Il connubio moda ‘Vintage’ e solidarietà a Sorrento

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Una sfilata di bellezze nostrane per un importante contributo

 

SORRENTO – Lo avevano annunciato e dalle parole si è passati ai fatti e dopo il successo avuto nella sfilata ‘Vintage’ di fine agosto ecco che l’evento si è ripetuto nella città del Tasso con dei lusinghieri e sinceri applausi.

Stavolta le nostre bellezze si sono esibite in una delle piazze più note della cittadina costiera, in una passerella che ha fatto restare a bocca aperta non solo i presenti ma anche quei turisti che in questi periodi affollano le nostre zone dalle bellezze naturali. E lo sono state anche le nostre ‘amiche’ che in questo evento messo su sia dall’Associazione ‘Il Colibrì’ e sia dal negozio CASAMIA home-decorating-ideas che si sono messe in gioco sotto i portici di Piazza Angelina Lauro. Davanti ad un pubblico entusiasta, questa sfilata di abiti etici anche stavolta ha avuto lo scopo di dare un qualcosa di utile a chi non può averlo, perché è in paesi martoriati o poveri. Infatti proprio dove l’equatore incontra il continente africano, li c’è una martoriata nazione che un tempo era colonia del Belgio: l’ex Congo Belga, poi Repubblica Democratica del Congo e poi Zaire, ed oggi ha ripreso il nome di Repubblica Democratica del Congo. In questa nazione dove la pace sembra essere una chimera, c’è una regione che si affaccia sul Lago Kivu e che comprendeva tre sottoregioni: il Nord Kivu, il Sud Kivu e la Maniema, ossia il Kivu. In questa vasta zona c’è una scuola di sartoria in cui ci sono ben centosessanta allieve da mantenere ed allora che con queste sfilate si sta cercando di far si che queste ragazze possano andare avanti per non solo avere una lavoro ma anche costruirsi un futuro. Il termine ‘vintage’ è inteso anche per definire la moda di un’epoca che è un patrimonio storico e culturale rappresentato da importanti capi d’abbigliamento, accessori, bijoux ed altri oggetti di vanità. L’abito o l’accessorio vintage si differenzia e contraddistingue dalla parola generica ‘seconda mano’ (ossia l’usato), poiché la caratteristica non è tanto quella di essere stato utilizzato in passato ma piuttosto il valore che progressivamente ha acquisito nel tempo.  Specialmente perché introvabile e non riproducibile con gli stessi medesimi elevati standard qualitativi in epoca moderna, nonché testimonia lo stile di un’epoca passata ed ha segnato profondamente alcuni periodi di un particolare momento storico sia della moda che del costume e del design, coinvolgendo ed influenzando gli stili di vita coevi. Un’idea quella del vintage nata da Stefania Dragonetti, da Maria Damiani e da chi cerca di raccogliere dei fondi che siano utilizzati dall’associazione per, come suddetto, dare un qualcosa di utile a chi non può averlo. In definitiva una serata in cui le ‘nostre’ amiche de ‘Il Colibrì’ l’hanno riscaldata con la loro passerella molto applaudita, per rendere più ‘felici’ le ragazze madri nella Repubblica Democratica del Congo, nella città di Bukavu, che sono impegnate in questa scuola di sartoria.

 

                                              Le foto di Rosario Criscuolo

     

     

     

     

     

     

 

 

GIUSEPPE SPASIANO 

Una sfilata di bellezze nostrane per un importante contributo

 

SORRENTO – Lo avevano annunciato e dalle parole si è passati ai fatti e dopo il successo avuto nella sfilata ‘Vintage’ di fine agosto ecco che l’evento si è ripetuto nella città del Tasso con dei lusinghieri e sinceri applausi.

Stavolta le nostre bellezze si sono esibite in una delle piazze più note della cittadina costiera, in una passerella che ha fatto restare a bocca aperta non solo i presenti ma anche quei turisti che in questi periodi affollano le nostre zone dalle bellezze naturali. E lo sono state anche le nostre ‘amiche’ che in questo evento messo su sia dall’Associazione ‘Il Colibrì’ e sia dal negozio CASAMIA home-decorating-ideas che si sono messe in gioco sotto i portici di Piazza Angelina Lauro. Davanti ad un pubblico entusiasta, questa sfilata di abiti etici anche stavolta ha avuto lo scopo di dare un qualcosa di utile a chi non può averlo, perché è in paesi martoriati o poveri. Infatti proprio dove l’equatore incontra il continente africano, li c’è una martoriata nazione che un tempo era colonia del Belgio: l’ex Congo Belga, poi Repubblica Democratica del Congo e poi Zaire, ed oggi ha ripreso il nome di Repubblica Democratica del Congo. In questa nazione dove la pace sembra essere una chimera, c’è una regione che si affaccia sul Lago Kivu e che comprendeva tre sottoregioni: il Nord Kivu, il Sud Kivu e la Maniema, ossia il Kivu. In questa vasta zona c’è una scuola di sartoria in cui ci sono ben centosessanta allieve da mantenere ed allora che con queste sfilate si sta cercando di far si che queste ragazze possano andare avanti per non solo avere una lavoro ma anche costruirsi un futuro. Il termine ‘vintage’ è inteso anche per definire la moda di un’epoca che è un patrimonio storico e culturale rappresentato da importanti capi d'abbigliamento, accessori, bijoux ed altri oggetti di vanità. L'abito o l'accessorio vintage si differenzia e contraddistingue dalla parola generica ‘seconda mano’ (ossia l'usato), poiché la caratteristica non è tanto quella di essere stato utilizzato in passato ma piuttosto il valore che progressivamente ha acquisito nel tempo.  Specialmente perché introvabile e non riproducibile con gli stessi medesimi elevati standard qualitativi in epoca moderna, nonché testimonia lo stile di un'epoca passata ed ha segnato profondamente alcuni periodi di un particolare momento storico sia della moda che del costume e del design, coinvolgendo ed influenzando gli stili di vita coevi. Un’idea quella del vintage nata da Stefania Dragonetti, da Maria Damiani e da chi cerca di raccogliere dei fondi che siano utilizzati dall’associazione per, come suddetto, dare un qualcosa di utile a chi non può averlo. In definitiva una serata in cui le ‘nostre’ amiche de ‘Il Colibrì’ l’hanno riscaldata con la loro passerella molto applaudita, per rendere più ‘felici’ le ragazze madri nella Repubblica Democratica del Congo, nella città di Bukavu, che sono impegnate in questa scuola di sartoria.

 

                                              Le foto di Rosario Criscuolo

     

     

     

     

     

     

 

 

GIUSEPPE SPASIANO