Il cantante Umberto Tozzi all’estero per evadere le tasse. Condannato ad otto mesi di carcere

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Il cambio di residenza prima in Lussemburgo e poi a Montecarlo sarebbero stata una “furbata” da vip per non pagare le tasse nel Belpaese. Umberto Tozzi, il cantautore torinese entrato negli annali della musica italiana con successi quali «Ti amo» o «Gloria», è stato condannato a otto mesi di carcere (pena sospesa) dalla Corte di Appello di Roma per un’evasione fiscale da 800mila euro contestatagli nell’arco di un periodo che va dal 2002 al 2005. Il trascorrere degli anni, complice la giustizia lumaca, ha in parte giocato a favore del cantautore, che in primo grado era stato condannato a un anno di reclusione. La prescrizione è infatti maturata per le accuse più datate e il pg Vincenzo Saveriano ha chiesto la condanna solo per l’evasione del 2005. Ricostruzione accolta in pieno dalla Corte. Con grande stupore, però, dei legali del cantante, studio Giuseppe Lucibello di Milano: «I figli del cantautore erano iscritti a scuola a Montecarlo già dal 2000. C’erano le carte a confermarlo. Nessun cambio di residenza strumentale». A detta dell’accusa, invece, Tozzi avrebbe cambiato residenza all’estero ma sempre mantenendo il “cuore” dei suoi interessi in Italia, dove avrebbe dovuto pagare le tasse. Da qui il conteggio delle quote evase: oltre 340.000 euro nel 2002, 240.000 euro nel 2003, 130.000 euro l’anno successivo fino ai 90.000 del 2005. A riprova del fatto che l’Italia fosse il centro degli affari economici del cantante ci sarebbero i contributi versati all’Enpals. (Il Mattino)

Il cambio di residenza prima in Lussemburgo e poi a Montecarlo sarebbero stata una “furbata” da vip per non pagare le tasse nel Belpaese. Umberto Tozzi, il cantautore torinese entrato negli annali della musica italiana con successi quali «Ti amo» o «Gloria», è stato condannato a otto mesi di carcere (pena sospesa) dalla Corte di Appello di Roma per un'evasione fiscale da 800mila euro contestatagli nell'arco di un periodo che va dal 2002 al 2005. Il trascorrere degli anni, complice la giustizia lumaca, ha in parte giocato a favore del cantautore, che in primo grado era stato condannato a un anno di reclusione. La prescrizione è infatti maturata per le accuse più datate e il pg Vincenzo Saveriano ha chiesto la condanna solo per l'evasione del 2005. Ricostruzione accolta in pieno dalla Corte. Con grande stupore, però, dei legali del cantante, studio Giuseppe Lucibello di Milano: «I figli del cantautore erano iscritti a scuola a Montecarlo già dal 2000. C'erano le carte a confermarlo. Nessun cambio di residenza strumentale». A detta dell'accusa, invece, Tozzi avrebbe cambiato residenza all'estero ma sempre mantenendo il “cuore” dei suoi interessi in Italia, dove avrebbe dovuto pagare le tasse. Da qui il conteggio delle quote evase: oltre 340.000 euro nel 2002, 240.000 euro nel 2003, 130.000 euro l'anno successivo fino ai 90.000 del 2005. A riprova del fatto che l'Italia fosse il centro degli affari economici del cantante ci sarebbero i contributi versati all'Enpals. (Il Mattino)