Il Museo Cappella Sansevero e Marchese Editore presentano Porta Capuana video

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Evento seguito dagli inviati di Positanonews, che hanno riportato video e reportage intervista.

Martedì 25 novembre alle ore 18.00, presso il Museo Cappella Sansevero, sarà presentato il libro Porta Capuana. Vocabolario d’uso napoletano-toscano. Regole del napoletano dello scrittore e lessicografo ottocentesco Gaetano Valeriani a cura di Patricia Bianchi, pubblicato da Marchese Editore nella collana «Narrazioni e Linguaggi».

 

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3:41

Napoli. Cappella Sansevero. Patricia Bianchi

 

Insieme alla curatrice del volume e a Nicola De Blasi, professore di Storia della lingua italiana presso l’Università Federico II e autore della premessa al volume, interverranno: Nino Daniele, assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, il giornalista Francesco Durante, professore di Cultura e letteratura degli italiani d’America presso l’Università Suor Orsola Benincasa; Pasquale Sabbatino, professore di Letteratura italiana presso l’Università Federico II; Wanda Marasco, scrittrice e regista teatrale. La presentazione sarà accompagnata dalle letture di Giovanni Maddaloni.

 

Come appariva Napoli e uno dei suoi luoghi più significativi come Porta Capuana nel 1847 a un “forestiero”? La testimonianza dello scrittore,lessicografo e giornalista toscano Gaetano Valeriani, collaboratore di Basilio Puoti, ci mostra con la sua vivace narrazione come si presentava la città partenopea attraverso una descrizione di gusto antropologico e con acute notazioni e giudizi severi sul dialetto napoletano plebeo. Attorno a una brulicante Porta Capuana degli anni preunitari, ambiente urbano e ambiente linguistico risaltano con una forte connotazione, a tratti anche negativa, in una serie di rappresentazioni di scene di vita, dal mondo del mercato e delle lavandaie ai saltimbanchi, dai ritrovi dei camorristi alle manifestazioni di religiosità popolare.

Più che un vero e proprio “racconto”,come recitava il sottotitolo del Valeriani, Porta Capuana è – afferma la curatrice – “un percorso esperienziale di un viaggio urbano […] una pittura dal vero […] ma tutt’altro che un bozzetto di maniera”. L’autore è affascinato da quel “meraviglioso prodigio d’arte, quella veramente celebre Porta Capuana”, ma il suo sguardo si sofferma soprattutto sull’“inferno […] di mercanzie, di commerci, di traffici, di gente diversa” presente attorno alla Porta, tanto da fargli affermare: “Chi vuol conoscere la plebe napoletana veramente in tutte le sue abitudini, fra le sue virtù e i suoi vizi ancora, venga alla Porta Capuana, in qualunque delle 24 ore del giorno, e se ne ammaestrerà”. Di quella torre di Babele l’autore coglie gesti, parole e suoni e li presenta al lettore, come nella gustosa messa in scena dei dialoghi, delle lamentele e dei litigi delle lavandaie della Vicaria.

La scrittura narrativa, come una pittura di paesaggio, è attenta al dettaglio di citazione dei mestieri e delle attività di strada, alla nomenclatura delle mille cose della quotidianità nella forma linguistica del parlato del tempo. Gaetano Valeriani coniuga l’intento di pedagogia linguistica normativa proprio dei puristi con un progetto di divulgazione giornalistica del “pretto italiano”: di qui il suo Vocabolario d’uso napoletano-toscano, rivolto alle “massaie, le madri di famiglia e tutti gli amatori della propria lingua”, e leRegole del napoletano, anch’essi riproposti nel volume da Patricia Bianchi.

Nelle pagine di Valeriani e nel suo vocabolarietto “affiora in qualche modo il compiacimento folclorico di chi osserva un mondo percepito come distante ed esotico”, nota nella premessa Nicola De Blasi, ma proprio questa prospettiva ci consente di ritrovare, al di là delle solite rappresentazioni oleografiche, “la variegata stratificazione sociale di una metropoli” in cui convivevano – e convivono – realtà sociali, culturali e linguistiche molto diversificate.

 

Patricia Bianchi è professoressa di Storia della lingua italiana presso l’Università Federico II, ha pubblicato edizioni di testi e studi sulla storia della lingua letteraria e teatrale dell’Ottocento e del Novecento e su temi di dialettologia e didattica dell’italiano.

 

Martedì 25 novembre, ore 18.00

Museo Cappella Sansevero | Via Francesco De Sanctis 19/21, 80134 – Napoli

Presentazione del libro

Porta Capuana. Vocabolario d’uso napoletano-toscano. Regole del napoletano

di Gaetano Valeriani, a cura di Patricia Bianchi con una premessa di Nicola De Blasi

Napoli, 2014, Marchese Editore

 

Interventi di Nino Daniele, Nicola De Blasi, Francesco Durante, Wanda Marasco, Pasquale Sabbatino

Letture di Giovanni Maddaloni

 

 

Evento seguito dagli inviati di Positanonews, che hanno riportato video e reportage intervista.

Martedì 25 novembre alle ore 18.00, presso il Museo Cappella Sansevero, sarà presentato il libro Porta Capuana. Vocabolario d’uso napoletano-toscano. Regole del napoletano dello scrittore e lessicografo ottocentesco Gaetano Valeriani a cura di Patricia Bianchi, pubblicato da Marchese Editore nella collana «Narrazioni e Linguaggi».

Insieme alla curatrice del volume e a Nicola De Blasi, professore di Storia della lingua italiana presso l’Università Federico II e autore della premessa al volume, interverranno: Nino Daniele, assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, il giornalista Francesco Durante, professore di Cultura e letteratura degli italiani d’America presso l’Università Suor Orsola Benincasa; Pasquale Sabbatino, professore di Letteratura italiana presso l’Università Federico II; Wanda Marasco, scrittrice e regista teatrale. La presentazione sarà accompagnata dalle letture di Giovanni Maddaloni.

 

Come appariva Napoli e uno dei suoi luoghi più significativi come Porta Capuana nel 1847 a un “forestiero”? La testimonianza dello scrittore,lessicografo e giornalista toscano Gaetano Valeriani, collaboratore di Basilio Puoti, ci mostra con la sua vivace narrazione come si presentava la città partenopea attraverso una descrizione di gusto antropologico e con acute notazioni e giudizi severi sul dialetto napoletano plebeo. Attorno a una brulicante Porta Capuana degli anni preunitari, ambiente urbano e ambiente linguistico risaltano con una forte connotazione, a tratti anche negativa, in una serie di rappresentazioni di scene di vita, dal mondo del mercato e delle lavandaie ai saltimbanchi, dai ritrovi dei camorristi alle manifestazioni di religiosità popolare.

Più che un vero e proprio “racconto”,come recitava il sottotitolo del Valeriani, Porta Capuana è – afferma la curatrice – “un percorso esperienziale di un viaggio urbano […] una pittura dal vero […] ma tutt’altro che un bozzetto di maniera”. L’autore è affascinato da quel “meraviglioso prodigio d’arte, quella veramente celebre Porta Capuana”, ma il suo sguardo si sofferma soprattutto sull’“inferno […] di mercanzie, di commerci, di traffici, di gente diversa” presente attorno alla Porta, tanto da fargli affermare: “Chi vuol conoscere la plebe napoletana veramente in tutte le sue abitudini, fra le sue virtù e i suoi vizi ancora, venga alla Porta Capuana, in qualunque delle 24 ore del giorno, e se ne ammaestrerà”. Di quella torre di Babele l’autore coglie gesti, parole e suoni e li presenta al lettore, come nella gustosa messa in scena dei dialoghi, delle lamentele e dei litigi delle lavandaie della Vicaria.

La scrittura narrativa, come una pittura di paesaggio, è attenta al dettaglio di citazione dei mestieri e delle attività di strada, alla nomenclatura delle mille cose della quotidianità nella forma linguistica del parlato del tempo. Gaetano Valeriani coniuga l’intento di pedagogia linguistica normativa proprio dei puristi con un progetto di divulgazione giornalistica del “pretto italiano”: di qui il suo Vocabolario d’uso napoletano-toscano, rivolto alle “massaie, le madri di famiglia e tutti gli amatori della propria lingua”, e leRegole del napoletano, anch’essi riproposti nel volume da Patricia Bianchi.

Nelle pagine di Valeriani e nel suo vocabolarietto “affiora in qualche modo il compiacimento folclorico di chi osserva un mondo percepito come distante ed esotico”, nota nella premessa Nicola De Blasi, ma proprio questa prospettiva ci consente di ritrovare, al di là delle solite rappresentazioni oleografiche, “la variegata stratificazione sociale di una metropoli” in cui convivevano – e convivono – realtà sociali, culturali e linguistiche molto diversificate.

 

Patricia Bianchi è professoressa di Storia della lingua italiana presso l’Università Federico II, ha pubblicato edizioni di testi e studi sulla storia della lingua letteraria e teatrale dell’Ottocento e del Novecento e su temi di dialettologia e didattica dell’italiano.

 

Martedì 25 novembre, ore 18.00

Museo Cappella Sansevero | Via Francesco De Sanctis 19/21, 80134 – Napoli

Presentazione del libro

Porta Capuana. Vocabolario d’uso napoletano-toscano. Regole del napoletano

di Gaetano Valeriani, a cura di Patricia Bianchi con una premessa di Nicola De Blasi

Napoli, 2014, Marchese Editore

 

Interventi di Nino Daniele, Nicola De Blasi, Francesco Durante, Wanda Marasco, Pasquale Sabbatino

Letture di Giovanni Maddaloni

 

Visualizzazione di Panoramica Museo Cappella Sansevero_foto di Massimo Velo.jpgVisualizzazione di Panoramica Museo Cappella Sansevero_foto di Massimo Velo.jpg

 

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