Napoli. Sparatoria in strada, paura al Vomero. Forse un avvertimento, in azione gruppo di giovani a bordo di moto

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Napoli. Le strade del Vomero come quelle del Far west. Ancora un bruttissimo segnale arriva dalla zona collinare, teatro di un episodio inquietante accaduto poco dopo lo scoccare della mezzanotte tra domenica e lunedì. Una sparatoria per le strade che costeggiano piazza degli Artisti, iniziata in via Giuseppe Recco (alle spalle del mercatino di Antignano) e proseguita poi lungo via Menzinger, arteria che unisce piazza Medaglie d’Oro con piazza Immacolata. Un fatto a dir poco inquietante, ancora avvolto nel mistero, ma rispetto al quale le indagini dei carabinieri potrebbero avere già imboccato la pista giusta. I fatti. Mancano pochi minuti alla mezza quando chi abita in via Recco (oltre ai non pochi passanti e automobilisti che affollano lo snodo di piazza degli Artisti) avverte il crepitio sordo dei colpi di arma da fuoco. Sembrano mortaretti e, invece, si tratta di una o due pistole che stanno facendo fuoco all’impazzata: chi spara lo fa mirando verso l’ingresso di un palazzo, anche se alcuni colpi finiscono nei parabrezza di alcune auto in sosta e due nelle vetrine di un negozio. Il raid viene messo in atto da un gruppo di giovani, tutti in sella a potenti scooter, che subito dopo sfrecciano lungo via Tino da Camaino, percorrono piazza Medaglie d’Oro e imboccano via Menzinger. Qui la seconda sparatoria: colpi esplosi verso il cielo, proprio come facevano i banditi nel West per aprirsi una via di fuga. Fortunatamente non c’è nessuno affacciato ai balconi in quel momento. Infine il gruppo si dilegua dirigendosi verso via Salvator Rosa. Per le strade del Vomero e dell’Arenella sono bastati tre minuti di follia a scatenare la paura. Ma, incredibilmente, non c’è nessuno che ritenga utile dare l’allarme al 112 dei carabinieri o al 113 della polizia. E questo è un altro particolare che dovrebbe indurre a riflettere. Solo ieri mattina qualcuno avrebbe informato del raid i carabinieri della compagnia Vomero, guidata dal capitano Giovanni Ruggiu, che adesso sta svolgendo le indagini. E proprio in questo festival surreale di fatti gravissimi e ancor più inquietanti omissioni c’è spazio per un’ultima chicca: tutte le telecamere di videosorveglianza stradale dislocate lungo il tragitto compiuto dagli uomini che sparavano risultano fuori uso: non ce n’è una attiva. Ne sarebbero bastate un paio a dare una grossa mano agli investigatori. E veniamo alle indagini. Pare si possa escludere che dietro il raid ci sia la mano del racket; e dunque: nessun avvertimento “militare” ai danni di alcun commerciante della zona. C’è una pista molto più accreditata che continua a prendere corpo nelle ultime ore: è quella che porterebbe alle attività lavorative di un uomo che esercita la professione all’interno del palazzo contro il quale si sono conficcati alcuni proiettili. L’uomo – incensurato ed estraneo a fatti riconducibili ad ambienti delinquenziali – sarebbe diventato oggetto di una vendetta per non avere assecondato le richieste di prestare la propria opera in tempi rapidi ad alcuni giovani vicini a un gruppo criminale attivo nel centro di Napoli. Di qui l’assurda vendetta, culminata nella sparatoria, proseguita poi sull’altro lato del quartiere forse anche perché chi impugnava le pistole era sotto l’effetto della cocaina. Il presidente quinta municipalità Mario Coppeto commenta: «Siamo di fronte a fatto gravissimo. Il Vomero e l’Arenella non possono né diventeranno mai terra di conquista per nessuno». (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)

Napoli. Le strade del Vomero come quelle del Far west. Ancora un bruttissimo segnale arriva dalla zona collinare, teatro di un episodio inquietante accaduto poco dopo lo scoccare della mezzanotte tra domenica e lunedì. Una sparatoria per le strade che costeggiano piazza degli Artisti, iniziata in via Giuseppe Recco (alle spalle del mercatino di Antignano) e proseguita poi lungo via Menzinger, arteria che unisce piazza Medaglie d'Oro con piazza Immacolata. Un fatto a dir poco inquietante, ancora avvolto nel mistero, ma rispetto al quale le indagini dei carabinieri potrebbero avere già imboccato la pista giusta. I fatti. Mancano pochi minuti alla mezza quando chi abita in via Recco (oltre ai non pochi passanti e automobilisti che affollano lo snodo di piazza degli Artisti) avverte il crepitio sordo dei colpi di arma da fuoco. Sembrano mortaretti e, invece, si tratta di una o due pistole che stanno facendo fuoco all'impazzata: chi spara lo fa mirando verso l'ingresso di un palazzo, anche se alcuni colpi finiscono nei parabrezza di alcune auto in sosta e due nelle vetrine di un negozio. Il raid viene messo in atto da un gruppo di giovani, tutti in sella a potenti scooter, che subito dopo sfrecciano lungo via Tino da Camaino, percorrono piazza Medaglie d'Oro e imboccano via Menzinger. Qui la seconda sparatoria: colpi esplosi verso il cielo, proprio come facevano i banditi nel West per aprirsi una via di fuga. Fortunatamente non c'è nessuno affacciato ai balconi in quel momento. Infine il gruppo si dilegua dirigendosi verso via Salvator Rosa. Per le strade del Vomero e dell'Arenella sono bastati tre minuti di follia a scatenare la paura. Ma, incredibilmente, non c'è nessuno che ritenga utile dare l'allarme al 112 dei carabinieri o al 113 della polizia. E questo è un altro particolare che dovrebbe indurre a riflettere. Solo ieri mattina qualcuno avrebbe informato del raid i carabinieri della compagnia Vomero, guidata dal capitano Giovanni Ruggiu, che adesso sta svolgendo le indagini. E proprio in questo festival surreale di fatti gravissimi e ancor più inquietanti omissioni c'è spazio per un'ultima chicca: tutte le telecamere di videosorveglianza stradale dislocate lungo il tragitto compiuto dagli uomini che sparavano risultano fuori uso: non ce n'è una attiva. Ne sarebbero bastate un paio a dare una grossa mano agli investigatori. E veniamo alle indagini. Pare si possa escludere che dietro il raid ci sia la mano del racket; e dunque: nessun avvertimento "militare" ai danni di alcun commerciante della zona. C'è una pista molto più accreditata che continua a prendere corpo nelle ultime ore: è quella che porterebbe alle attività lavorative di un uomo che esercita la professione all'interno del palazzo contro il quale si sono conficcati alcuni proiettili. L'uomo – incensurato ed estraneo a fatti riconducibili ad ambienti delinquenziali – sarebbe diventato oggetto di una vendetta per non avere assecondato le richieste di prestare la propria opera in tempi rapidi ad alcuni giovani vicini a un gruppo criminale attivo nel centro di Napoli. Di qui l'assurda vendetta, culminata nella sparatoria, proseguita poi sull'altro lato del quartiere forse anche perché chi impugnava le pistole era sotto l'effetto della cocaina. Il presidente quinta municipalità Mario Coppeto commenta: «Siamo di fronte a fatto gravissimo. Il Vomero e l’Arenella non possono né diventeranno mai terra di conquista per nessuno». (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)

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