NARTEA “RIBALTA” LA SCENA CON SUB URBE, EMOZIONI SOTTOVOCE AL TUNNEL BORBONICO

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Il mondo capovolto di Napoli, l’altra anima della città che vive sottoterra, diventa protagonista con “Sub Urbe, emozioni sottovoce”: sabato 15 novembre 2014 (con due turni a disposizione, ore 19:00 e ore 20:30) l’Associazione Culturale NarteA scende nel ventre napoletano con una travolgente visita guidata teatralizzata concepita per condurre i visitatori lungo ben cinque secoli di storia, abbracciando al percorso turistico anche l’aspetto ludico-interattivo del teatro, alla scoperta del misterioso sottosuolo partenopeo. L’appuntamento al pubblico è presso l’ingresso in Vico del Grottone n° 4 del Tunnel Borbonico – ossia, la seconda traversa a sinistra salendo via Gennaro Serra, zona piazza Plebiscito –, mentre la fine del percorso prevede l’uscita in via Domenico Morelli, all’interno dell’omonimo Parcheggio. Per partecipare, la prenotazione è obbligatoria al 3397020849 – 3346227785. Costo € 15,00 adulti.

Immergersi nella “città di sotto” è un viaggio per esplorare il passato impercettibile di Napoli: la fine dell’Ottocento vede le prime perlustrazioni del sottosuolo partenopeo per mano di Guglielmo Melisurgo, un ingegnere del Comune di Napoli, che comprende la necessità di acquisire conoscenze dirette sullo “strato inferiore cittadino”. È così che, con l’aiuto di Nunzio Esposito, capo degli operai addetti ai pozzi della città, si dedica all’esplorazione sistematica della rete di gallerie, canali e pozzi presenti sotto la città. Nel 1889, allo scopo di prendere parte attiva al dibattito tecnico sul sottosuolo di Napoli, Melisurgo si affretta a pubblicare un saggio cui dà il titolo di Napoli sotterranea e nel quale per la prima volta è fornita una precisa descrizione delle cavità e dei manufatti del sottosuolo napoletano. Staccando la spina dal caos e dall’inquinamento di “sopra”, gli ospiti potranno addentrarsi nel silenzio delle meravigliose grotte di tufo giallo: una vera e propria immersione nella storia, un viaggio nel tempo per incontrare personaggi d’altre epoche, che interpreteranno le vicende vissute nell’ombra delle viscere di Napoli. Si entra nella Sub Urbe, accompagnati da una guida esperta del Tunnel Borbonico a cui si alterneranno gli attori professionisti Viviana Cangiano, Valeria Frallicciardi, Peppe Romano e Sergio Del Prete che, vestiti in abiti d’epoca, daranno vita agli avvenimenti e ai personaggi di un passato tradizionale ma anche storico.

Palcoscenico d’eccezione sarà questo percorso sotterraneo, commissionato il 19 febbraio del 1853 da Ferdinando II di Borbone all’architetto Errico Alvino per collegare il Palazzo Reale con la Caserma “Vittoria”, in modo da permettere un attraversamento militare in difesa della reggia e una via di fuga per salvare i monarchi in caso di un eventuale pericolo. Napoli era stata scavata prima dai greci e dai romani che avevano adoperato il tufo giallo per costruire le abitazioni, collegando poi le varie cave sottostanti con dei cunicoli al fine di incanalarvi le acque del Serino e trasformarle in cisterne. Nella ricostruzione del passato, il primo uomo moderno che si calò nelle viscere della città per ricavarne uno studio meticoloso e particolareggiato, individuando circa cinquemila rifugi nella roccia tufacea, fu proprio Guglielmo Melisurgo: l’ingegnere realmente esistito sarà il personaggio che guiderà il pubblico lungo le cavità-ricoveri che salvarono la vita di migliaia di cittadini durante le Seconda Guerra Mondiale.Il mondo capovolto di Napoli, l’altra anima della città che vive sottoterra, diventa protagonista con “Sub Urbe, emozioni sottovoce”: sabato 15 novembre 2014 (con due turni a disposizione, ore 19:00 e ore 20:30) l’Associazione Culturale NarteA scende nel ventre napoletano con una travolgente visita guidata teatralizzata concepita per condurre i visitatori lungo ben cinque secoli di storia, abbracciando al percorso turistico anche l’aspetto ludico-interattivo del teatro, alla scoperta del misterioso sottosuolo partenopeo. L’appuntamento al pubblico è presso l’ingresso in Vico del Grottone n° 4 del Tunnel Borbonico – ossia, la seconda traversa a sinistra salendo via Gennaro Serra, zona piazza Plebiscito –, mentre la fine del percorso prevede l’uscita in via Domenico Morelli, all’interno dell’omonimo Parcheggio. Per partecipare, la prenotazione è obbligatoria al 3397020849 – 3346227785. Costo € 15,00 adulti.

Immergersi nella “città di sotto” è un viaggio per esplorare il passato impercettibile di Napoli: la fine dell’Ottocento vede le prime perlustrazioni del sottosuolo partenopeo per mano di Guglielmo Melisurgo, un ingegnere del Comune di Napoli, che comprende la necessità di acquisire conoscenze dirette sullo “strato inferiore cittadino”. È così che, con l’aiuto di Nunzio Esposito, capo degli operai addetti ai pozzi della città, si dedica all’esplorazione sistematica della rete di gallerie, canali e pozzi presenti sotto la città. Nel 1889, allo scopo di prendere parte attiva al dibattito tecnico sul sottosuolo di Napoli, Melisurgo si affretta a pubblicare un saggio cui dà il titolo di Napoli sotterranea e nel quale per la prima volta è fornita una precisa descrizione delle cavità e dei manufatti del sottosuolo napoletano. Staccando la spina dal caos e dall’inquinamento di “sopra”, gli ospiti potranno addentrarsi nel silenzio delle meravigliose grotte di tufo giallo: una vera e propria immersione nella storia, un viaggio nel tempo per incontrare personaggi d’altre epoche, che interpreteranno le vicende vissute nell’ombra delle viscere di Napoli. Si entra nella Sub Urbe, accompagnati da una guida esperta del Tunnel Borbonico a cui si alterneranno gli attori professionisti Viviana Cangiano, Valeria Frallicciardi, Peppe Romano e Sergio Del Prete che, vestiti in abiti d’epoca, daranno vita agli avvenimenti e ai personaggi di un passato tradizionale ma anche storico.

Palcoscenico d’eccezione sarà questo percorso sotterraneo, commissionato il 19 febbraio del 1853 da Ferdinando II di Borbone all’architetto Errico Alvino per collegare il Palazzo Reale con la Caserma “Vittoria”, in modo da permettere un attraversamento militare in difesa della reggia e una via di fuga per salvare i monarchi in caso di un eventuale pericolo. Napoli era stata scavata prima dai greci e dai romani che avevano adoperato il tufo giallo per costruire le abitazioni, collegando poi le varie cave sottostanti con dei cunicoli al fine di incanalarvi le acque del Serino e trasformarle in cisterne. Nella ricostruzione del passato, il primo uomo moderno che si calò nelle viscere della città per ricavarne uno studio meticoloso e particolareggiato, individuando circa cinquemila rifugi nella roccia tufacea, fu proprio Guglielmo Melisurgo: l’ingegnere realmente esistito sarà il personaggio che guiderà il pubblico lungo le cavità-ricoveri che salvarono la vita di migliaia di cittadini durante le Seconda Guerra Mondiale.