Napoli. Teatro Bellini. Roberto Herlitzka in “Una giovinezza enormemente giovane”.

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Dal  11 al 16 novembre 2014
Roberto Herlitzka
in
Una giovinezza enormente giovane
di Gianni Borgna ispirato ai testi di Pier Paolo Pasolini, regia Antonio Calenda
 
«In una metafisica evocazione della morte di Pasolini – anticipa Antonio Calenda – immaginiamo che lo scrittore abbia a vedere se stesso massacrato sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia. Lo spettacolo parte da qui. Oggi Pasolini avrebbe oltre 90 anni e questa rivisitazione immaginaria vuol essere omaggio al suo pensiero antesignano, 
profetico sul pi:ano sociale e politico, e assieme una ricapitolazione dei momenti più importanti della sua testimonianza civile e poetica nell’ambito della grande tradizione italiana». 
E proprio dalla sua morte – sempre rimasta oscura – Antonio Calenda trae ispirazione per l’incipit dello spettacolo: una musica, un colpo nel buio, un corpo a terra. Un’immagine forte che segnerà lo spettacolo e da cui il protagonista avvia il proprio monologare. Come se Pasolini stesso fosse testimone della propria fine e in quel misterioso istante, si lasciasse andare a un flusso di riflessioni sul mondo che ha lasciato e sulle sue evoluzioni di cui non potrà più essere testimone critico e acuto, pur avendole intuite: l’immagine di una Roma così diversa dalla sua, città multietnica, con l’idea che il bene più grande sia la ricchezza, che la storia e la cultura non possano essere che quelle borghesi… Temi con cui oggi quotidianamente ci confrontiamo, confliggiamo e che il suo pensiero, la sua ricchezza poetica, ci insegnano ancora ad attraversare con la necessaria consapevolezza.

Info
Per promozioni, gruppi e scuole rivolgersi a Rosa Di Sarno

081/5491266

promozione@teatrobellini.it

PER MAGGIORI INFORMAZIONI CLICCA QUI

 

Dal  11 al 16 novembre 2014
Roberto Herlitzka
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Una giovinezza enormente giovane
di Gianni Borgna ispirato ai testi di Pier Paolo Pasolini, regia Antonio Calenda

 
«In una metafisica evocazione della morte di Pasolini – anticipa Antonio Calenda – immaginiamo che lo scrittore abbia a vedere se stesso massacrato sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia. Lo spettacolo parte da qui. Oggi Pasolini avrebbe oltre 90 anni e questa rivisitazione immaginaria vuol essere omaggio al suo pensiero antesignano, 
profetico sul pi:ano sociale e politico, e assieme una ricapitolazione dei momenti più importanti della sua testimonianza civile e poetica nell’ambito della grande tradizione italiana». 
E proprio dalla sua morte – sempre rimasta oscura – Antonio Calenda trae ispirazione per l’incipit dello spettacolo: una musica, un colpo nel buio, un corpo a terra. Un’immagine forte che segnerà lo spettacolo e da cui il protagonista avvia il proprio monologare. Come se Pasolini stesso fosse testimone della propria fine e in quel misterioso istante, si lasciasse andare a un flusso di riflessioni sul mondo che ha lasciato e sulle sue evoluzioni di cui non potrà più essere testimone critico e acuto, pur avendole intuite: l’immagine di una Roma così diversa dalla sua, città multietnica, con l’idea che il bene più grande sia la ricchezza, che la storia e la cultura non possano essere che quelle borghesi… Temi con cui oggi quotidianamente ci confrontiamo, confliggiamo e che il suo pensiero, la sua ricchezza poetica, ci insegnano ancora ad attraversare con la necessaria consapevolezza.

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