Il sindacato imprese concessionarie: “Referendum ad Anacapri? Pericoloso salto all’indietro”

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“Abbiamo letto con stupore e preoccupazione le notizie relative al referendum consultivo popolare che il consiglio comunale di Anacapri vuole indire per confermare il regolamento sui giochi leciti approvato recentemente relativamente alle modalità di installazione dei giochi leciti: anche perché, come dice la stessa definizione, si tratta di giochi che sono già regolamentati per legge”. Sono le parole del dottor Roberto d’Amora, vice presidente della Sicon, sindacato imprese concessionarie, che parla di una pericolosa tendenza al “proibizionismo”.
“Comprendiamo la necessità delle istituzioni di tutelare i propri cittadini: ma le norme per la tutela degli stessi da fenomeni quali la ludopatia sono già state stabilite dallo Stato centrale. E’ un pericoloso salto all’indietro quello di voler vincolare ancora di più tali norme, assumendo prerogative che lo Stato non dà ai Comuni” dichiara il dottore Roberto d’Amora. “L’unica conseguenza di una tale e reazionaria presa di posizione rischia di essere solo un salto nel buio dell’illegalità. Siamo davvero certi che mettere un limite di 150 metri in un’area come quella di Anacapri, davvero risolva i problemi? O, invece, non determini soltanto un ritorno all’illecita concentrazione di tali attività in luoghi nascosti e non visibili al pubblico?
L’esperienza in questo settore, formato da persone perbene e professionisti in gamba, dimostra che solo la trasparenza (anche nella scelta della collocazione delle sale) è l’unica risposta concreta a fenomeni di devianza che, come in ogni settore, anche in questo si possono verificare” ricorda il dottore d’Amora. “Compito delle istituzioni locali, attraverso i propri organi di controllo, è la lotta all’illegalità. Una totale e ferma opposizione a chi lucra, commettendo reati puniti severamente dalla legge. Vicende contro le quali l’associazione che rappresento si è sempre scagliata con forza e determinazione. E che, forse, se maggiori fossero stati i controlli avrebbero assunto anche dimensioni diverse e meno preoccupanti” le parole del dottor Roberto d’Amora.
“Anche perché le aziende che noi rappresentiamo hanno come riferimento la legge Balduzzi e le misure antiriciclaggio che rispettiamo (dalla tutela della fede pubblica (tulps ex art 88, tabella dei giochi proibiti nulla osta e titoli autorizzatori ADM) e della salute pubblica per il gioco pubblico” precisa il dottor d’Amora. “Ma, a parte episodi negli anni ’30 che videro la proliferazione del contrabbando di alcool, il proibizionismo non ha mai prodotto risultati utili. Le regole, in questo settore, esistono già e le stabilisce lo Stato. Sono regole a tutela dei cittadini: chi, in queste vicende, pensa di assumere atteggiamenti da censore non rende un buon servigio né ai professionisti del settore, né ai cittadini che intende tutelare. La tutela di questi ultimi si può ottenere solo con la chiarezza e la trasparenza di atteggiamenti e regole. La demagogia non risolve i problemi, finisce solo per amplificarli. Nonostante ciò come associazione siamo disponibili a discutere con le istituzioni locali per trovare soluzioni chiare che tengano conto delle leggi esistenti e non ne inventino di nuove” conclude il vice presidente Sicon, dottor Roberto d’Amora.

Informatore Popolare“Abbiamo letto con stupore e preoccupazione le notizie relative al referendum consultivo popolare che il consiglio comunale di Anacapri vuole indire per confermare il regolamento sui giochi leciti approvato recentemente relativamente alle modalità di installazione dei giochi leciti: anche perché, come dice la stessa definizione, si tratta di giochi che sono già regolamentati per legge”. Sono le parole del dottor Roberto d’Amora, vice presidente della Sicon, sindacato imprese concessionarie, che parla di una pericolosa tendenza al “proibizionismo”.
“Comprendiamo la necessità delle istituzioni di tutelare i propri cittadini: ma le norme per la tutela degli stessi da fenomeni quali la ludopatia sono già state stabilite dallo Stato centrale. E’ un pericoloso salto all’indietro quello di voler vincolare ancora di più tali norme, assumendo prerogative che lo Stato non dà ai Comuni” dichiara il dottore Roberto d’Amora. “L’unica conseguenza di una tale e reazionaria presa di posizione rischia di essere solo un salto nel buio dell’illegalità. Siamo davvero certi che mettere un limite di 150 metri in un’area come quella di Anacapri, davvero risolva i problemi? O, invece, non determini soltanto un ritorno all’illecita concentrazione di tali attività in luoghi nascosti e non visibili al pubblico?
L’esperienza in questo settore, formato da persone perbene e professionisti in gamba, dimostra che solo la trasparenza (anche nella scelta della collocazione delle sale) è l’unica risposta concreta a fenomeni di devianza che, come in ogni settore, anche in questo si possono verificare” ricorda il dottore d’Amora. “Compito delle istituzioni locali, attraverso i propri organi di controllo, è la lotta all’illegalità. Una totale e ferma opposizione a chi lucra, commettendo reati puniti severamente dalla legge. Vicende contro le quali l’associazione che rappresento si è sempre scagliata con forza e determinazione. E che, forse, se maggiori fossero stati i controlli avrebbero assunto anche dimensioni diverse e meno preoccupanti” le parole del dottor Roberto d’Amora.
“Anche perché le aziende che noi rappresentiamo hanno come riferimento la legge Balduzzi e le misure antiriciclaggio che rispettiamo (dalla tutela della fede pubblica (tulps ex art 88, tabella dei giochi proibiti nulla osta e titoli autorizzatori ADM) e della salute pubblica per il gioco pubblico” precisa il dottor d’Amora. “Ma, a parte episodi negli anni ’30 che videro la proliferazione del contrabbando di alcool, il proibizionismo non ha mai prodotto risultati utili. Le regole, in questo settore, esistono già e le stabilisce lo Stato. Sono regole a tutela dei cittadini: chi, in queste vicende, pensa di assumere atteggiamenti da censore non rende un buon servigio né ai professionisti del settore, né ai cittadini che intende tutelare. La tutela di questi ultimi si può ottenere solo con la chiarezza e la trasparenza di atteggiamenti e regole. La demagogia non risolve i problemi, finisce solo per amplificarli. Nonostante ciò come associazione siamo disponibili a discutere con le istituzioni locali per trovare soluzioni chiare che tengano conto delle leggi esistenti e non ne inventino di nuove” conclude il vice presidente Sicon, dottor Roberto d’Amora.

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