Tiro al bersaglio ai rapaci sulle colline di Massa Lubrense. I pallini di piombo colpiscono una poiana. Allarme del WWF

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Maledetti bracconieri!!! I pallini di piombo colpiscono una poiana. “Nessun controllo da parte delle associazioni venatorie”.

“Frattura esposta all’omero dell’ala sinistra con interessamento dell’orbita oculare” … è questo il primo responso dei veterinari del Centro Recupero Fauna Selvatica del Frullone di Napoli che, nella giornata di ieri, hanno preso in consegna uno splendido esemplare di Poiana (Buteo-buteo), rinvenuto moribondo sul terreno da un cittadino, nella campagna di Schiazzano a Massa Lubrense, e consegnato ai volontari.

“C’è un’immediata considerazione da fare – racconta Claudio d’Esposito, Presidente del WWF Penisola Sorrentina – è come sia stato semplice e possibile sparare impunemente a tale specie protetta e come invece sia difficile e complesso cercare ora di salvarla. Un solo cacciatore che non rispetta le regole, con una sola cartuccia di polvere da sparo può fare enormi danni. E’ assolutamente impossibile confondere tale rapace, con un’apertura alare di quasi un metro e mezzo, con qualsiasi altra specie!!! Se tali animali vengono abbattuti lo sono deliberatamente e questo ci dovrebbe far riflettere sulla professionalità e la civiltà inesistente da parte di diverse persone che continuano ad imbracciare indebitamente e pericolosamente un’arma da fuoco.”

Il WWF Penisola Sorrentina lancia l’allarme:

Le migrazioni autunnali degli uccelli sono appena iniziate, in ritardo sulla tabella di marcia a causa delle temperature miti, ma già si contano numerose vittime del fuoco incrociato degli sparatori senza regole. Assieme al Corpo Forestale dello Stato di Castellammare di Stabia i nostri volontari sono da sempre in prima linea contro il bracconaggio ma la lotta è assolutamente iniqua. Gli agenti della Forestale si contano sulle punta delle dita ed anche i nostri attivisti e guardie sono limitati nel numero mentre, di contro, un esercito di migliaia di sparatori con licenza di uccidere vaga sulle montagne e nelle campagne dell’intera penisola sorrentina indisturbato e senza alcun controllo. E’ come se da Agerola a Massa Lubrense si decidesse di utilizzare appena una dozzina di vigili urbani per controllare il traffico in ben 11 comuni. Cosa pensate che accadrebbe alla circolazione stradale di un intero comprensorio??? Le associazioni venatorie (Enalcaccia, Federcaccia, Arcicaccia, Anuu, Liberacaccia, ecc…) con le loro schiere di guardie venatorie, preposte al controllo del rispetto delle regole dei loro stessi associati, non ci risulta che siano presenti e/o attive nell’azione di contrasto al fenomeno del bracconaggio… anzi!!! In penisola sorrentina ne conosciamo solo una di esse che negli ultimi tempi si sta adoprando a contrastare tale fenomeno. In quanto alle altre forze dell’ordine (Polizia, Finanza, Vigili, Carabinieri, Provinciale, ecc), prese da mille altre emergenze e priorità, esse si limitano ad interventi sporadici e occasionali … spesso mosse dalle denunce di cittadini infastiditi ed esautorati dai cacciatori. Nel comune di Massa Lubrense, ad esempio, una famiglia si è vista colpita prima il nonno e poi il nipotino dai pallini di piombo dei cacciatori, sparati criminosamente e quotidianamente nelle vicinanze dell’abitazione, e solo dopo le pressanti richieste dei malcapitati, reiterate negli anni, c’è stato un intervento sul posto dei carabinieri che hanno intercettato uno dei cacciatori fuorilegge. Nello stesso sito l’attività di bracconaggio, con l’ausilio di richiami vietati e uccelli vivi, va praticamente avanti indisturbata ormai da oltre un decennio!!!

“A bracconare sono sempre gli stessi e sempre nello stesso posto – aggiunge Claudio d’Esposito – spesso nei paraggi delle proprie abitazioni o nelle loro terre, lasciate volutamente accessibili all’esterno per scagionarsi da ogni responsabilità in caso di rinvenimento di trappole e richiami. Si conoscono di costoro nomi, cognomi ed abitudini… ma è difficile che si riesca a coglierli in flagranza di reato con le mani nel sacco o, è il caso di dirlo, con le mani nella rete issata sui pali o nelle casseforti cementate ad arte nella roccia!!! Per fortuna l’accorato interessamento dei cittadini che denunciano sempre più numerosi i cacciatori fuorilegge non può che farci ben sperare. Siamo convinti che il bracconaggio sia una pratica anacronistica e, prima o poi, sparirà assieme alla caccia, anche perché l’ambiente naturale sta lentamente regredendo e con esso l’assurda possibilità di “predare” liberamente.”

 

 

 

Maledetti bracconieri!!! I pallini di piombo colpiscono una poiana. “Nessun controllo da parte delle associazioni venatorie”.

“Frattura esposta all’omero dell’ala sinistra con interessamento dell’orbita oculare” … è questo il primo responso dei veterinari del Centro Recupero Fauna Selvatica del Frullone di Napoli che, nella giornata di ieri, hanno preso in consegna uno splendido esemplare di Poiana (Buteo-buteo), rinvenuto moribondo sul terreno da un cittadino, nella campagna di Schiazzano a Massa Lubrense, e consegnato ai volontari.

“C’è un’immediata considerazione da fare – racconta Claudio d’Esposito, Presidente del WWF Penisola Sorrentina – è come sia stato semplice e possibile sparare impunemente a tale specie protetta e come invece sia difficile e complesso cercare ora di salvarla. Un solo cacciatore che non rispetta le regole, con una sola cartuccia di polvere da sparo può fare enormi danni. E’ assolutamente impossibile confondere tale rapace, con un’apertura alare di quasi un metro e mezzo, con qualsiasi altra specie!!! Se tali animali vengono abbattuti lo sono deliberatamente e questo ci dovrebbe far riflettere sulla professionalità e la civiltà inesistente da parte di diverse persone che continuano ad imbracciare indebitamente e pericolosamente un’arma da fuoco.”

Il WWF Penisola Sorrentina lancia l’allarme:

Le migrazioni autunnali degli uccelli sono appena iniziate, in ritardo sulla tabella di marcia a causa delle temperature miti, ma già si contano numerose vittime del fuoco incrociato degli sparatori senza regole. Assieme al Corpo Forestale dello Stato di Castellammare di Stabia i nostri volontari sono da sempre in prima linea contro il bracconaggio ma la lotta è assolutamente iniqua. Gli agenti della Forestale si contano sulle punta delle dita ed anche i nostri attivisti e guardie sono limitati nel numero mentre, di contro, un esercito di migliaia di sparatori con licenza di uccidere vaga sulle montagne e nelle campagne dell’intera penisola sorrentina indisturbato e senza alcun controllo. E’ come se da Agerola a Massa Lubrense si decidesse di utilizzare appena una dozzina di vigili urbani per controllare il traffico in ben 11 comuni. Cosa pensate che accadrebbe alla circolazione stradale di un intero comprensorio??? Le associazioni venatorie (Enalcaccia, Federcaccia, Arcicaccia, Anuu, Liberacaccia, ecc…) con le loro schiere di guardie venatorie, preposte al controllo del rispetto delle regole dei loro stessi associati, non ci risulta che siano presenti e/o attive nell’azione di contrasto al fenomeno del bracconaggioanzi!!! In penisola sorrentina ne conosciamo solo una di esse che negli ultimi tempi si sta adoprando a contrastare tale fenomeno. In quanto alle altre forze dell’ordine (Polizia, Finanza, Vigili, Carabinieri, Provinciale, ecc), prese da mille altre emergenze e priorità, esse si limitano ad interventi sporadici e occasionali … spesso mosse dalle denunce di cittadini infastiditi ed esautorati dai cacciatori. Nel comune di Massa Lubrense, ad esempio, una famiglia si è vista colpita prima il nonno e poi il nipotino dai pallini di piombo dei cacciatori, sparati criminosamente e quotidianamente nelle vicinanze dell’abitazione, e solo dopo le pressanti richieste dei malcapitati, reiterate negli anni, c’è stato un intervento sul posto dei carabinieri che hanno intercettato uno dei cacciatori fuorilegge. Nello stesso sito l’attività di bracconaggio, con l’ausilio di richiami vietati e uccelli vivi, va praticamente avanti indisturbata ormai da oltre un decennio!!!

“A bracconare sono sempre gli stessi e sempre nello stesso posto – aggiunge Claudio d’Esposito – spesso nei paraggi delle proprie abitazioni o nelle loro terre, lasciate volutamente accessibili all’esterno per scagionarsi da ogni responsabilità in caso di rinvenimento di trappole e richiami. Si conoscono di costoro nomi, cognomi ed abitudini… ma è difficile che si riesca a coglierli in flagranza di reato con le mani nel sacco o, è il caso di dirlo, con le mani nella rete issata sui pali o nelle casseforti cementate ad arte nella roccia!!! Per fortuna l’accorato interessamento dei cittadini che denunciano sempre più numerosi i cacciatori fuorilegge non può che farci ben sperare. Siamo convinti che il bracconaggio sia una pratica anacronistica e, prima o poi, sparirà assieme alla caccia, anche perché l’ambiente naturale sta lentamente regredendo e con esso l’assurda possibilità di “predare” liberamente.”