La Regione Campania vuole prendersi Marina della Lobra, nuovo ricorso al Tar per Massa Lubrense

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Ancora un ricorso al Tar sull’opera pubblica più contestata della costa di Sorrento, questa volta non è il WWF Penisola Sorrentina o l ‘Autorità Bacino, ma la Regione Campania che vanta diritti sull’area portuale e che, se avesse ragione, stravolgerebbe i piani dell’amministrazione Gargiulo a pochi mesi dalle elezioni. L’avvocatura della Regione Campania, con un ricorso al Tar, impugna la determina 50 del 2014 del Comune di Massa Lubrense, a firma degli architetti Michele Maresca e Luigi Mollo – rispettivamente responsabili del procedimento del progetto e del servizio lavori pubblici – chiedendo l’annullamento dell’atto chiave del project financing tra l’ente municipale e la società di progetto Marinalobra. Una doccia gelata per gli operatori di Marina della Lobra, dove da tempo si parlava di imminente inizio dei lavori, soprattutto dopo la rapida chiusura della conferenza di servizi in cui ci fu l’approvazione del progetto da parte dell’amministrazione comunale che, dopo aver apportato modifiche a quello iniziale su richiesta dell’Autorità di Bacino della Campania Centrale – che si era aggiudicata un ricorso al Consiglio di Stato – di fatto pensava di aver fatto il passo decisivo per l’apertura dei cantieri. Il ricorso della Regione riguarda soprattutto un passaggio chiave della determina. Quello in cui si parla del “rilascio della concessione demaniale per la realizzazione e gestione delle aree e dei beni del demanio marittimo, con conseguente decadenza delle eventuali concessioni demaniali ancora attive nelle stesse aree, trasmessa alla Regione dal Comune di Massa Lubrense, con la quale si diffidava la stessa Regione a non emettere provvedimenti di rinnovo, estensione o rilascio di concessioni demaniali marittime relative al porto di Marina della Lobra e dei verbali della conferenza di servizi finalizzata all’accordo di programma non conosciuti nonché di ogni atto connesso, conseguente e consequenziale”. La Regione rivendica la titolarità delle funzioni amministrative sull’area, anche a seguito dell’individuazione e classificazione dei porti ritenuti di rilevanza regionale ed interregionale, in cui rientravano i porticcioli di Marina della Lobra e Marina di Puolo. Tale classificazione – questa è in parte la materia oggetto del ricorso – fu impugnata dal Comune con ricorso al Tar della Campania, ottenendone l’annullamento in parte per violazione del principio di partecipazione al procedimento. La “diffida” sulle concessioni è stata la molla che ha fatto scattare il nuovo ricorso alla giustizia amministrativa da parte della Regione, ma sono tante le contestazioni a quest’opera, fra l’altro più volte modificate, che porterebbe, stando agli ambientalisti, colate di cemento e opere di notevole impatto ambientale mentre, ricordiamo come Positanonews che sollevammo la questione, anche con inchieste video, l’architetto Zarrella aveva presentato un progetto di poco impatto e molto più razionale, fra l’altro gratuito, mai preso in considerazione.

Ancora un ricorso al Tar sull'opera pubblica più contestata della costa di Sorrento, questa volta non è il WWF Penisola Sorrentina o l 'Autorità Bacino, ma la Regione Campania che vanta diritti sull'area portuale e che, se avesse ragione, stravolgerebbe i piani dell'amministrazione Gargiulo a pochi mesi dalle elezioni. L’avvocatura della Regione Campania, con un ricorso al Tar, impugna la determina 50 del 2014 del Comune di Massa Lubrense, a firma degli architetti Michele Maresca e Luigi Mollo – rispettivamente responsabili del procedimento del progetto e del servizio lavori pubblici – chiedendo l’annullamento dell’atto chiave del project financing tra l’ente municipale e la società di progetto Marinalobra. Una doccia gelata per gli operatori di Marina della Lobra, dove da tempo si parlava di imminente inizio dei lavori, soprattutto dopo la rapida chiusura della conferenza di servizi in cui ci fu l’approvazione del progetto da parte dell’amministrazione comunale che, dopo aver apportato modifiche a quello iniziale su richiesta dell’Autorità di Bacino della Campania Centrale – che si era aggiudicata un ricorso al Consiglio di Stato – di fatto pensava di aver fatto il passo decisivo per l’apertura dei cantieri. Il ricorso della Regione riguarda soprattutto un passaggio chiave della determina. Quello in cui si parla del “rilascio della concessione demaniale per la realizzazione e gestione delle aree e dei beni del demanio marittimo, con conseguente decadenza delle eventuali concessioni demaniali ancora attive nelle stesse aree, trasmessa alla Regione dal Comune di Massa Lubrense, con la quale si diffidava la stessa Regione a non emettere provvedimenti di rinnovo, estensione o rilascio di concessioni demaniali marittime relative al porto di Marina della Lobra e dei verbali della conferenza di servizi finalizzata all’accordo di programma non conosciuti nonché di ogni atto connesso, conseguente e consequenziale”. La Regione rivendica la titolarità delle funzioni amministrative sull’area, anche a seguito dell’individuazione e classificazione dei porti ritenuti di rilevanza regionale ed interregionale, in cui rientravano i porticcioli di Marina della Lobra e Marina di Puolo. Tale classificazione – questa è in parte la materia oggetto del ricorso – fu impugnata dal Comune con ricorso al Tar della Campania, ottenendone l’annullamento in parte per violazione del principio di partecipazione al procedimento. La “diffida” sulle concessioni è stata la molla che ha fatto scattare il nuovo ricorso alla giustizia amministrativa da parte della Regione, ma sono tante le contestazioni a quest'opera, fra l'altro più volte modificate, che porterebbe, stando agli ambientalisti, colate di cemento e opere di notevole impatto ambientale mentre, ricordiamo come Positanonews che sollevammo la questione, anche con inchieste video, l'architetto Zarrella aveva presentato un progetto di poco impatto e molto più razionale, fra l'altro gratuito, mai preso in considerazione.