Napoli. Luci a San Gregorio Armeno. Sul percorso Totò, Maradona, Pulcinella e Troisi

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Napoli. A San Gregorio è già Natale. Ad accendere le luci il sindaco Luigi de Magistris con il taglio del nastro. È stato il suo primo battesimo nella storica strada dei presepi. Accolto da un bagno di folla e di turisti. Ha visitato bottega per bottega. Il primo cittadino non si è risparmiato. Foto ricordo, strette di mano,ha ascoltato le richieste, vissuto le tradizioni di una fiera che non ha eguali in Italia, dando il via alla 142esima kermesse dei Decumani. Gli artigiani lo aspettavano. E ora si può dire che si siano chiuse definitivamente le polemiche del passato, dalle luminarie prestate il primo anno dal sindaco di Salerno ai ritardi dell’anno scorso. Tutto superato. Archiviato. È come si fosse aperta davvero una stagione nuova con la città, più in strada e meno a palazzo San Giacomo. Una stagione salutata dai fuochi d’artificio che hanno illuminato il cielo dopo l’accensione delle luminarie. Luci accese, diverse dal solito. Il sindaco accompagnato dal vice Sodano e dall’assessore alle attività Produttive Enrico Panini, ha voluto qualcosa di speciale. Luminarie che rappresentassero lo spirito della città ed anche la sua storia. Così spunta Maradona che napoletano non è ma è nel cuore per aver portato la squadra allo scudetto. E poi Totò, Massimo Troisi, Pulcinella. Personaggi conosciuti ai quali si aggiungerà anche a Forcella, su espressa richiesta di De Magistris, il grande Edoardo de Filippo. È stata una serata di grande festa ieri a San Gregorio. Emozione, qualche intoppo nel funzionamento del microfono prima che si sancisse l’apertura dell’importante fiera. Ma di sicuro – spiega De Magistris – il Natale comincia prima e bene, c’è il coinvolgimento delle associazioni, del centro storico e di tanti operatori. «È stato fatto – precisa – un lavoro di squadra Comune-Municipalità. «Vogliamo far respirare i commercianti e gli operatori economici della nostra città – ribadisce – e far passare a tutti un Natale quanto più bello e sereno, soprattutto ai napoletani che se lo meritano». La crisi a San Gregorio l’anno scorso è stata vissuta profondamente. Luci accese in ritardo, tante gente sì, ma pochi affari. E quest’anno, per evitare di pesare troppo sulle tasche degli italiani, nella miriade di botteghe storiche hanno anche abbassato un pochino i prezzi, dal 10 al 20% in meno proprio per andare incontro a coloro per i quali purtroppo il Natale non è più una festa. Il sindaco non si è risparmiato. Non si è tirato indietro. Gli hanno fatto anche dei doni. Marco Ferrigno, storico artigiano, gli ha regalato una statuina raffigurante proprio il primo cittadino. Un dono gradito. Ma quando è entrato da Cosmos, altro negozio, si è lasciato affascinare dai corni portafortuna ed ha seguito anche il rito propiziatorio che si fa quando si riceve il corno portafortuna o scacciaguai, come lo si voglia chiamare. Su dove deciderà di sistemarlo, se a San Giacomo o nella sua abitazione, non è dato sapere. Ma seguirà per filo e per segno le indicazioni che gli sono state date. «Noi tutti lo aspettavamo – spiega il presidente dell’associano onlus Corpo di Napoli, Grabriele Casillo – siamo soddisfatti dell’organizzazione di quest’anno, non ci sono stati ritardi e ci auguriamo che tutto vada per il meglio. E la fiera la dedichiamo a Peppino de Filippo, un grande di Napoli. Il nostro obiettivo è difendere la napoletanità e le meravigliose tradizioni che abbiamo». Per la prima volta alcuni negozi si sono organizzati per accogliere anche i diversamente abili mettendo delle apposite pedane. La municipale già da dieci giorni presidia in maniera costante tutti i Decumani, proprio per la fiera. Ed a partire dal prossimo 17 novembre, per contrastare l’ambulantato abusivo e commerciale, scatta un piano ad hoc con agenti in via dei Tribunali, a San Biagio dei Librai, piazzetta Nilo, piazza del Gesù, piazza San Domenico Maggiore, San Gregorio, via Duomo,Toledo, San Carlo e Trieste e Trento. Ora manca solo il via libera ai regolamenti per i pedoni per evitare la ressa. E arriverà forse prima del previsto visto il flusso di gente. (Elena Romanazzi – Il Mattino)

Napoli. A San Gregorio è già Natale. Ad accendere le luci il sindaco Luigi de Magistris con il taglio del nastro. È stato il suo primo battesimo nella storica strada dei presepi. Accolto da un bagno di folla e di turisti. Ha visitato bottega per bottega. Il primo cittadino non si è risparmiato. Foto ricordo, strette di mano,ha ascoltato le richieste, vissuto le tradizioni di una fiera che non ha eguali in Italia, dando il via alla 142esima kermesse dei Decumani. Gli artigiani lo aspettavano. E ora si può dire che si siano chiuse definitivamente le polemiche del passato, dalle luminarie prestate il primo anno dal sindaco di Salerno ai ritardi dell’anno scorso. Tutto superato. Archiviato. È come si fosse aperta davvero una stagione nuova con la città, più in strada e meno a palazzo San Giacomo. Una stagione salutata dai fuochi d’artificio che hanno illuminato il cielo dopo l’accensione delle luminarie. Luci accese, diverse dal solito. Il sindaco accompagnato dal vice Sodano e dall’assessore alle attività Produttive Enrico Panini, ha voluto qualcosa di speciale. Luminarie che rappresentassero lo spirito della città ed anche la sua storia. Così spunta Maradona che napoletano non è ma è nel cuore per aver portato la squadra allo scudetto. E poi Totò, Massimo Troisi, Pulcinella. Personaggi conosciuti ai quali si aggiungerà anche a Forcella, su espressa richiesta di De Magistris, il grande Edoardo de Filippo. È stata una serata di grande festa ieri a San Gregorio. Emozione, qualche intoppo nel funzionamento del microfono prima che si sancisse l’apertura dell’importante fiera. Ma di sicuro – spiega De Magistris – il Natale comincia prima e bene, c'è il coinvolgimento delle associazioni, del centro storico e di tanti operatori. «È stato fatto – precisa – un lavoro di squadra Comune-Municipalità. «Vogliamo far respirare i commercianti e gli operatori economici della nostra città – ribadisce – e far passare a tutti un Natale quanto più bello e sereno, soprattutto ai napoletani che se lo meritano». La crisi a San Gregorio l’anno scorso è stata vissuta profondamente. Luci accese in ritardo, tante gente sì, ma pochi affari. E quest’anno, per evitare di pesare troppo sulle tasche degli italiani, nella miriade di botteghe storiche hanno anche abbassato un pochino i prezzi, dal 10 al 20% in meno proprio per andare incontro a coloro per i quali purtroppo il Natale non è più una festa. Il sindaco non si è risparmiato. Non si è tirato indietro. Gli hanno fatto anche dei doni. Marco Ferrigno, storico artigiano, gli ha regalato una statuina raffigurante proprio il primo cittadino. Un dono gradito. Ma quando è entrato da Cosmos, altro negozio, si è lasciato affascinare dai corni portafortuna ed ha seguito anche il rito propiziatorio che si fa quando si riceve il corno portafortuna o scacciaguai, come lo si voglia chiamare. Su dove deciderà di sistemarlo, se a San Giacomo o nella sua abitazione, non è dato sapere. Ma seguirà per filo e per segno le indicazioni che gli sono state date. «Noi tutti lo aspettavamo – spiega il presidente dell’associano onlus Corpo di Napoli, Grabriele Casillo – siamo soddisfatti dell’organizzazione di quest’anno, non ci sono stati ritardi e ci auguriamo che tutto vada per il meglio. E la fiera la dedichiamo a Peppino de Filippo, un grande di Napoli. Il nostro obiettivo è difendere la napoletanità e le meravigliose tradizioni che abbiamo». Per la prima volta alcuni negozi si sono organizzati per accogliere anche i diversamente abili mettendo delle apposite pedane. La municipale già da dieci giorni presidia in maniera costante tutti i Decumani, proprio per la fiera. Ed a partire dal prossimo 17 novembre, per contrastare l’ambulantato abusivo e commerciale, scatta un piano ad hoc con agenti in via dei Tribunali, a San Biagio dei Librai, piazzetta Nilo, piazza del Gesù, piazza San Domenico Maggiore, San Gregorio, via Duomo,Toledo, San Carlo e Trieste e Trento. Ora manca solo il via libera ai regolamenti per i pedoni per evitare la ressa. E arriverà forse prima del previsto visto il flusso di gente. (Elena Romanazzi – Il Mattino)