Italia-Croazia, pareggio tra i fumogeni. Lanci di petardi dal settore degli ospiti, partita sospesa e poi ripresa

0

Il brutto avviene nel finale. Atti di vero e proprio teppismo “sporcano” una partita equilibrata, ben giocata dalla Croazia in campo ma gestita in maniera indegna dai suoi ultrà presenti a San Siro con fitto lancio di petardi e fumogeni, con sospensione della partita. È l’aspetto peggiore di una gara che non va oltre il pareggio. La Croazia che attacca dalle battute iniziali è la prima sorpresa: per dieci minuti i nostri avversari fanno la partita, impegnano due volte Buffon. L’altra sorpresa è il vantaggio dell’Italia che trova il gol appena mette il muso nella metà campo croata: Zaza non sfonda (11’) e allora serve Candreva che da venti metri indovina l’angolo giusto. Non è l’ultima sorpresa del pirotecnico avvio di gara: merito di Buffon. Il portierone la combina grossa al 15’ quando si lascia passare tra le braccia un destro rasoterra di Perisic, l’attaccante che il Napoli ha messo nel proprio mirino. Il pareggio viene salutato dalla tifoseria croata con lancio di fumogeni in campo e intemperanze varie. Tatticamente Kovac la spunta nel primo tempo. Il suo 4-2-3-1 è un 4-3-3 in fase di possesso palla che disorienta la difesa italiana per la posizione dei due esterni, che si scambiano la fascia, in particolare quella di Perisic, autore dell’uno a uno. Modric è il faro del centrocampo, comanda il pressing alto della sua Nazionale e gestisce i tempi del gioco: un bel sospiro di sollievo per Conte l’uscita forzata anzitempo dal campo del regista del Real Madrid, out per infortunio. In pratica l’Italia è ridotta a giocare in contropiede perché la linea mediana avversaria è alta e punta sul recupero immediato della palla: non è facile ragionare per Marchisio e De Rossi, soprattutto è complicato verticalizzare. Perisic dirottato sulla fascia mancina fa male all’Italia, il giocatore del Wolfsburg domina il duello con Darmian e sempre lui costruisce l’azione che in pieno recupero porta alla conclusione di Olic: Ranocchia salva sulla linea di porta. Non riuscendo a intercettare le linee di passaggio, l’Italia nella ripresa continua come aveva finito, subendo la qualità maggiore dei croati a centrocampo senza creare difficoltà alla difesa avversaria. Conte cambia schieramento, passa al 4-4-1-1 con Marchisio alle spalle di Zaza unica punta, e inserendo El Shaarawy al posto di Immobile. Lo spartito non cambia, la Croazia non smette di tessere la propria tela con estrema pazienza, gli azzurri sembrano disorientati dall’imbarazzante possesso palla dei biancorossi. Gli uomini di Conte si concentrano sulla fase difensiva ma non disturbano la facilità di palleggio di Kovacic e compagni. Va dentro anche Pellè nel tentativo di far salire l’Italia sulla trequarti, manca però la forza di imporre il pressing e di costruire gioco. I centrocampisti non sono rapidi nella distribuzione del pallone, nonostante con il trascorrere dei minuti cali d’intensità il dominio croato. La vera emozione della ripresa la creano gli scalmanati supporters biancorossi: al 75’ l’arbitro Kuipers è costretto a sospendere la gara per continuo lancio di fumogeni in campo. Quando si riprende, il solito Perisic grazia Buffon da ottima posizione e niente altro. Alla peggiore Italia della gestione Conte il pareggio va più che bene. «Dispiace, perché il calcio è spettacolo – il primo commento del ct a fine match – Peccato per il loro gol che ci ha messo ansia, ma poi siamo stati bravi a rimetterci in campo. È stato un esame tosto e impegnativo. Abbiamo affrontato una squadra forte che è più avanti rispetto a noi, loro ripartono da un mondiale, noi abbiamo già cambiato tanto. Possiamo essere soddisfatti, è un buon risultato». (Alessandro Ferri – Il Mattino)

Il brutto avviene nel finale. Atti di vero e proprio teppismo “sporcano” una partita equilibrata, ben giocata dalla Croazia in campo ma gestita in maniera indegna dai suoi ultrà presenti a San Siro con fitto lancio di petardi e fumogeni, con sospensione della partita. È l’aspetto peggiore di una gara che non va oltre il pareggio. La Croazia che attacca dalle battute iniziali è la prima sorpresa: per dieci minuti i nostri avversari fanno la partita, impegnano due volte Buffon. L’altra sorpresa è il vantaggio dell’Italia che trova il gol appena mette il muso nella metà campo croata: Zaza non sfonda (11’) e allora serve Candreva che da venti metri indovina l’angolo giusto. Non è l’ultima sorpresa del pirotecnico avvio di gara: merito di Buffon. Il portierone la combina grossa al 15’ quando si lascia passare tra le braccia un destro rasoterra di Perisic, l’attaccante che il Napoli ha messo nel proprio mirino. Il pareggio viene salutato dalla tifoseria croata con lancio di fumogeni in campo e intemperanze varie. Tatticamente Kovac la spunta nel primo tempo. Il suo 4-2-3-1 è un 4-3-3 in fase di possesso palla che disorienta la difesa italiana per la posizione dei due esterni, che si scambiano la fascia, in particolare quella di Perisic, autore dell’uno a uno. Modric è il faro del centrocampo, comanda il pressing alto della sua Nazionale e gestisce i tempi del gioco: un bel sospiro di sollievo per Conte l’uscita forzata anzitempo dal campo del regista del Real Madrid, out per infortunio. In pratica l’Italia è ridotta a giocare in contropiede perché la linea mediana avversaria è alta e punta sul recupero immediato della palla: non è facile ragionare per Marchisio e De Rossi, soprattutto è complicato verticalizzare. Perisic dirottato sulla fascia mancina fa male all’Italia, il giocatore del Wolfsburg domina il duello con Darmian e sempre lui costruisce l’azione che in pieno recupero porta alla conclusione di Olic: Ranocchia salva sulla linea di porta. Non riuscendo a intercettare le linee di passaggio, l’Italia nella ripresa continua come aveva finito, subendo la qualità maggiore dei croati a centrocampo senza creare difficoltà alla difesa avversaria. Conte cambia schieramento, passa al 4-4-1-1 con Marchisio alle spalle di Zaza unica punta, e inserendo El Shaarawy al posto di Immobile. Lo spartito non cambia, la Croazia non smette di tessere la propria tela con estrema pazienza, gli azzurri sembrano disorientati dall’imbarazzante possesso palla dei biancorossi. Gli uomini di Conte si concentrano sulla fase difensiva ma non disturbano la facilità di palleggio di Kovacic e compagni. Va dentro anche Pellè nel tentativo di far salire l’Italia sulla trequarti, manca però la forza di imporre il pressing e di costruire gioco. I centrocampisti non sono rapidi nella distribuzione del pallone, nonostante con il trascorrere dei minuti cali d’intensità il dominio croato. La vera emozione della ripresa la creano gli scalmanati supporters biancorossi: al 75’ l’arbitro Kuipers è costretto a sospendere la gara per continuo lancio di fumogeni in campo. Quando si riprende, il solito Perisic grazia Buffon da ottima posizione e niente altro. Alla peggiore Italia della gestione Conte il pareggio va più che bene. «Dispiace, perché il calcio è spettacolo – il primo commento del ct a fine match – Peccato per il loro gol che ci ha messo ansia, ma poi siamo stati bravi a rimetterci in campo. È stato un esame tosto e impegnativo. Abbiamo affrontato una squadra forte che è più avanti rispetto a noi, loro ripartono da un mondiale, noi abbiamo già cambiato tanto. Possiamo essere soddisfatti, è un buon risultato». (Alessandro Ferri – Il Mattino)

Lascia una risposta