Dramma a Boscotrecase. Madre e figlia morte in sala parto. Scatta l’inchiesta, otto indagati

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Boscotrecase. Avrebbe dovuto essere il giorno più bello della vita per Maria D’Ambrosio: stava per diventare mamma per la quarta volta. Mercoledì mattina si reca all’ospedale Sant’Anna di Boscotrecase per mettere alla luce la piccola Francesca, ma nessuna delle due, purtroppo, è uscita viva dalla sala parto. Sono morte entrambe, a causa di complicazioni. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta: otto gli indagati per omicidio colposo, tra medici e infermieri. Un atto dovuto perché possano farsi rappresentare in sede di autopsia. Sono le ore 14. I medici del reparto di ginecologia e ostetricia, dopo un tracciato, decidono di ricoverare la donna, 38enne, perché le si sono rotte le membrane amnio-coriali. Maria, casalinga, resta tutta la giornata in ospedale. Alle 18 circa comincia ad avere le contrazioni. È felice perché Francesca sta per nascere, così chiama Cira, la sorella che ha 30 anni, per avvisarla: è ancora presto, dato che l’utero è chiuso ma qualcosa sta accadendo, forse la piccola sta per nascere. Poi alle 20.45 circa Maria richiama a casa: «Cira, correte. Ho iniziato ad avere le contrazioni e l’utero è dilatato di sei centimetri». La sorella, papà Salvatore (il secondo marito della donna) e le altre tre figlie di Maria, Anna, 18 anni, Rosa di 18 e S. di 13, si precipitano in ospedale, felici ed impazienti di vedere finalmente la piccola Francesca, che tarda a nascere, visto che mamma Maria ha finito i conti il 4 novembre. In poco tempo, però, la felicità si trasforma in una delle tragedie più assurde che possano accadere. La famiglia, arrivata al nosocomio, si reca al quarto piano dell’ospedale, al reparto di ginecologia e ostetricia che è situato al quarto piano. Una volta arrivati, davanti all’ascensore vedono passare alcuni medici che trasportano una donna su una barella. È Maria: la sua faccia è viola sul lato sinistro, le esce il sangue dalla bocca e porta una maschera per l’ossigeno. Il reparto è diventato un via vai di medici e infermieri; la situazione è già grave, quindi nessuno si ferma a parlare con loro. La famiglia di Maria attende fino alle 23,45 circa, preoccupata, mentre medici e infermieri entrano ed escono dalla sala operatoria. Cira decide di chiamare il 112. Dopo un po’ sul posto giungono i carabinieri. Mentre i militari parlano con la sorella di Maria, la radiotrasmittente suona: è la centrale operativa. La voce dall’altro lato avverte che una donna è morta in quell’ospedale. È così che tutti vengono a sapere che mamma Maria è morta, insieme con la piccola Francesca. Una tragedia che si è consumata a mezzanotte, cambiando per sempre la vita della famiglia. Mentre loro erano fuori, in quella sala parto mamma e figlia perdevano la vita. A causare il decesso di Maria potrebbe essere stata un’embolia amniotica dovuta allo sforzo del parto: il liquido amniotico potrebbe essere finito nei vasi sanguigni, causando una crisi epilettica. La donna sarebbe quindi stata sedata, ma i medici poco avrebbero potuto. Oppure Maria sarebbe morta a causa di circostanze fortuite, in seguito a complicazioni inaspettate. La piccola Francesca invece, secondo le prime ipotesi, sarebbe deceduta dopo la sua mamma. I medici in un primo momento hanno tentato di far nascere la bimba con un taglio cesareo, ma le condizioni della neonata sarebbero ulteriormente peggiorate, nonostante le cure di rianimatori e ginecologi. Nei nove mesi di gravidanza non ci sarebbero state complicazioni preoccupanti. La 38enne fino ai primi di ottobre viene seguita da un ginecologo del consultorio di Torre Annunziata. Intanto un pool della Procura di Torre Annunziata, coordinato dal procuratore Alessandro Pennasilico, ha avviato le indagini ipotizzando il reato di omicidio colposo. Un atto dovuto che vede l’iscrizione nel registro degli indagati di 8 persone tra medici e infermieri intervenuti durante il tragico epilogo di quello che doveva essere un normale parto. Il pm Antonella Lauri – che ha ricevuto il fascicolo d’inchiesta aperto dalla collega di turno Rossella Annunziata – ha già previsto l’autopsia sui corpi della 38enne e del feto, ma si attende la nomina del medico legale che avverrà nelle prossime ore. La famiglia D’Ambrosio, intanto, ha nominato come difensore di fiducia l’avvocato Mauro Porcelli. (Giovanna Sorrentino – Il Mattino)  

Boscotrecase. Avrebbe dovuto essere il giorno più bello della vita per Maria D’Ambrosio: stava per diventare mamma per la quarta volta. Mercoledì mattina si reca all’ospedale Sant’Anna di Boscotrecase per mettere alla luce la piccola Francesca, ma nessuna delle due, purtroppo, è uscita viva dalla sala parto. Sono morte entrambe, a causa di complicazioni. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta: otto gli indagati per omicidio colposo, tra medici e infermieri. Un atto dovuto perché possano farsi rappresentare in sede di autopsia. Sono le ore 14. I medici del reparto di ginecologia e ostetricia, dopo un tracciato, decidono di ricoverare la donna, 38enne, perché le si sono rotte le membrane amnio-coriali. Maria, casalinga, resta tutta la giornata in ospedale. Alle 18 circa comincia ad avere le contrazioni. È felice perché Francesca sta per nascere, così chiama Cira, la sorella che ha 30 anni, per avvisarla: è ancora presto, dato che l’utero è chiuso ma qualcosa sta accadendo, forse la piccola sta per nascere. Poi alle 20.45 circa Maria richiama a casa: «Cira, correte. Ho iniziato ad avere le contrazioni e l’utero è dilatato di sei centimetri». La sorella, papà Salvatore (il secondo marito della donna) e le altre tre figlie di Maria, Anna, 18 anni, Rosa di 18 e S. di 13, si precipitano in ospedale, felici ed impazienti di vedere finalmente la piccola Francesca, che tarda a nascere, visto che mamma Maria ha finito i conti il 4 novembre. In poco tempo, però, la felicità si trasforma in una delle tragedie più assurde che possano accadere. La famiglia, arrivata al nosocomio, si reca al quarto piano dell’ospedale, al reparto di ginecologia e ostetricia che è situato al quarto piano. Una volta arrivati, davanti all’ascensore vedono passare alcuni medici che trasportano una donna su una barella. È Maria: la sua faccia è viola sul lato sinistro, le esce il sangue dalla bocca e porta una maschera per l’ossigeno. Il reparto è diventato un via vai di medici e infermieri; la situazione è già grave, quindi nessuno si ferma a parlare con loro. La famiglia di Maria attende fino alle 23,45 circa, preoccupata, mentre medici e infermieri entrano ed escono dalla sala operatoria. Cira decide di chiamare il 112. Dopo un po’ sul posto giungono i carabinieri. Mentre i militari parlano con la sorella di Maria, la radiotrasmittente suona: è la centrale operativa. La voce dall’altro lato avverte che una donna è morta in quell’ospedale. È così che tutti vengono a sapere che mamma Maria è morta, insieme con la piccola Francesca. Una tragedia che si è consumata a mezzanotte, cambiando per sempre la vita della famiglia. Mentre loro erano fuori, in quella sala parto mamma e figlia perdevano la vita. A causare il decesso di Maria potrebbe essere stata un’embolia amniotica dovuta allo sforzo del parto: il liquido amniotico potrebbe essere finito nei vasi sanguigni, causando una crisi epilettica. La donna sarebbe quindi stata sedata, ma i medici poco avrebbero potuto. Oppure Maria sarebbe morta a causa di circostanze fortuite, in seguito a complicazioni inaspettate. La piccola Francesca invece, secondo le prime ipotesi, sarebbe deceduta dopo la sua mamma. I medici in un primo momento hanno tentato di far nascere la bimba con un taglio cesareo, ma le condizioni della neonata sarebbero ulteriormente peggiorate, nonostante le cure di rianimatori e ginecologi. Nei nove mesi di gravidanza non ci sarebbero state complicazioni preoccupanti. La 38enne fino ai primi di ottobre viene seguita da un ginecologo del consultorio di Torre Annunziata. Intanto un pool della Procura di Torre Annunziata, coordinato dal procuratore Alessandro Pennasilico, ha avviato le indagini ipotizzando il reato di omicidio colposo. Un atto dovuto che vede l’iscrizione nel registro degli indagati di 8 persone tra medici e infermieri intervenuti durante il tragico epilogo di quello che doveva essere un normale parto. Il pm Antonella Lauri – che ha ricevuto il fascicolo d’inchiesta aperto dalla collega di turno Rossella Annunziata – ha già previsto l’autopsia sui corpi della 38enne e del feto, ma si attende la nomina del medico legale che avverrà nelle prossime ore. La famiglia D’Ambrosio, intanto, ha nominato come difensore di fiducia l’avvocato Mauro Porcelli. (Giovanna Sorrentino – Il Mattino)