CANFORA DICHIARA GUERRA ALLE PARTECIPATE

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La battaglia è accesa e lo sarà ancor di più con il trascorrere del tempo. La battaglia è quella che il nuovo governo della Provincia di Salerno guidato dal presidente Canfora ha intrapreso nei confronti delle società direttamente o indirettamente riconducibili a Palazzo S. Agostino. Così come fece Edmondo Cirielli al suo insediamento al vertice dell’ente, anche Canfora – per mere scelte politiche – vuole azzerare tutti i vertici delle società, enti, consorzi, para – enti, politicamente collegati alla Provincia di Salerno. E’ la dura legge dello spoils sistem che non tiene in alcun conto la capacità, o l’incapacità, di un manager, ma considera solo l’appartenenza politica. Canfora, rispetto al passato, ha dalla sua la necessità di limitare all’osso i costi, di snellire la macchina burocratica dell’ente, di limitarne l’operatività in virtù del nuovo dettato governativo, ma non è cosa semplice e, soprattutto, veloce. Esempio di scuola è la vicenda ASI, il consorzio per l’area di sviluppo industriale retto da Gianluigi Cassandra, nominato durante l’amministrazione di centro-destra. Non appena insediatosi Canfora firmò il foglio di via per il presidente del consorzio, a prescindere da quella che era stata la gestione o la qualità dell’operato. Cassandra doveva andar via perchè promanazione diretta di Cirielli, ovvero, del passato. Il giovane manager salernitano che non si era dimesso dall’incarico come, pure, gli avevano consigliato ha fato ricorso alla giustizia amministrativa vincendo al TAR e rimanendo in sella, a dispetto di Canfora e del nuovo asset che governa la Provincia. Ieri la questione è stata ampiamente tratta nel corso del Consiglio Provinciale dove, proprio prendendo spunto dal caso Cassandra, la questione è stata ampiamente discussa. La minoranza, ovvero il centro – destra, ha contestato l’art.11 della delibera di indirizzo del presidente Canfora che prevede “la revoca degli incarichi al venir meno del rapporto di fiducia”. L’opposizione, per far valere la propria tesi, ha anche richiamato la sentenza del Tar cha ha ritenuto illegittimo il decreto con cui il presidente Canfora aveva sospeso le nomine di tutti gli enti partecipati. Una provocazione alla quale la maggioranza ha risposto ritenendo doveroso per i rappresentanti di Palazzo Sant’Agostino – nominati negli enti e nelle società partecipate dalla vecchia amministrazione – dimettersi rimettendo il mandato nelle mani del presidente invece di trincerarsi dietro la questione puramente giuridica e la decisione del Tar. Alla fine del confronto si è giunti alla votazione dell’atto di indirizzo, approvato con i 10 voti della maggioranza. Scontato il commento del presidente Canfora. “La maggior parte di queste partecipate – ha chiosato – prima le chiudiamo e meglio è facendo salvi, soltanto, i diritti dei lavoratori”.La battaglia è accesa e lo sarà ancor di più con il trascorrere del tempo. La battaglia è quella che il nuovo governo della Provincia di Salerno guidato dal presidente Canfora ha intrapreso nei confronti delle società direttamente o indirettamente riconducibili a Palazzo S. Agostino. Così come fece Edmondo Cirielli al suo insediamento al vertice dell’ente, anche Canfora – per mere scelte politiche – vuole azzerare tutti i vertici delle società, enti, consorzi, para – enti, politicamente collegati alla Provincia di Salerno. E’ la dura legge dello spoils sistem che non tiene in alcun conto la capacità, o l’incapacità, di un manager, ma considera solo l’appartenenza politica. Canfora, rispetto al passato, ha dalla sua la necessità di limitare all’osso i costi, di snellire la macchina burocratica dell’ente, di limitarne l’operatività in virtù del nuovo dettato governativo, ma non è cosa semplice e, soprattutto, veloce. Esempio di scuola è la vicenda ASI, il consorzio per l’area di sviluppo industriale retto da Gianluigi Cassandra, nominato durante l’amministrazione di centro-destra. Non appena insediatosi Canfora firmò il foglio di via per il presidente del consorzio, a prescindere da quella che era stata la gestione o la qualità dell’operato. Cassandra doveva andar via perchè promanazione diretta di Cirielli, ovvero, del passato. Il giovane manager salernitano che non si era dimesso dall’incarico come, pure, gli avevano consigliato ha fato ricorso alla giustizia amministrativa vincendo al TAR e rimanendo in sella, a dispetto di Canfora e del nuovo asset che governa la Provincia. Ieri la questione è stata ampiamente tratta nel corso del Consiglio Provinciale dove, proprio prendendo spunto dal caso Cassandra, la questione è stata ampiamente discussa. La minoranza, ovvero il centro – destra, ha contestato l’art.11 della delibera di indirizzo del presidente Canfora che prevede “la revoca degli incarichi al venir meno del rapporto di fiducia”. L’opposizione, per far valere la propria tesi, ha anche richiamato la sentenza del Tar cha ha ritenuto illegittimo il decreto con cui il presidente Canfora aveva sospeso le nomine di tutti gli enti partecipati. Una provocazione alla quale la maggioranza ha risposto ritenendo doveroso per i rappresentanti di Palazzo Sant’Agostino – nominati negli enti e nelle società partecipate dalla vecchia amministrazione – dimettersi rimettendo il mandato nelle mani del presidente invece di trincerarsi dietro la questione puramente giuridica e la decisione del Tar. Alla fine del confronto si è giunti alla votazione dell’atto di indirizzo, approvato con i 10 voti della maggioranza. Scontato il commento del presidente Canfora. “La maggior parte di queste partecipate – ha chiosato – prima le chiudiamo e meglio è facendo salvi, soltanto, i diritti dei lavoratori”.