia a lavorare sodo sulla questione e probabilmente potrebbe decidere di ascoltare – in qualità di persone informate dei fatti – tecnici e dipendenti del Comune di Meta guidato dal sindaco del Partito democratico, Giuseppe Tito. Il caso è noto. Alcune settimane fa, in diverse zone della cittadina, vennero montati gli addobbi natalizi prima che venisse regolarmente conclusa la gara d’appalto per il servizio. Spuntarono anche foto eloquenti che fecero il giro dei social network. Nel giro di poche ore, qualcuno intervenne per rimuovere le luminarie natalizie. E scoppiò la polemica. Come è possibile che nessuno ne sapesse niente? Chi montò gli addobbi? Domande a dir poco dovute, esplicite, rivolte anche all’amministrazione di Meta che, nel frattempo, decise di annullare in auto-tutela il bando di gara su espressa richiesta di Tito. Furono i consiglieri comunali di minoranza a sollevare la questione invocando al sindaco di Meta un accertamento. «Ci spieghi cosa è successo» fu il leit motiv delle tre esponenti della minoranza, Viggiano, Gargiulo e Attardi. A seguire intervenne direttamente lo stesso Tito che rispedì al mittente le ombre annunciando l’apertura di un’indagine interna. «Il Comune di Meta farà chiarezza nelle sedi opportune per accertare senza alcun tipo di timore i fatti contestati» fu il senso del messaggio del successore di Paolo Trapani. Manco a dirlo, polemiche a iosa quando l’opposizione – poco soddisfatta dell’atteggiamento della maggioranza di governo cittadino – decise di presentare a polizia di Stato, carabinieri e tenenza della guardia di finanza di Massa Lubrense un voluminoso esposto in cui veniva sostanzialmente ricostruita l’intera vicenda. Quel cumulo di carte, finito per competenza anche al palazzo di giustizia di Torre Annunziata, è in cima al fascicolo aperto nel corso degli ultimi giorni. Delegati a condurre le indagini sono gli uomini del commissariato di polizia di Sorrento agli ordini del primo dirigente Antonio Vinciguerra. Informalmente, si dicono molto sereni gli esponenti del Comune di Meta disponibili più di prima a collaborare con la Procura. (Salvatore Dare – Metropolis)

Meta. C’era d’aspettarselo. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata accende definitivamente i riflettori sul caso delle “luminarie fantasma” di Meta aprendo un fascicolo d’indagine. Un passo in avanti fatto nel corso degli ultimi giorni sulla scorta anche di un corposo esposto-denuncia inviato alle forze dell’ordine dai consiglieri comunali di minoranza Antonella Viggiano, Marialaura Gargiulo e Laura Attardi. L’autorità giudiziaria, insomma, inizia a lavorare sodo sulla questione e probabilmente potrebbe decidere di ascoltare – in qualità di persone informate dei fatti – tecnici e dipendenti del Comune di Meta guidato dal sindaco del Partito democratico, Giuseppe Tito. Il caso è noto. Alcune settimane fa, in diverse zone della cittadina, vennero montati gli addobbi natalizi prima che venisse regolarmente conclusa la gara d’appalto per il servizio. Spuntarono anche foto eloquenti che fecero il giro dei social network. Nel giro di poche ore, qualcuno intervenne per rimuovere le luminarie natalizie. E scoppiò la polemica. Come è possibile che nessuno ne sapesse niente? Chi montò gli addobbi? Domande a dir poco dovute, esplicite, rivolte anche all’amministrazione di Meta che, nel frattempo, decise di annullare in auto-tutela il bando di gara su espressa richiesta di Tito. Furono i consiglieri comunali di minoranza a sollevare la questione invocando al sindaco di Meta un accertamento. «Ci spieghi cosa è successo» fu il leit motiv delle tre esponenti della minoranza, Viggiano, Gargiulo e Attardi. A seguire intervenne direttamente lo stesso Tito che rispedì al mittente le ombre annunciando l’apertura di un’indagine interna. «Il Comune di Meta farà chiarezza nelle sedi opportune per accertare senza alcun tipo di timore i fatti contestati» fu il senso del messaggio del successore di Paolo Trapani. Manco a dirlo, polemiche a iosa quando l’opposizione – poco soddisfatta dell’atteggiamento della maggioranza di governo cittadino – decise di presentare a polizia di Stato, carabinieri e tenenza della guardia di finanza di Massa Lubrense un voluminoso esposto in cui veniva sostanzialmente ricostruita l’intera vicenda. Quel cumulo di carte, finito per competenza anche al palazzo di giustizia di Torre Annunziata, è in cima al fascicolo aperto nel corso degli ultimi giorni. Delegati a condurre le indagini sono gli uomini del commissariato di polizia di Sorrento agli ordini del primo dirigente Antonio Vinciguerra. Informalmente, si dicono molto sereni gli esponenti del Comune di Meta disponibili più di prima a collaborare con la Procura. (Salvatore Dare – Metropolis)