Maltempo a Milano: esondano ancora Seveso e Lambro, i cittadini delle zone interessate invitati a non usare l’auto

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Milano 15 Novembre – La tregua è durata due giorni: dopo che le piogge eccezionali, giovedì, avevano causato non pochi disagi alla città con, tra gli altri, la stazione Garibaldi e il quartiere Isola allagati, sabato 15 novembre il maltempo è tornato a colpire Milano. E, in tarda mattinata, il fiume Seveso è esondato di nuovo sul territorio cittadino in via Valfurva, in zona Niguarda. Analoga situazione per il Lambro, straripato dagli argini. Il Comune ha invitato i cittadini dei quartieri interessati — Niguarda, Isola, Garibaldi, Forlanini, Lambrate eMecenate — a non usare le auto private per quanto possibile nella giornata di sabato. Schierate sul territorio 70 squadre tra Protezione civile, polizia locale e squadre e servizio idrico di MM, che ha aperto tutti i chiusini per il deflusso dell’acqua. In zona Isola, gli ambulanti del mercato rionale di piazzale Lagosta sono stati invitati ad anticipare il disallestimento dei banchi lasciando libere piazza Minniti, via Garigliano e via Sebenico.

Il Seveso, così come il Lambro nel tratto che attraversa Milano, erano «sorvegliati speciali» già dalla notte tra venerdì e sabato. Dalla serata di venerdì, quando era scattato lo stato di allerta,era stata allertata la squadra del Comune di Milano con polizia locale, protezione civile, MM servizi idrici e Amsa presenti sul territorio e pronti a intervenire per gestire l’emergenza. Sotto controllo, in particolare, le sponde del fiume Lambro da Cascina Gobba in avanti al fine di prevenire eventuali insediamenti abusivi lungo gli argini.

La rabbia di don Mazzi

«Non è possibile vivere in una città come Milano come zingari che devono continuamente lasciare le proprie cose e il posto dove vivono», è’ lo sfogo all’ANSA di Don Antonio Mazzi dopo la seconda evacuazione in quattro giorni della comunità Exodus dalla sede di parco Lambro a Milano. «Ci hanno di nuovo fatto sgomberare – prosegue Don Mazzi – e pare che oggi la situazione del Lambro sia peggio di mercoledì scorso. Stamattina è venuta la Protezione civile a dirci che l’esondazione del Lambro è già iniziata e durerà fino a mezzanotte, domani la situazione migliorerà, ma lunedì dovrebbe arrivare un’altra esondazione. Sono arrabbiato come una bestia perché la nostra sede è in uno stabile del Comune però nessuno viene a vedere se abbiamo bisogno di qualcosa. Abbiamo finito di pulire tutto solo ieri e oggi di nuovo abbiamo dovuto andarcene, è dura soprattutto per i ragazzi, che abbiamo trasferito in altre strutture di Exodus, perché sono tutti ragazzi con delle difficoltà. «Non voglio darmi arie da perseguitato – conclude polemicamente Don Mazzi – ma Milano dovrebbe capire la nostra situazione e venirci incontro. Mi domando se quelli che ieri hanno fatto sciopero non avrebbero potuto venire a darci una mano». Corriere Milano (Corriere Milano)

Milano 15 Novembre – La tregua è durata due giorni: dopo che le piogge eccezionali, giovedì, avevano causato non pochi disagi alla città con, tra gli altri, la stazione Garibaldi e il quartiere Isola allagati, sabato 15 novembre il maltempo è tornato a colpire Milano. E, in tarda mattinata, il fiume Seveso è esondato di nuovo sul territorio cittadino in via Valfurva, in zona Niguarda. Analoga situazione per il Lambro, straripato dagli argini. Il Comune ha invitato i cittadini dei quartieri interessati — Niguarda, Isola, Garibaldi, Forlanini, Lambrate eMecenate — a non usare le auto private per quanto possibile nella giornata di sabato. Schierate sul territorio 70 squadre tra Protezione civile, polizia locale e squadre e servizio idrico di MM, che ha aperto tutti i chiusini per il deflusso dell’acqua. In zona Isola, gli ambulanti del mercato rionale di piazzale Lagosta sono stati invitati ad anticipare il disallestimento dei banchi lasciando libere piazza Minniti, via Garigliano e via Sebenico.esondazione seveso1

Il Seveso, così come il Lambro nel tratto che attraversa Milano, erano «sorvegliati speciali» già dalla notte tra venerdì e sabato. Dalla serata di venerdì, quando era scattato lo stato di allerta,era stata allertata la squadra del Comune di Milano con polizia locale, protezione civile, MM servizi idrici e Amsa presenti sul territorio e pronti a intervenire per gestire l’emergenza. Sotto controllo, in particolare, le sponde del fiume Lambro da Cascina Gobba in avanti al fine di prevenire eventuali insediamenti abusivi lungo gli argini.

La rabbia di don Mazzi

«Non è possibile vivere in una città come Milano come zingari che devono continuamente lasciare le proprie cose e il posto dove vivono», è’ lo sfogo all’ANSA di Don Antonio Mazzi dopo la seconda evacuazione in quattro giorni della comunità Exodus dalla sede di parco Lambro a Milano. «Ci hanno di nuovo fatto sgomberare – prosegue Don Mazzi – e pare che oggi la situazione del Lambro sia peggio di mercoledì scorso. Stamattina è venuta la Protezione civile a dirci che l’esondazione del Lambro è già iniziata e durerà fino a mezzanotte, domani la situazione migliorerà, ma lunedì dovrebbe arrivare un’altra esondazione. Sono arrabbiato come una bestia perché la nostra sede è in uno stabile del Comune però nessuno viene a vedere se abbiamo bisogno di qualcosa. Abbiamo finito di pulire tutto solo ieri e oggi di nuovo abbiamo dovuto andarcene, è dura soprattutto per i ragazzi, che abbiamo trasferito in altre strutture di Exodus, perché sono tutti ragazzi con delle difficoltà. «Non voglio darmi arie da perseguitato – conclude polemicamente Don Mazzi – ma Milano dovrebbe capire la nostra situazione e venirci incontro. Mi domando se quelli che ieri hanno fatto sciopero non avrebbero potuto venire a darci una mano». Corriere Milano (Corriere Milano)