La rinascita del Napoli. Così Benitez ha recuperato Jorginho, Ghoulam e Maggio

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La metamorfosi di Jorginho. Quelle di Maggio e Ghoulam. I tre azzurri che Benitez ha ritrovato d’incanto, quelli più in difficoltà in avvio di stagione e ora su livelli standard di rendimento. Le convinzioni ritrovate. Innanzitutto le motivazioni ritrovate e soprattutto le giuste convinzioni. Un lavoro psicologico, quello di Benitez. Colloqui di gruppo e individuali, il tecnico spagnolo ha fatto sentire sempre importanti proprio gli azzurri in maggiore difficoltà. Li ha aspettati e ha avuto ragione. Problemi diversi ma una base comune, la delusione enorme per il ko di Bilbao e l’estromissione dalla Champions League. Da quel momento è scattata una sindrome negativa nella testa degli azzurri e c’è chi ha sofferto più degli altri. Le prime risposte positive, la crescita nell’ultimo mese e le due prestazioni super contro Roma e Fiorentina. Una crescita di rendimento costante collegata proprio alle motivazioni psicologiche che adesso sono di nuovo al top. La forma fisica. Fondamentale la condizione atletica ritrovata, diversi gli uomini chiave giù di corda e ora di nuovo brillanti. Jorginho, innanzitutto. Ritmi blandi, giocate prevedibili, poca partecipazione alla fase di non possesso, tra i peggiori nella doppia sfida del preliminare di Champions League. Poi l’infortunio muscolare, un affaticamento che l’ha messo ko per un mese dopo la prestazione incolore contro il Chievo Verona. Sparito dai radar, il ritorno boom contro Roma e Fiorentina, la sua qualità ha dato un input decisivo alla crescita del centrocampo, peccato che non ci sarà per squalifica alla ripresa contro il Cagliari. Forma ideale raggiunta anche da Maggio e Ghoulam, i due laterali difensivi, i due terzini del 4-2-3-1 di Rafa, fondamentali in copertura ma anche nella spinta. Su e giù lunga fascia, necessario avere fiato ed esplosività, occorre la condizione migliore, proprio quella che hanno in questo momento Maggio e Ghoulam. Lo schema tattico. Adesso brillano di nuovo tutti, soprattutto quelli sottotono nei primi due mesi perché il Napoli è più compatto, le distanze tra i reparti sono quelle giuste e ognuno riesce a brillare nella doppia fase, quando c’è da spingere e da difendere. Un Napoli più equilibrato, meno spregiudicato e che riesce adesso a sviluppare al meglio la doppia fase senza scompensi. Ecco perché adesso Jorginho a centrocampo non corre a vuoto, anzi si muove con i tempi giusti e soprattutto riesce ad impostare l’azione e a verticalizzare. Lo stesso motivo per cui Maggio e Ghoulam adesso sulle fasce soffrono meno negli uno contro uno. Con questa compattezza di squadra ritrovata adesso sia i centrocampisti che i difensori soffrono meno e hanno ritrovato incisività. Il vecchio gruppo. Maggio è uno dei veterani, quello che con Hamsik è cresciuto nel Napoli di De Laurentiis. Ghoulam e Jorginho sono arrivati a gennaio scorso, due acquisti indovinati per migliorare il gruppo di Benitez. Tre di quelli che conoscono a memoria il modello di Rafa, i sui metodi di lavoro, gli allenamenti e gli schemi. Protagonisti l’anno scorso nel campionato dei record e nella vittoria in coppa Italia. Ripartiti con la voglia di migliorarsi: un inizio però molto difficoltoso in campionato, dopo l’impatto devastante per l’eliminazione in Champions League. Ora la netta inversione di tendenza, la ripresa, il riscatto. I tre azzurri che più di tutti hanno svoltato, quelli sui quali Benitez non ha mai avuto dubbi. (Roberto Ventre – Il Mattino)

La metamorfosi di Jorginho. Quelle di Maggio e Ghoulam. I tre azzurri che Benitez ha ritrovato d’incanto, quelli più in difficoltà in avvio di stagione e ora su livelli standard di rendimento. Le convinzioni ritrovate. Innanzitutto le motivazioni ritrovate e soprattutto le giuste convinzioni. Un lavoro psicologico, quello di Benitez. Colloqui di gruppo e individuali, il tecnico spagnolo ha fatto sentire sempre importanti proprio gli azzurri in maggiore difficoltà. Li ha aspettati e ha avuto ragione. Problemi diversi ma una base comune, la delusione enorme per il ko di Bilbao e l’estromissione dalla Champions League. Da quel momento è scattata una sindrome negativa nella testa degli azzurri e c’è chi ha sofferto più degli altri. Le prime risposte positive, la crescita nell’ultimo mese e le due prestazioni super contro Roma e Fiorentina. Una crescita di rendimento costante collegata proprio alle motivazioni psicologiche che adesso sono di nuovo al top. La forma fisica. Fondamentale la condizione atletica ritrovata, diversi gli uomini chiave giù di corda e ora di nuovo brillanti. Jorginho, innanzitutto. Ritmi blandi, giocate prevedibili, poca partecipazione alla fase di non possesso, tra i peggiori nella doppia sfida del preliminare di Champions League. Poi l’infortunio muscolare, un affaticamento che l’ha messo ko per un mese dopo la prestazione incolore contro il Chievo Verona. Sparito dai radar, il ritorno boom contro Roma e Fiorentina, la sua qualità ha dato un input decisivo alla crescita del centrocampo, peccato che non ci sarà per squalifica alla ripresa contro il Cagliari. Forma ideale raggiunta anche da Maggio e Ghoulam, i due laterali difensivi, i due terzini del 4-2-3-1 di Rafa, fondamentali in copertura ma anche nella spinta. Su e giù lunga fascia, necessario avere fiato ed esplosività, occorre la condizione migliore, proprio quella che hanno in questo momento Maggio e Ghoulam. Lo schema tattico. Adesso brillano di nuovo tutti, soprattutto quelli sottotono nei primi due mesi perché il Napoli è più compatto, le distanze tra i reparti sono quelle giuste e ognuno riesce a brillare nella doppia fase, quando c’è da spingere e da difendere. Un Napoli più equilibrato, meno spregiudicato e che riesce adesso a sviluppare al meglio la doppia fase senza scompensi. Ecco perché adesso Jorginho a centrocampo non corre a vuoto, anzi si muove con i tempi giusti e soprattutto riesce ad impostare l’azione e a verticalizzare. Lo stesso motivo per cui Maggio e Ghoulam adesso sulle fasce soffrono meno negli uno contro uno. Con questa compattezza di squadra ritrovata adesso sia i centrocampisti che i difensori soffrono meno e hanno ritrovato incisività. Il vecchio gruppo. Maggio è uno dei veterani, quello che con Hamsik è cresciuto nel Napoli di De Laurentiis. Ghoulam e Jorginho sono arrivati a gennaio scorso, due acquisti indovinati per migliorare il gruppo di Benitez. Tre di quelli che conoscono a memoria il modello di Rafa, i sui metodi di lavoro, gli allenamenti e gli schemi. Protagonisti l’anno scorso nel campionato dei record e nella vittoria in coppa Italia. Ripartiti con la voglia di migliorarsi: un inizio però molto difficoltoso in campionato, dopo l’impatto devastante per l’eliminazione in Champions League. Ora la netta inversione di tendenza, la ripresa, il riscatto. I tre azzurri che più di tutti hanno svoltato, quelli sui quali Benitez non ha mai avuto dubbi. (Roberto Ventre – Il Mattino)

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