Quando la carta canta: processo in conservatorio

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Ieri sera riunione straordinaria al Martucci per fare chiarezza sui progetti dedicati al corso di management: protagonisti l’avvocato Franco Massimo Lanocita e il M° Francesco Scala

 

Di OLGA CHIEFFI

Giuseppe Verdi Simon Boccanegra, scena del gran consiglio, finale del I atto. Siamo al Conservatorio Statale di Musica “G.Martucci” di Salerno, purtroppo non si esegue quella pagina così perfetta psicologicamente, quei chiaroscuri, quei frammenti cromatici, va in scena un processo con tanto di requisitoria dell’Avv. Franco Massimo Lanocita, alla presenza del direttore Imma Battista, nei confronti del docente Francesco Scala, coordinatore dimissionario del corso di management del nostro conservatorio, per aver spiegato in una lettera indirizzata a colleghi e docenti il gran rifiuto del ruolo e il ritorno alla cattedra di titolarità relativa alla pratica pianistica. In due articoli pubblicati su queste colonne è stato gettato fango sul direttivo amministrativo del Martucci accusato aver buttato alle ortiche undici anni di lavoro racchiusi nel progetto che il M° Francesco Scala aveva individuato nel bando della regione Campania  del 14/07/2014, relativo proprio alla formazione di dieci figure professionali nel campo della produzione di spettacoli. Protagonista il Conservatorio “G.Martucci” di Salerno con i propri docenti, prestigioso laboratorio il Ravello Festival, uno dei più antichi d’Italia, una ribalta di livello internazionale, per 300 ore di formazione finanziate per 30.000 euro, dalla regione Campania, in una estate dove magari ad accoglierci sul belvedere di Villa Rufolo avremmo trovato gli allievi del Martucci. Un progetto, questo del M° Scala, prodotto interamente dagli allievi del corso di management, ma mai protocollato per intero, mai giunto in consiglio per inadempienze forse dell’ufficio protocollo che non ha mai stampato gli allegati della mail del M° Scala, dello stesso docente che, a nostro modesto parere, visti tempi ed interlocutori, avrebbe dovuto andare a far protocollare il progetto di persona e consegnarlo stampato in triplice copia a chi di dovere, non fidandosi completamente di mail ed internet, nonché per la mancanza della richiesta di partenariato specifica da parte dell’ente capofila tal Ditta Associazione Italiana Tecnologia e Ambiente, sconosciuta al Martucci e mai presentatasi, né alcun cenno d’intesa da parte della Fondazione Ravello, principali attori del progetto che è stato messo da parte dal Consiglio d’amministrazione, unitamente ad un’altra proposta che vedeva referente il noto giornalista sportivo, politico e di spettacolo Giuseppe “Peppe” Iannicelli e l’ente di formazione COM2 presieduto da Rosario Alfano, anche questo pare scompleto, il tutto nell’ultima seduta valida per produrre la documentazione per partecipare al bando della regione Campania. Solo oggi abbiamo saputo, nel corso di questa assemblea, di un terzo progetto che rivela il conservatorio Martucci in corsa per lo stesso bando al fianco della Fo.Svi.ter, un ente di formazione che collabora con più associazioni datoriali per favorire lo sviluppo professionale in vari settori, tra cui commercio, turismo, terziario e socio-sanitario, rappresentato da Giovanna De Vita, l’associazione onlus Antonio Barchetta e l’assessorato alla cultura del comune di Benevento. Atmosfera rovente nella nuovissima sala concerti ancora addobbata per la tre giorni che ha chiuso l’ottobre musicale del conservatorio, l’entusiasmante “Electric Shock Hazard”, divenuta un vero e proprio foro per  l’acceso argomentare di FrancoMassimo Lanocita nelle vesti di vicepresidente del C.d.A. del conservatorio, il quale ha smontato punto per punto il lavoro del docente Franco Scala, il quale ha dalla sua tutto l’impegno profuso per offrire agli allievi del Martucci una vetrina internazionale quale è il Festival di Ravello, ove lo scorso anno, grazie all’intesa tra Unisob, Suor Orsola Benincasa e Fondazione Ravello, diversi giovani tra diplomati e laureati hanno vissuto esperienze nei diversi settori della macchina organizzativa del festival. Partecipi anche gli allievi del conservatorio, tra cui Marina Lucia che ha difeso il progetto presentato per ottenere il laboratorio presso il Ravello Festival scritto dagli allievi e che Franco Massimo Lanocita ha promesso di utilizzare per il progetto beneventano, nel caso arrivino i finanziamenti che dovrebbero aggirarsi attorno ai 150.000 euro, così come il presidente della consulta studentesca Fabio Marone, accesissimo tribuno dell’operato del consiglio d’amministrazione, ha da pari a pari attaccato Francesco Scala. Intervento anche del docente Maurizio Romano, il quale ha individuato nella mancanza di comunicazione tra docenti e consiglio d’amministrazione, la causa di quanto accaduto, anche perché i vari progetti non sono affatto passati al vaglio del Consiglio Accademico. Il consesso si è sciolto sulle ali di un coro di “Ma i documenti ci sono o non ci sono, gli allegati per il master ravellese ci sono o non ci sono?”. Siamo nell’anno eduardiano e mi piace chiudere con una citazione da “Le voci di dentro”: “Alberto: E tu sei un assassino. Come tuo padre, tua madre, tua sorella, tua zia e questa criminale di cameriera che tenete in casa. Assassini! Signor brigadiere, la denuncia che ho fatto è precisa e documentabile. Questa è una famiglia di degenerati criminali. Questo immondo individuo, con due figli, di fronte ai quali avrebbe dovuto sacrificare ogni sua aspirazione per educarli al bene, assiste sereno e contento alle tresche provvisorie e occasionali di sua moglie, la quale, con la scusa di leggere le carte, riceve clienti di giorno e di notte. Tu, è meglio che non ti agiti. Ho le prove, perciò parlo. Vi ho seguiti, v’ aggio fatta ‘a spia. E il sospetto è stato coronato dall’autenticità dei fatti. Ma ora la vostra miserabile esistenza è finita. Brigadié, questo branco di iene, questi vermi schifosi, hanno commesso il più atroce e raccapricciante dei delitti. Dopo aver attirato in casa il mio fraterno amico Aniello Amitrano, con l’arma della seduzione di questa donna, l’hanno sgozzato, derubato, e hanno fatto sparire il cadavere. Tutti: Noi? Alberto: Ma la mano di Dio è grande e toglie i lumi agli assassini. Le prove, i documenti, sono nascosti in casa e so io dove. Brigadié, portateli via questi miserabili… Io vi seguirò in questura con tutte le prove, e vedrete che non avranno più il coraggio di negare. Brigadiere: Camminate, andiamo! Pasquale: Ma questo è un pazzo. Noi siamo gente per bene. Brigadiere: Cammina… Fa’ presto. Noi vi aspettiamo in questura. Alberto: Via, via, pulizia! Michele: Chi poteva mai pensare! Signò, e queste prove? Questi documenti, dove stanno?”.

 

Ieri sera riunione straordinaria al Martucci per fare chiarezza sui progetti dedicati al corso di management: protagonisti l’avvocato Franco Massimo Lanocita e il M° Francesco Scala

 

Di OLGA CHIEFFI

Giuseppe Verdi Simon Boccanegra, scena del gran consiglio, finale del I atto. Siamo al Conservatorio Statale di Musica “G.Martucci” di Salerno, purtroppo non si esegue quella pagina così perfetta psicologicamente, quei chiaroscuri, quei frammenti cromatici, va in scena un processo con tanto di requisitoria dell’Avv. Franco Massimo Lanocita, alla presenza del direttore Imma Battista, nei confronti del docente Francesco Scala, coordinatore dimissionario del corso di management del nostro conservatorio, per aver spiegato in una lettera indirizzata a colleghi e docenti il gran rifiuto del ruolo e il ritorno alla cattedra di titolarità relativa alla pratica pianistica. In due articoli pubblicati su queste colonne è stato gettato fango sul direttivo amministrativo del Martucci accusato aver buttato alle ortiche undici anni di lavoro racchiusi nel progetto che il M° Francesco Scala aveva individuato nel bando della regione Campania  del 14/07/2014, relativo proprio alla formazione di dieci figure professionali nel campo della produzione di spettacoli. Protagonista il Conservatorio “G.Martucci” di Salerno con i propri docenti, prestigioso laboratorio il Ravello Festival, uno dei più antichi d’Italia, una ribalta di livello internazionale, per 300 ore di formazione finanziate per 30.000 euro, dalla regione Campania, in una estate dove magari ad accoglierci sul belvedere di Villa Rufolo avremmo trovato gli allievi del Martucci. Un progetto, questo del M° Scala, prodotto interamente dagli allievi del corso di management, ma mai protocollato per intero, mai giunto in consiglio per inadempienze forse dell’ufficio protocollo che non ha mai stampato gli allegati della mail del M° Scala, dello stesso docente che, a nostro modesto parere, visti tempi ed interlocutori, avrebbe dovuto andare a far protocollare il progetto di persona e consegnarlo stampato in triplice copia a chi di dovere, non fidandosi completamente di mail ed internet, nonché per la mancanza della richiesta di partenariato specifica da parte dell’ente capofila tal Ditta Associazione Italiana Tecnologia e Ambiente, sconosciuta al Martucci e mai presentatasi, né alcun cenno d’intesa da parte della Fondazione Ravello, principali attori del progetto che è stato messo da parte dal Consiglio d’amministrazione, unitamente ad un'altra proposta che vedeva referente il noto giornalista sportivo, politico e di spettacolo Giuseppe “Peppe” Iannicelli e l’ente di formazione COM2 presieduto da Rosario Alfano, anche questo pare scompleto, il tutto nell’ultima seduta valida per produrre la documentazione per partecipare al bando della regione Campania. Solo oggi abbiamo saputo, nel corso di questa assemblea, di un terzo progetto che rivela il conservatorio Martucci in corsa per lo stesso bando al fianco della Fo.Svi.ter, un ente di formazione che collabora con più associazioni datoriali per favorire lo sviluppo professionale in vari settori, tra cui commercio, turismo, terziario e socio-sanitario, rappresentato da Giovanna De Vita, l’associazione onlus Antonio Barchetta e l’assessorato alla cultura del comune di Benevento. Atmosfera rovente nella nuovissima sala concerti ancora addobbata per la tre giorni che ha chiuso l’ottobre musicale del conservatorio, l’entusiasmante “Electric Shock Hazard”, divenuta un vero e proprio foro per  l’acceso argomentare di FrancoMassimo Lanocita nelle vesti di vicepresidente del C.d.A. del conservatorio, il quale ha smontato punto per punto il lavoro del docente Franco Scala, il quale ha dalla sua tutto l’impegno profuso per offrire agli allievi del Martucci una vetrina internazionale quale è il Festival di Ravello, ove lo scorso anno, grazie all'intesa tra Unisob, Suor Orsola Benincasa e Fondazione Ravello, diversi giovani tra diplomati e laureati hanno vissuto esperienze nei diversi settori della macchina organizzativa del festival. Partecipi anche gli allievi del conservatorio, tra cui Marina Lucia che ha difeso il progetto presentato per ottenere il laboratorio presso il Ravello Festival scritto dagli allievi e che Franco Massimo Lanocita ha promesso di utilizzare per il progetto beneventano, nel caso arrivino i finanziamenti che dovrebbero aggirarsi attorno ai 150.000 euro, così come il presidente della consulta studentesca Fabio Marone, accesissimo tribuno dell’operato del consiglio d’amministrazione, ha da pari a pari attaccato Francesco Scala. Intervento anche del docente Maurizio Romano, il quale ha individuato nella mancanza di comunicazione tra docenti e consiglio d’amministrazione, la causa di quanto accaduto, anche perché i vari progetti non sono affatto passati al vaglio del Consiglio Accademico. Il consesso si è sciolto sulle ali di un coro di “Ma i documenti ci sono o non ci sono, gli allegati per il master ravellese ci sono o non ci sono?”. Siamo nell’anno eduardiano e mi piace chiudere con una citazione da “Le voci di dentro”: “Alberto: E tu sei un assassino. Come tuo padre, tua madre, tua sorella, tua zia e questa criminale di cameriera che tenete in casa. Assassini! Signor brigadiere, la denuncia che ho fatto è precisa e documentabile. Questa è una famiglia di degenerati criminali. Questo immondo individuo, con due figli, di fronte ai quali avrebbe dovuto sacrificare ogni sua aspirazione per educarli al bene, assiste sereno e contento alle tresche provvisorie e occasionali di sua moglie, la quale, con la scusa di leggere le carte, riceve clienti di giorno e di notte. Tu, è meglio che non ti agiti. Ho le prove, perciò parlo. Vi ho seguiti, v’ aggio fatta ‘a spia. E il sospetto è stato coronato dall'autenticità dei fatti. Ma ora la vostra miserabile esistenza è finita. Brigadié, questo branco di iene, questi vermi schifosi, hanno commesso il più atroce e raccapricciante dei delitti. Dopo aver attirato in casa il mio fraterno amico Aniello Amitrano, con l'arma della seduzione di questa donna, l'hanno sgozzato, derubato, e hanno fatto sparire il cadavere. Tutti: Noi? Alberto: Ma la mano di Dio è grande e toglie i lumi agli assassini. Le prove, i documenti, sono nascosti in casa e so io dove. Brigadié, portateli via questi miserabili… Io vi seguirò in questura con tutte le prove, e vedrete che non avranno più il coraggio di negare. Brigadiere: Camminate, andiamo! Pasquale: Ma questo è un pazzo. Noi siamo gente per bene. Brigadiere: Cammina… Fa' presto. Noi vi aspettiamo in questura. Alberto: Via, via, pulizia! Michele: Chi poteva mai pensare! Signò, e queste prove? Questi documenti, dove stanno?”.