Salerno in lutto. E’ morto Peppino Soglia, il presidentedella storica promozione in B

0

Il fisico da tempo non rispondeva più alle sollecitazioni, ma testa e cuore funzionavano a pieno regime, solo che in pochi se ne accorgevano, solo chi gli voleva bene. Da tempo don Peppino Soglia parlava con gli occhi, gli stessi che intrisi di lacrime accompagnarono la cavalcata della sua Salernitana, la Salernitana di Manni, Ansaloni e Di Bartolomei a centrare, nel ’90, una storica promozione in serie B dopo un’attesa durata 25 anni. Don Peppino Soglia non c’è più, ha deciso di chiudere con le sofferenze che da tempo non gli davano tregua, è andato via lasciando una marea di ricordi, un fiume di affetto. Si è spento all’età di 74 anni, ha chiuso gli occhi in una clinica di Somma Vesuviano dover era ricoverato da tempo domani ritornerà per l’ultimo saluto a Castel San Giorgio, il paese che gli ha dato i natali, quello dal quale, giovane e rampante, partì per fare fortuna a Salerno inseguendo due sogni: il successo nell’imprenditoria e la presidenza della Salernitana. Centrò entrambe le cose, toccando l’acme della sua stagione di costruttore realizzando l’Arechi e guidando la Salernitana allo storico traguardo della promozione in serie B. Soglia aveva rilevato la Salernitana il 14 aprile 1987 dalla Fi.Sa. di Augusto Strianese, raggiungendo una salvezza in campionato e assumendo Enrico Fedele con l’incarico di lavorare per costruire una grande squadra nell’anno seguente; grande solo sulla carta perchè la B, anche quella volta, rimase una chimera. La “mission” riuscì nell’89/90 con Manni dietro la scrivania, Anasaloni alla guida tecnica e Di Bartolomei in campo. Poi la mesta retrocessione del 1991, in un maledetto pomeriggio a Pescara e la sconfitta nello spareggio con il Cosenza. In quell’estate, la cessione definitiva a Casillo a margine di un estenuante tira e molla. Fu quello l’ultimo gesto d’amore di Peppino Soglia nei confronti della Salernitana. Cedendo a Pasquale Casillo, all’epoca illuminato imprenditore calcistico, Soglia rinunciò a tanti soldi e a numerosi appalti offerti dalla cordata rivale. La Salernitana ricorderà Don Peppino giocando venerdì, a Reggio Calabria, con il braccio listato a lutto.
FONTE TVOGGISALERNO
ARTICOLO INSERITO DAL SALERNITANA CLUB COSTIERA AMALFITANAIl fisico da tempo non rispondeva più alle sollecitazioni, ma testa e cuore funzionavano a pieno regime, solo che in pochi se ne accorgevano, solo chi gli voleva bene. Da tempo don Peppino Soglia parlava con gli occhi, gli stessi che intrisi di lacrime accompagnarono la cavalcata della sua Salernitana, la Salernitana di Manni, Ansaloni e Di Bartolomei a centrare, nel ’90, una storica promozione in serie B dopo un’attesa durata 25 anni. Don Peppino Soglia non c’è più, ha deciso di chiudere con le sofferenze che da tempo non gli davano tregua, è andato via lasciando una marea di ricordi, un fiume di affetto. Si è spento all’età di 74 anni, ha chiuso gli occhi in una clinica di Somma Vesuviano dover era ricoverato da tempo domani ritornerà per l’ultimo saluto a Castel San Giorgio, il paese che gli ha dato i natali, quello dal quale, giovane e rampante, partì per fare fortuna a Salerno inseguendo due sogni: il successo nell’imprenditoria e la presidenza della Salernitana. Centrò entrambe le cose, toccando l’acme della sua stagione di costruttore realizzando l’Arechi e guidando la Salernitana allo storico traguardo della promozione in serie B. Soglia aveva rilevato la Salernitana il 14 aprile 1987 dalla Fi.Sa. di Augusto Strianese, raggiungendo una salvezza in campionato e assumendo Enrico Fedele con l’incarico di lavorare per costruire una grande squadra nell’anno seguente; grande solo sulla carta perchè la B, anche quella volta, rimase una chimera. La “mission” riuscì nell’89/90 con Manni dietro la scrivania, Anasaloni alla guida tecnica e Di Bartolomei in campo. Poi la mesta retrocessione del 1991, in un maledetto pomeriggio a Pescara e la sconfitta nello spareggio con il Cosenza. In quell’estate, la cessione definitiva a Casillo a margine di un estenuante tira e molla. Fu quello l’ultimo gesto d’amore di Peppino Soglia nei confronti della Salernitana. Cedendo a Pasquale Casillo, all’epoca illuminato imprenditore calcistico, Soglia rinunciò a tanti soldi e a numerosi appalti offerti dalla cordata rivale. La Salernitana ricorderà Don Peppino giocando venerdì, a Reggio Calabria, con il braccio listato a lutto.
FONTE TVOGGISALERNO
ARTICOLO INSERITO DAL SALERNITANA CLUB COSTIERA AMALFITANA