Napoli. Spari contro un soldato Usa fermo al semaforo rosso, in otto con passamontagna tentano di rubargli l’auto

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Napoli. Il terrore ha il volto e gli occhi di otto violenti, e poco importa se siano giovani, minorenni o adulti. Ha gli occhi che sporgono dai mephisto calati sulla faccia e di un criminale che impugna una pistola, puntandola alla testa di chi è costretto a fermarsi, in macchina, al rosso di un semaforo. La paura corre veloce, su una lama gelida che percorre le strade di Napoli e a conoscerla, l’altra sera, è stato un cittadino statunitense, un ufficiale della Marina americana che lavora a Napoli. La sua brutta avventura è scandita nelle pagine di un verbale, quello nel quale ripercorre le fasi di una tentata rapina commessa martedì sera alle 19,30 alla Doganella. Siamo a due passi dall’aeroporto di Capodichino. In un orario che è di punta, per chi abitualmente percorre la direttrice che da piazza Carlo III risale verso la zona che porta fino a San Pietro a Patierno e a Secondigliano. Ed ecco i fatti. Lo statunitense ha appena finito il proprio turno presso la base americana dell’aeroporto. Entra in auto e inizia a percorrere viale Maddalena quando quattro moto con otto persone a bordo lo circondano, approfittando del rosso scattato ad un semaforo. Volevano che scendesse dal veicolo e, dunque, puntavano alla macchina, una Bmw 528. Ma prima hanno provato a rapinargli l’orologio, desistendo solo quando si sono resi conto che non aveva valore. Il marine a quel punto non ha esitato: dopo avere ingranato la marcia ha accelerato, cercando una via di fuga. Immediata è scattata la reazione dei malviventi e così sono partiti due colpi di pistola, miracolosamente non andati a segno. Subito dopo, resisi conto che il colpo era sfumato anche grazie alla prontezza di riflessi dello straniero, gli otto si sono dileguati. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, il 38enne militare della Nato stava rientrando a casa al termine della giornata lavorativa quando ha subìto la tentata rapina. E la traccia della sparatoria è ancora ben visibile: uno dei due colpi esplosi si è infatti conficcato nella portiera dell’auto. Terrorizzato, il militare ha imboccato la tangenziale dirigendosi verso casa, a Giugliano. Una volta arrivato, ha prima avvertito il proprio comando e poi ha presentato denuncia in commissariato. Sull’episodio indaga adesso la Polizia di Stato, sia con gli uomini del commissariato di Giugliano diretto da Pasquale Trocino e sia quelli dell’Ufficio prevenzione generale, guidato da Michele Spina. Colpisce, in questo ennesimo raid che avrebbe potuto provocare conseguenze disastrose considerata la potenza di fuoco dell’arma che ha sparato, il numero dei partecipanti: otto persone, alcune con il volto anche travisato da passamontagna. Un altro brutto segnale del clima che si vive a Napoli e che certo l’ufficiale dei marines difficilmente riuscirà a rimuovere dai suoi ricordi partenopei. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)

Napoli. Il terrore ha il volto e gli occhi di otto violenti, e poco importa se siano giovani, minorenni o adulti. Ha gli occhi che sporgono dai mephisto calati sulla faccia e di un criminale che impugna una pistola, puntandola alla testa di chi è costretto a fermarsi, in macchina, al rosso di un semaforo. La paura corre veloce, su una lama gelida che percorre le strade di Napoli e a conoscerla, l'altra sera, è stato un cittadino statunitense, un ufficiale della Marina americana che lavora a Napoli. La sua brutta avventura è scandita nelle pagine di un verbale, quello nel quale ripercorre le fasi di una tentata rapina commessa martedì sera alle 19,30 alla Doganella. Siamo a due passi dall'aeroporto di Capodichino. In un orario che è di punta, per chi abitualmente percorre la direttrice che da piazza Carlo III risale verso la zona che porta fino a San Pietro a Patierno e a Secondigliano. Ed ecco i fatti. Lo statunitense ha appena finito il proprio turno presso la base americana dell'aeroporto. Entra in auto e inizia a percorrere viale Maddalena quando quattro moto con otto persone a bordo lo circondano, approfittando del rosso scattato ad un semaforo. Volevano che scendesse dal veicolo e, dunque, puntavano alla macchina, una Bmw 528. Ma prima hanno provato a rapinargli l'orologio, desistendo solo quando si sono resi conto che non aveva valore. Il marine a quel punto non ha esitato: dopo avere ingranato la marcia ha accelerato, cercando una via di fuga. Immediata è scattata la reazione dei malviventi e così sono partiti due colpi di pistola, miracolosamente non andati a segno. Subito dopo, resisi conto che il colpo era sfumato anche grazie alla prontezza di riflessi dello straniero, gli otto si sono dileguati. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, il 38enne militare della Nato stava rientrando a casa al termine della giornata lavorativa quando ha subìto la tentata rapina. E la traccia della sparatoria è ancora ben visibile: uno dei due colpi esplosi si è infatti conficcato nella portiera dell'auto. Terrorizzato, il militare ha imboccato la tangenziale dirigendosi verso casa, a Giugliano. Una volta arrivato, ha prima avvertito il proprio comando e poi ha presentato denuncia in commissariato. Sull'episodio indaga adesso la Polizia di Stato, sia con gli uomini del commissariato di Giugliano diretto da Pasquale Trocino e sia quelli dell'Ufficio prevenzione generale, guidato da Michele Spina. Colpisce, in questo ennesimo raid che avrebbe potuto provocare conseguenze disastrose considerata la potenza di fuoco dell'arma che ha sparato, il numero dei partecipanti: otto persone, alcune con il volto anche travisato da passamontagna. Un altro brutto segnale del clima che si vive a Napoli e che certo l'ufficiale dei marines difficilmente riuscirà a rimuovere dai suoi ricordi partenopei. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)